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Voi siete qui: Interviste » Intervista a Graziano Piazza, Prospero nella Tempesta

24 Luglio 2025

Intervista a Graziano Piazza, Prospero nella Tempesta

Ieri mattina – 23 luglio – ho visitato al Palazzo Ducale di Venezia la mostra L’oro dipinto. El Greco e la pittura tra Creta e Venezia (rimarrà aperta fino al 29 settembre: ne scriverò la recensione nei prossimi giorni). Ad aprire il percorso espositivo è una carta dell’isola di Creta – Candia per i Veneziani – realizzata a tempera e acquerello su pergamena nel 1562 da Giorgio Sideri, detto Callapoda di Candia. Al centro dell’isola è ben riconoscibile il Labirinto di Minosse (Lanbirito dice la didascalia sopra la struttura, a cerchi concentrici).

Il giorno prima, salendo al Museo Archeologico al Teatro Romano di Verona (che al momento accoglie in prestito dal Colosseo un graffito con gladiatore), mi aveva colpito il labirinto che occupa buona parte del palcoscenico del teatro. E mi sono domandato che legame avesse con La tempesta di Shakespeare – composta circa cinquant’anni dopo la carta di Sideri – che andrà in scena in prima assoluta questa sera, per replicare domani, venerdì 25 luglio.

A metà della platea ho riconosciuto l’attore Graziano Piazza, ma non me la sono sentita di salutarlo. Un rovello mi ha pungolato per ore, finché non ho deciso di contattarlo – siamo “amici” su Facebook da qualche anno – perché soddisfacesse qualche mia curiosità (non è la curiosità lo sprone del giornalista culturale?). Graziano è stato molto gentile e disponibile: le righe che leggerete qui sotto sono il resoconto dell’intervista telefonica che gli ho fatto ieri pomeriggio al mio rientro dal Veneto. Poco più tardi lui e gli altri interpreti avrebbero avuto la prova generale.

Graziano Piazza sui gradini del Teatro Romano. Foto di Saul Stucchi

“È la prima in assoluto?” gli ho chiesto. Graziano ha confermato, aggiungendo che è la seconda Tempesta del regista argentino (naturalizzato francese) Alfredo Arias, classe 1944. La prima risale a circa quarant’anni fa, alla prima fase della sua carriera, al Festival di Avignone. Adesso in qualche modo conclude questo percorso shakespeariano. È invece la prima Tempesta per Piazza, almeno nel ruolo del protagonista Prospero. Negli anni è passato da Re Lear, Antonio nel Giulio Cesare (potete leggerne la recensione: Al Globe Theatre di Roma il divo Albertazzi è Giulio Cesare), da Macbeth, Tito Andronico di Peter Stein.

“Quando ero piccolo piccolo, nel 1984, avevo fatto Romeo al Festival Dolceacqua in un castello meraviglioso in Liguria. Avevo fatto un Ferdinando ne La tempesta, all’epoca, ma Prospero non l’avevo mai fatto…”.

Emozionato? “È una sensazione abbastanza strana perché è chiaramente una responsabilità molto grossa, visto che lo spettacolo è tutto diretto, in qualche modo, da Prospero. In questa versione ancora di più perché sono un Prospero che decide di non mettersi l’abito di Prospero e quindi rimango a metà tra il regista che opera sugli attori e lo scrittore Shakespeare che scrive la sua ultima opera. È un Prospero che si racconta, che racconta una magia fatta non tanto di effetti magici quanto di trasformazione interiore, di capacità di trasformare una sorta di storia di vendetta in compassione e perdono. È un bel percorso umano.”

Foto di Maria Pia Ballarino

Gli ho chiesto conferma che quello che ho visto al centro del palcoscenico fosse davvero un labirinto… “Sì, è tutto un labirinto. Il labirinto è la mente di Prospero”. È dove si perdono i personaggi e le parti di Prospero che in qualche modo devono essere gli elementi di un’alchimia che mette in atto per raggiungere una liberazione, forse anche dalla sua stessa arte, mi ha spiegato Graziano. “È un atto di donazione alla vita”.

Gli ho domandato allora se quella di un attore (e anche regista), soprattutto se assiduo frequentatore di Shakespeare, sia una vita “nella Tempesta” per citare il bel libro di Nadia Fusini (pubblicato da Einaudi).

“È una domanda molto bella perché Shakespeare ha davvero qualcosa di magico, nel senso che, quando fai un suo testo, ti accade sempre qualcosa: entra nella tua vita quasi per darti dei segnali di quello che stai vivendo e anche di come superarlo, trasformarlo, se ci riesci. Così è stato quando ho fatto Macbeth al Globe [nel 2022, ndr] e così è stato quando ho fatto Re Lear anni fa. Così è anche adesso con questa Tempesta che avviene nel momento in cui mi sono dimesso da direttore del Teatro Stabile di Catania ed è quindi una vera e propria tempesta, interiore, e che ha a che vedere con il senso del proprio potere umano…”.

