Rimane tempo fino al 9 ottobre 2022 per visitare al Palazzo Ducale di Genova la splendida mostra fotografica “Tina Modotti. Donne, Messico e Libertà”. Ne firma la curatela Biba Giacchetti, in collaborazione con Sudest57. L’esposizione è promossa da Fondazione Palazzo Ducale, Regione Liguria, Comune di Genova, prodotta da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, e realizzata con il contributo scientifico del Comitato Tina Modotti.
Al lettore e soprattutto al visitatore interessa però il materiale esposto: si tratta di un centinaio di fotografie, a cui si aggiungono lettere e documenti conservati dalla sorella della fotografa, Jolanda.

All’inizio del percorso vediamo una giovane Tina immortalata con un cappello da un fotografo rimasto anonimo, a San Francisco attorno al 1919, quando era un’attrice teatrale di successo. Di una manciata d’anni successivi sono invece i ritratti realizzati dall’amico e amante Edward Weston. Una sua citazione è riprodotta lì accanto: “Il volto di Tina è nobile, maestoso, esaltante. Il volto di una donna che ha sofferto… che ha vissuto intensamente, profondamente e senza paura”. Non si può che rimanere incantanti davanti ai celeberrimi nudi realizzati dal fotografo americano.
Ma subito l’attenzione ritorna alle foto scattate da lei, come Prospettiva con fili elettrici del 1925, Donna con bandiera (una vera e propria icona, non soltanto della mostra) del 1928, Sombrero, falce e martello dell’anno precedente, Donna di Tehuantepec che reca sulla testa una zucca dipinta (jicapexle) del 1929. E tantissime altre.

Tutte da leggere le didascalie – ben fatte – e le citazioni riprodotte sulle pareti delle sale. “Tutti eravamo innamorati di lei”, confessa in una di esse lo scrittore messicano Juan de la Cabada. Il grande amore di Tina fu invece Julio Antonio Mella. Lo fotografò anche sul letto di morte all’ospedale, dove era spirato in seguito al ferimento da parte di due sicari nel gennaio del 1929.
Si legge nella didascalia:
L’assassinio di Julio Antonio Mella mentre cammina al fianco di Tina segna la fine della fase più felice della sua vita. Tina non perde solo l’amore della vita, ma anche il rispetto nei confronti del Paese che la ospita, nel quale smette di riconoscersi. Viene incolpata di connivenza. Il suo privato, i suoi nudi, le lettere, tutto sarà oggetto di una sensazionale campagna denigratoria. Diego Rivera sarà al suo fianco per difenderla, e manifestazioni pubbliche si susseguiranno. Tina viene interrogata, le sue relazioni personali scandagliate in ogni più penoso dettaglio. È il passaggio forse più doloroso del suo percorso”.
Lì accanto c’è una foto di Tina subito dopo l’attentato. E poi un’immagine che la ritrae negli uffici della polizia a Città del Messico: eloquente è l’ampio gesto che fa con le mani.
In un angolo della sala è riprodotta la poesia che Pablo Neruda le dedicò il giorno della sua morte, il 5 gennaio del 1942. La si può leggere nelle traduzioni in italiano e in inglese, ma non nell’originale spagnolo, di cui riportiamo i primi versi:
Tina Modotti, hermana, no duermes, no, no duermes:
talvez tu corazón oye crecer la rosa
de ayer, la última rosa de ayer, la nueva rosa.
Descansa dulcemente, hermana.
Tra le ultime fotografie fatte da Tina ci sono quelle scattate a Berlino nel 1930, come Giovani esploratori, mentre al periodo moscovita si riferiscono due ritratti realizzati da Angelo Masutti nel 1932.
Un consiglio: girate senza fretta tra le sale dell’esposizione, soffermandovi sulle foto e sui documenti, in particolare sulle lettere. Da tutto quel materiale riemerge un mondo lontano che non c’è più, anche se, a ben vedere, quello attuale molto gli somiglia. Basta togliere la crosta superficiale e concentrare l’attenzione sulle disparità. Quello che forse manca è lo sguardo empatico e poetico di Tina Modotti.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Tina Modotti
Donna con bandiera
Anno: 1928, Messico
© Tina Modotti - Tina Modotti
Le donne di Tehuantepec portano frutta e fiori sulla testa, dentro zucche dipinte chiamate jicapexle
Anno: 1929
© Tina Modotti
Tina Modotti
Donne, Messico e libertà
Informazioni sulla mostra
Dove
Palazzo DucalePiazza Giacomo Matteotti, Genova
Quando
Dall’8 aprile al 9 ottobre 2022Orari e prezzi
Orari: lunedì 14.00 – 19.00venerdì 10.00 – 21.00
martedì, mercoledì, giovedì, sabato, domenica e festivi 10.00 – 19.00
La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti: intero 12 €; ridotto 10/8 €