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Voi siete qui: Biblioteca » La rosa, il papiro e tre anelli: ovvero libri di libri

20 Gennaio 2022

La rosa, il papiro e tre anelli: ovvero libri di libri

Ho raccontato nell’editoriale dello scorso 9 gennaio che sto ascoltando l’audiolibro de “Il nome della rosa” di Umberto Eco, letto da Tommaso Ragno, a tappe quotidiane di un’ora. La mia giornata rimane così scandita dal ritmo dell’abbazia, tra prime, none, vespri e compiete. Sono ormai giunto alla nona del quarto giorno, “Dove arrivano il cardinale del Poggetto, Bernardo Gui e gli altri uomini di Avignone, e poi ciascuno fa cose diverse”.

Contemporaneamente sto finendo “Papyrus. L’infinito in un giunco” di Irene Vallejo, tradotto in italiano l’anno scorso da Monica R. Bedana per Bompiani. Così oggi mi è capitato che tra i due testi si sia creato una sorta di cortocircuito culturale o incrocio o crossover, per usare un termine noto agli appassionati di serie TV.

"Il nome della rosa" di Umberto Eco, "Papyrus" di Irene Vallejo e "Tre anelli" di Daniel Mendelsohn

La Vallejo infatti menziona Eco in un paio di pagine, in particolare la 232, dove rievoca in breve la vicenda narrata nel celeberrimo romanzo, per poi chiosare: “Il nome della rosa è un sorprendente noir ambientato nel mondo ovattato dei riti e dei numerosi meandri di un’abbazia. Umberto Eco, giocando con gli elementi tipici del genere, ammicca ai lettori voraci di ogni epoca e sostituisce la femme fatale con un libro fatidico che induce in tentazione, perverte e uccide chi osa leggerlo”.

Verso la fine dell’ora odierna ascoltata oggi Guglielmo da Baskerville comunica al fido Adso da Melk quanto è riuscito a decifrare sul foglio vergato da Venanzio da Salvemec, “traduttore dal greco e dall’arabo, devoto di quell’Aristotele che certamente fu il più saggio di tutti gli uomini”. Il testo, però, non risulta chiaro al sagace Guglielmo, né tanto meno al giovane novizio. Per tentare di scoprirne il senso il maestro si dedicherà alla lettura di altri testi. Questa procedura stupisce non poco Adso che confessa al lettore:

Sino ad allora avevo pensato che ogni libro parlasse delle cose, umane o divine, che stanno fuori dai libri. Ora mi avvedevo che non di rado i libri parlano di libri, ovvero è come si parlassero fra loro. Alla luce di questa riflessione, la biblioteca mi parve ancora più inquietante. Era dunque il luogo di un lungo e secolare sussurro, di un dialogo impercettibile tra pergamena e pergamena, una cosa viva, un ricettacolo di potenze non dominabili da una mente umana, tesoro di segreti emanati da tante menti, e sopravvissuti alla morte di coloro che li avevano prodotti, o se ne erano fatti tramite”.

E “Papyrus” può essere considerato proprio un libro-biblioteca, ricco com’è di pagine che parlano di altre pagine, di riferimenti e citazioni di libri antichi e moderni. Ma anche un altro libro che sto leggendo in questi giorni è intessuto di altri testi. Parlo di “Tre anelli. Una storia di esilio, narrazione e destino” di Daniel Mendelsohn, tradotto da Norman Gobetti per Einaudi. Ci sono l’Odissea di Omero e quella dello stesso Mendelsohn (qualche giorno fa lo scrittore ricordava su Twitter che erano giusto passati cinque anni da quando aveva mandato al suo editore il manoscritto di “An Odyssey: A Father, a Son, and an Epic”), ma anche – tra gli altri – la Recherche di Proust e Mimesis di Auberch che, a sua volta è un libro che parla di libri, tra cui la Recherche di Proust…

In Postille a “Il nome della rosa” Umberto Eco ha scritto:

Mi sono messo a leggere o a rileggere i cronisti medievali, per acquistarne il ritmo, e il candore. Essi avrebbero parlato per me, e io ero libero da sospetti. Libero dai sospetti ma non dagli echi dell’intertestualità. Ho riscoperto così ciò che gli scrittori hanno sempre saputo (e che tante volte ci hanno detto): i libri parlano sempre di altri libri e ogni storia racconta una storia già raccontata. Lo sapeva Omero, lo sapeva Ariosto, per non dire di Rabelais o di Cervantes”.

Non vi è venuta voglia di leggere libri che parlano di altri libri?

Saul Stucchi

  • Umberto Eco
    Il nome della rosa
    Bompiani
  • Irene Vallejo
    Papyrus
    L’infinito in un giunco

    Bompiani
  • Daniel Mendelsohn
    Tre anelli
    Una storia di esilio, narrazione e destino

    Einaudi
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