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Voi siete qui: Musica & Danza » Camilla Barbarito in concerto al Monte Rosa 91 di Milano

28 Marzo 2025

Camilla Barbarito in concerto al Monte Rosa 91 di Milano

Lo scorso sabato 15 marzo ho assistito, nell’Auditorium dello spazio Monte Rosa 91 a Milano, al concerto Meglio stasera che domani o mai. Si sono esibiti la cantante Camilla Barbarito e i musicisti Fabio Marconi alla chitarra, Alberto Pederneschi alla batteria, Carlo Nicita al flauto, Adalberto Ferrari al clarinetto e Jimmy Catagnoli al sax.

È stata una bella serata di musica, ma non solo. La scaletta, infatti, era un’antologia di brani che hanno fatto da colonna sonora a film celebri. Prima ancora che entrassero in scena i protagonisti, avevano attirato la mia attenzione i rotoli ai piedi del microfono. Non capivo a cosa servissero.

L’ha mostrato subito Camilla utilizzandone uno come megafono da regista. Indossava un impermeabile, foulard in testa e occhiali cat-eye da primattrice. Dietro di lei, di bianco vestiti, Marconi e Pederneschi, mentre gli altri tre musicisti – loro in nero – si sono aggiunti poco dopo.

Concerto "Meglio stasera che domani o mai" allo spazio Monte Rosa 91 di Milano

Intento dichiarato del concerto era la celebrazione dei compositori che hanno creato momenti musicali magici per il cinema, a cominciare da quel Nino Rota che ha musicato La dolce vita di Fellini (1960). Poi un piccolo salto indietro nel tempo, al 1955, e dall’Italia alla Francia per Le Rififi. Ed ecco srotolato il primo reperto cartaceo, la locandina de La Pantera rosa, da cui è tratto il brano che dà il titolo al concerto, arrangiato da Ennio Morricone.

Nel “salotto allargato” – per usare le parole di Camilla – dello spazio Monte Rosa 91 era un piacere ascoltare la sua voce e le note dei musicisti, uno più bravo dell’altro (i movimenti del batterista erano un magnete per il mio sguardo, sorpreso nel vederlo suonare un campanello posizionato proprio sotto… be’, vi lascio indovinare!). Mentre fuori c’era una Milano fredda e piovosa, dentro ci scaldavamo il cuore e le mani applaudendo un brano dietro l’altro, stregati da tanto talento.

Adalberto Ferrari, Carlo Nicita e Jimmy Catagnoli allo spazio Monte Rosa 91 di Milano

Il secondo “documento cartaceo” era la locandina del film Una pura formalità, diretto da Giuseppe Tornatore (1994). La colonna sonora fu composta da Ennio Morricone con il figlio Andrea e il brano Ricordare – che si ascolta al centro e alla fine del film – porta con sé due curiosità: è cantato in italiano dal protagonista Depardieu, mentre il testo è stato scritto dallo stesso regista.

Al momento delle presentazioni Camilla ha detto di Marconi “alla chitarra e puntini puntini…”. Lì per lì non ho capito, ma è mi è diventato chiaro quando il musicista ha abbandonato momentaneamente la chitarra elettrica per passare al basso tuba, ammesso che sia questo il nome corretto dello strumento a fiato che ha suonato in un brano. Sono invece sicuro che Nicita suonasse – anche – l’albisofono, avendolo ascoltato in altre due occasioni, tra cui lo spettacolo Flamenco Sketches of Spain del ballerino spagnolo Israel Galván al Teatro Menotti.

Camilla Barbarito in concerto allo spazio Monte Rosa 91 di Milano

Tra un brano e l’altro Camilla – il lettore non giudichi una mancanza di rispetto questo continuo ricorso al solo nome di battesimo: è al contrario testimonianza di stima e del privilegio della conoscenza di persona – rievocava capitoli fondamentali della storia del cinema che sono anche tappe della storia della musica e insieme tessere di quell’immenso e variopinto mosaico che è l’immaginario collettivo.

Per esempio ha citato lo studio di Andrea Meroni sulle rappresentazioni cinematografiche delle persone omosessuali, con la “checca” impersonata da Ugo Tognazzi a fare da archetipo nel film Il vizietto di Édouard Molinaro. Correva l’anno 1978. Ma la tematica è stata richiamata da un titolo di qualche anno precedente, ovvero Splendori e miserie di Madame Royale di Vittorio Caprioli del 1970 (protagonista ancora Tognazzi), con le musiche composte da Fiorenzo Carpi, tra cui il brano Quelle come me.

Canzoni e curiosità, brani e aneddoti, soffermandosi sul linguaggio “catching” dei manifesti cinematografici, da Lo Sceicco bianco a La dolce vita, di cui abbiamo ascoltato Parlami di me, del già citato Nino Rota. Tanta roba, un patrimonio nostrano adorato all’estero di cui non siamo consapevoli, ha detto Camilla, di cui ho ammirato – come già altre volte – non solo le doti canore ma anche quelle attoriali, compresi i versacci e i fischi da bovara.

E poi Sinnò me moro di Carlo Rustichelli dalla colonna sonora di Un maledetto imbroglio di Pietro Germi, e Mambo italiano con la mossa della Loren (“Se volete ballare, potete. Anche interiormente”, ha avvertito Camilla) e Mimì metallurgico ferito nell’onore (“Una volta ho toccato un maglioncino originale del film…”), per approdare ai film western di Sergio Leone e al nome di Luis Bacalov (“nel pronunciarlo ho i vapori…”).

Calorosissimi gli applausi del pubblico, a cui si sono aggiunti quelli di Gaia Manzini, direttrice artistica del palinsesto culturale.

Stasera, venerdì 28 marzo, alle ore 21.00 ci sarà un concerto dal titolo La Danza della Vita e della Morte con l’Orchestra d’archi Milano Classica e il Quartetto Indaco, solisti e concertatori. Questo il programma:

  • Arvo Pärt, Fratres
  • Gustav Mahler, Adagietto dalla Sinfonia n. 5
  • Franz Schubert, Quartetto in re minore D. 810 “La morte e la fanciulla” (trascrizione per orchestra d’archi di Mahler)

Saul Stucchi

Monte Rosa 91

via Monte Rosa 91
Milano

Informazioni:

www.monterosa91.it

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