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Voi siete qui: Musica & Danza » Luigi Piovano all’Auditorium Manzoni di Bologna

19 Maggio 2026

Luigi Piovano all’Auditorium Manzoni di Bologna

Ieri sera, lunedì 18 maggio, al Teatro Auditorium Manzoni di Bologna si è tenuto il concerto di Luigi Piovano con l’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo, ultimo evento della stagione 2025/2026 della Fondazione Musica Insieme. Non poteva capitarmi occasione migliore per la mia prima volta in questa sala!

La presidente Alessandra Scardovi ha salutato il pubblico – la platea era quasi gremita – ringraziandolo per aver assistito ai concerti di questa stagione e invitandolo a prendere visione in anteprima del programma della prossima che si annuncia speciale: sarà infatti la quarantesima edizione!

Prenderà il via il prossimo 7 ottobre con i Solisti Aquilani diretti da Davide Trolton e Michele Campanella al pianoforte, per il Festival Respighi Bologna 2026, per concludersi il 10 maggio dell’anno prossimo con un appuntamento davvero imperdibile: il concerto de L’Orchestra del Mare con Mario Brunello al violoncello e Danilo Rossi alla viola e alla conduzione (con la partecipazione di Alessandro Baricco).

Abituato alle note di sala dei musicologi Raffaele Mellace per i Pomeriggi Musicali e di Giovanni Cestino per la Società del Quartetto di Milano, mi sono sentito un poco abbandonato nel mio posto in platea, vista l’assenza di un loro corrispettivo bolognese. Per fortuna ci ha pensato il Maestro Piovano a presentare i brani in programma, ovvero:

  • Porpora, Aria per violoncello e archi in do maggiore
  • Haydn, Concerto per violoncello n. 1 in do maggiore Hob: VIIb: 1
  • Mozart, Sinfonia n. 40 in sol minore KV 550

Ci ha trasportati nella Vienna della seconda metà del Settecento, dove italiani come Nicola Porpora – peraltro non proprio fortunato in occasione del suo primo soggiorno – portavano la loro arte nella capitale dell’impero. Scriveva arie per Farinelli e Caffarelli – i due castrati più celebri dell’epoca (sia detto en passant: sotto i portici a pochi passi dal teatro ho visto la lapide che ricorda il luogo in cui morì, nel 1756, il contraltista Antonio Bernacchi, di cui Farinelli fu allievo) – ed era ospite di Metastasio che gli consigliò come valletto niente di meno che il giovane Haydn. Il rapporto tra i due deve essere stato tutt’altro che rose e fiori, ha ricordato Piovano. Ma Haydn, pur accusando Porpora di dargli dell’asino quando non di peggio, gli riconobbe il merito di avergli insegnato l’italiano e il belcanto.

Ecco: questo è il filo rosso che tiene insieme le tre opere proposte in programma, chiuso da una delle sinfonie più celebri di Mozart, la 40 (KV 550) composta insieme alla 39 e alla 41 (rispettivamente KV 543 e KV 551) nell’arco di 45 giorni nel 1788! L’Orchestra ha suonato la prima versione, senza i clarinetti, aggiunti nella seconda versione del 1791.

È stata sufficiente la breve aria di Porpora per farmi comprendere che stavo assistendo a uno dei concerti più intensi di quest’anno (devo aver superato la quarantina e mantenendo questo ritmo, potrei replicare il record di 100 del 2025)!

Era un piacere, peraltro, vedere Piovano dirigere, quasi quanto vederlo – e soprattutto sentirlo – suonare. Sempre con il sorriso sulle labbra e la gioia si trasmetteva al volto dei musicisti che alla fine si sono abbracciati, accogliendo i calorosi applausi del pubblico e l’inchino rivolto loro dallo stesso Maestro (abituato a esibirsi all’estero, Piovano – che ha suonato e diretto senza spartito – ringraziava con «Thank you», a leggere il labiale).

Tra i momenti più emozionanti l’assolo alla fine del primo movimento – Moderato – del Concerto di Haydn e il delicatissimo battito del secondo movimento – Adagio -, che pare arrivare a spegnersi ma poi riprende a pulsare, vivo e vivificante.

Da pelle d’oca il bis prima dell’intervallo: niente meno che il Preludio della Suite n.1 per violoncello solo di Bach! Qualche ora prima, avevo comprato per 2 euro – il prezzo di un caffè monorigine India nella mia caffetteria preferita di Bologna – il CD delle Sei Suites di Bach suonate da Pablo Casals. Ho avuto la conferma che il caso davvero non esiste, anche se le sorprese non erano ancora finite…

Dopo qualche minuto di attesa per un piccolo inconveniente tecnico – a una violinista si è spezzata una corda mentre saliva sul palco – ecco la Sinfonia 40 di Mozart e il secondo bis: la Serenata in sol maggiore KV 525 (Eine kleine Nachtmusik)!

Sarebbe stato più che sufficiente per ricordare con piacere e riconoscenza questa prima esperienza all’Auditorium Manzoni (che pure non è stato il mio primo Mozart a Bologna: il primato va all’Idomeneo al Teatro Comunale Nouveau). Ma il caso – che appunto non esiste – aveva una graditissima sorpresa per me che, per una volta, mi sono presentato preparato all’appuntamento.

Questa mattina sono sceso a fare colazione in hotel portandomi il CD di Casals e un pennarello indelebile, comprato nei giorni scorsi con l’obiettivo dichiarato di allargare la collezione di dischi autografati (la biro che sempre mi accompagna funziona bene con le dediche degli scrittori, ma si rivela poco adatta alla bisogna nel caso dei musicisti). Che probabilità avevo di imbattermi nel Maestro Piovano? Non sapendo nemmeno se pernottava a Bologna, direi infinitesimali.

Ma l’ascensore è salito di un piano prima di scendere verso la hall. E quando le porte si sono aperte ed è entrato Piovano con il suo violoncello mi sono meravigliato, ma non più di tanto. Gli ho fatto i complimenti e chiesto di firmarmi il CD che avevo con me, anche se non era uno dei suoi. Ha fatto molto di più: mi ha regalato il suo cofanetto con le Bach Cello Suites, autografandomi con dedica il libretto allegato.

Sempre avere con sé un pennarello! Me lo porterò anche stasera al Nouveau: sia mai che incontri Nicola Campogrande per la sua Olympia!

Saul Stucchi

Luigi Piovano & Orchestra del Mozarteum di Salisburgo

18 maggio 2026 ore 20.30

Teatro Auditorium Manzoni

Via de’ Monari 1/2
Bologna

Fondazione Musica Insieme

Informazioni:

www.musicainsiemebologna.it

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