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Voi siete qui: Europa » L’Abbazia di Notre Dame de Sénanque

19 Agosto 2023

L’Abbazia di Notre Dame de Sénanque

Seconda parte dell’appendice al reportage di Marco Grassano sulla Provenza.

A Gordes imbocchiamo la Dipartimentale 117. Il primo pezzo, riasfaltato da poco, è passabilmente ampio. Solchiamo una boscaglia piana, di arbusti sempreverdi. Dopo una curva, la carreggiata si fa stretta come la ricordavo. Il terreno, a destra, si impenna progressivamente fino a divenire una parete rocciosa, intaccata, di tanto in tanto, da piazzole di sicurezza (refuges) per l’incrocio dei veicoli; verso sinistra, la strada è pensile sulla piega orografica in cui è posata l’Abbazia: che vediamo farsi sempre più vicina, come durante un atterraggio. Inizia un bosco bilaterale di roverelle. Curve, per assecondare l’andamento serpeggiante dei pendii.

Gordes in Provenza

Compaiono i primi filari di lavanda, in piena fioritura. Nella cinta di sinistra si apre l’accesso al parcheggio. Superiamo, su un ponticino a ringhiera verde, un ruscello asciutto. Accostiamo subito la macchina al margine sopraelevato del piazzale, per sfruttare la rada ombra proiettata dalla bordura di cespugli e alberelli. Un passaggio affianca una lunga striscia di lavande. Molte altre, tutt’attorno, appaiono già popolate da un discreto numero di visitatori, intenti a fotografarle – nell’insieme o nel dettaglio. Oltre un muretto a secco, l’appezzamento lavandiero, situato dietro l’abside, cui l’Abbazia fa da sfondo nelle immagini “tipiche”. Sullo stradello, un gazebo dove si vendono stampe devozionali.

L'abbazia di Sénanque in Provenza

Giriamo attorno al complesso per raggiungere, verso Sud, la facciata della chiesa, assolutamente, robustamente, nudamente romanica. A maggior rinforzo della struttura, spessi contrafforti ne sostengono i muri esterni.

In cerca di un po’ di fresco, ci infiliamo nell’unica porta e ci accomodiamo, assieme ad altri turisti (proprio “fedeli” non ci paiono…), lungo la schiera di sedie al fondo della navata, sobria e spoglia. Sull’altare di pietra è in corso una funzione, scandita da canti gregoriani.

In adiacenza alla chiesa, visitiamo il chiostro, pervaso di luce e di serenità: trifore dai capitelli raffinatamente scolpiti e aiuole (un cipressetto slanciato, rose rosse e bianche, argentee piantine di garofano, rosmarini in pieno rigoglio…) bordate da corte siepi di bosso; al centro, una piccola vasca quadrata, contenente un residuo d’acqua verdastra.

Il chiostro dell'Abbazia di Notre Dame de Sénanque

Il convento, in sasso chiaro, consta di due piani. Dabbasso, ambienti dedicati alla meditazione comune: sedie, gradinate che corrono lungo le pareti, soffitti a crociera poggiati su colonne dalla pianta quadrilobata culminanti in capitelli incisi. Il Dormitorium. Un caminetto annerito. Un plastico dell’Abbazia.

Il refettorio dell'Abbazia di Notre Dame de Sénanque

Di sopra, occupa quasi l’intero spazio un lungo salone dalla volta a sesto acuto, con a un capo una croce di legno: forse l’antico refettorio. Illustrata da un pannello, la giornata tipica dei frati, nella quale si alternavano momenti di culto e attività materiali (Ora et labora, non dimentichiamolo): Vigilie, Colazione, Lettura spirituale (alle sei), Laudi, Lavoro, Terza, Lavoro, Messa (a mezzogiorno), Sesta, Pranzo, Riposo, Nona, Lavoro più protratto, Lettura spirituale, Vespro (alle diciotto), Cena, Capitolo, Compieta, Riposo lungo (a cavallo della mezzanotte).

Ci portiamo nel grande edificio ad angolo, che ospita, suddiviso in reparti, lo spaccio dei prodotti realizzati dai monaci: essenza, sapone e oggetti profumati a base di lavanda; olio d’oliva; liquori; confetture e altra gastronomia in conserva; dolciumi; vini di vari vitigni, provenienti da abbazie “consorelle” (vedo, con piacere, un rosso dell’annata 2014 vendemmiato a Lérins-Saint Honorat); la cartoleria, videoteca e libreria a tema religioso… Sfoglio il Catechismo per i Ragazzi, col testo della Messa e le preghiere (anche in latino!), e poi la Bible de Jérusalem.

Pure noi ci mettiamo a percorrere i viottoli che incombono sul monastero e i filari di lavande, scattando ripetute istantanee delle loro magnifiche, fragranti, copiose spighe indaco intenso.

Alla fine, partiamo per Roussillon.

Marco Grassano

Didascalie:

  • Gordes
  • Scorcio “tipico” dell’Abbazia
  • Il chiostro
  • Il (probabile) refettorio
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