Bozzetto della scenografia

Graziano si è poi soffermato sul termine magia e sul suo significato originario di trasformazione: qualcosa che in qualche modo permette di passare a un altro stato, attraverso una sofferenza volontaria (che è la tempesta vera e propria, che Prospero stesso ordisce), per acquisire qualcosa di sé attraverso una spoliazione.

“È un processo alchemico: nel crogiolo del labirinto, attraverso l’attrito tra i personaggi (come la mia stessa figlia Miranda e come Ferdinando che metto insieme), attraverso l’emozione e la sofferenza, si aumenta la temperatura, si lascia andare ciò che è impuro e rimane soltanto ciò che può essere puro”. “Quindi è un processo di raffinamento…”, ho osservato. “Esattamente”, ha risposto.

Piazza è già stato al Teatro romano di Verona: nel 2017 ha recitato nel Riccardo II di Peter Stein (con Maddalena Crippa nel ruolo del titolo, così come quest’anno Maria Paiato è stata Riccardo III, giusto la settimana scorsa, nelle date del 17 e 18 luglio).

Quello di Verona è un teatro molto particolare, con una vista mozzafiato sulla città e sul fiume Adige, ho commentato. Graziano ha raccontato di aver lavorato molto a Siracusa, per esempio con l’Edipo re di Sofocle diretto da Robert Carsen nel 2022 (il suo Tiresia gli è valso il Premio Le Maschere del Teatro Italiano come migliore attore non protagonista) e l’anno prossimo ci tornerà per Antigone, sempre per la regia di Carsen. Ma questa di Verona è una dimensione più raccolta, più intima. “È un luogo veramente magico. E ha molto a che vedere con Shakespeare: c’è qualche cosa di Shakespeare che qui vibra”.

Lo spettacolo girerà? “Sì, certo! A novembre faremo la prima parte della tournée, di un mese”, poi riprenderanno a febbraio e marzo dell’anno prossimo. Le tappe? Catania, Ancona, Milano (al Teatro Menotti), Torino, in Emilia, Brescia…

Gli ho confessato che l’ultima domanda era interessata, visto che non riuscirò ad assistere alla prima veronese… (sono in partenza per le vacanze). “Ma guarda, Saul, lui [Arias, ndr] ha cercato di fare uno spettacolo non convenzionale, molto crepuscolare sotto tanti aspetti. Uno spettacolo della maturità di un artista. Potrebbe avere anche un fascino da andare a ricercare perché anche la scena così concettuale in realtà suscita delle possibilità emotive piuttosto forti. Spero che il pubblico colga le possibilità di un’esperienza nuova della Tempesta. Non c’è il riferimento di Strehler, né di tante altre grandi Tempeste che sono state fatte. C’è la proposta di un artista, Alfredo, che ha come riferimento l’arte contemporanea e uno sguardo veramente internazionale…”.

Una riflessione sulla sua carriera? “Sì, anche. In qualche modo, come per Shakespeare, è la summa di tutti i lavori. È veramente una grande emozione avere a che fare con lui”, ha concluso Graziano Piazza, prima di lasciarmi ai saluti e ai ringraziamenti (di cuore).

Nelle note di regia scrive Arias: “L’isola diventa […] il teatro incantato in cui Prospero ci mostra i meandri da percorrere per giungere al perdono”. Bisogna dunque attraversare il labirinto: a Creta, come a Verona, come a Venezia e ovunque. Perché, ce l’ha insegnato Shakespeare, tutto il mondo è un palcoscenico.

Saul Stucchi

La tempesta

di William Shakespeare
regia Alfredo Arias
scene Giovanni Licheri e Alida Cappellini
costumi Daniele Gelsi
luci Gaetano La Mela
con Graziano Piazza, Guia Jelo, Federico Fiorenza, Fabrizio Indagati, Franco Mirabella, Marcello Montalto, Luigi Nicotra, Lorenzo Parrotto, Alessandro Romano, Rita Fuoco Salonia, Rosaria Salvatico
fotografie Tommaso Le Pera
produzione Teatro Stabile di Catania, Marche Teatro, Tieffe Teatro, TPE
in collaborazione con Estate Teatrale Veronese

Informazioni sullo spettacolo

Dove

Teatro Romano
Rigaste Redentore 2, Verona

Quando

24 e 25 luglio 2025

Orari e prezzi

Orario:
21.15

Biglietti: da 20 €

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

www.spettacoloverona.it

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