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8 Agosto 2021

Considerazioni al rientro dalle vacanze in Grecia

“L’ALIBI della domenica” di questa settimana è dedicato (ancora) all’estate 2021 in Grecia.

La settimana scorsa ho affidato a un editoriale di ALIBI Online alcune “Considerazioni dopo 10 giorni di viaggio in Grecia”. Le note che seguono sono pensate come aggiunta e, in parte, aggiustamento delle precedenti. Con le prime condividono la speranza di essere di una qualche utilità per il lettore.

  • Il primo impatto con l’Acropoli di Atene “asfaltata” è stato meno traumatico di quanto temessi. Sì, non è un bel vedere, tuttavia pensavo peggio. Mi ero infatti immaginato un lungo nastro d’asfalto nero, tipo corsia d’autostrada. Il percorso che dai Propilei conduce al Partenone assomiglia invece a un campo da tennis in cemento grigio. Rispetto alla roccia e ai sassi di prima è comunque uno scempio.
L'Acropoli di Atene con il nuovo percorso asfaltato (estate 2021)

Gli incendi

  • Dall’Acropoli si vedevano bene le colonne di fumo degli incendi che stanno devastando ampie aree dell’Attica. La puzza di bruciato si faceva particolarmente intensa quando il vento soffiava da nord.
    Giovedì 5 agosto abbiamo ricevuto via SMS un avviso di emergenza, in greco e in inglese, con il seguente testo: “Extreme danger for fires in the next days. Avoid any actions that may cause a fire. Access to forests and forested areas is prohibited. Avoid unnecessary travel. If you see smoke or fire un your area, call the Fire Department immediately at 199”.
Il fumo degli incendi in Attica visto dall'Acropoli di Atene. Estate 2021 (foto di Saul Stucchi)
  • Le immagini trasmesse alla TV erano drammatiche, ma nel centro di Atene la vita – perlomeno nei quattro giorni in cui siamo rimasti nella capitale – è proseguita senza apparenti cambiamenti.
    I tassisti con cui abbiamo scambiato qualche parola non hanno mostrato eccessiva preoccupazione. In più di un’occasione abbiamo sentito commenti sulla ricorrenza del fenomeno degli incendi estivi. Anche in questo Italia e Grecia si assomigliano molto…
  • Oltre a distruggere boschi e a minacciare la vita di persone e animali, gli incendi provocano “danni collaterali” di immediata evidenza, se pure molto meno preoccupanti. L’erogazione della corrente elettrica ad Atene e nell’Attica sta registrando diverse criticità. Ce ne siamo accorti anche noi turisti, soprattutto nelle ore di attesa all’aeroporto Eleftherios Venizelos, con l’aria condizionata ai minimi (se non addirittura spenta).

Il Green Pass

  • Al momento di scrivere questo articolo nei musei della Grecia non è richiesto il Green Pass per l’accesso, a differenza dell’Italia, dove è obbligatorio dal 6 agosto.
  • Il Green Pass è invece obbligatorio accedere alle sale al chiuso di ristoranti e i bar. In due settimane e mezzo di vacanze in Grecia ci è capitato soltanto una volta che ci venisse chiesto, quando abbiamo cenato nella sala interna di un ristorante ad Atene. Tutte le altre volte abbiamo sempre pranzato e cenato all’aperto e il pass non ci è mai stato chiesto.
  • La cosa più sorprendente, però, è che il Green Pass non ci sia stato chiesto all’aeroporto di Atene: né al check-in per imbarcare il bagaglio, né al gate al momento dell’imbarco. Stessa cosa per il PLF ovvero il Passenger Locator Form.
    Alla partenza a Bergamo, invece, entrambi i due documenti – insieme ovviamente alle carte d’imbarco e alle carte d’identità – ci erano stati richiesti sia al check-in che al gate.
  • A differenza di quanto avevo anticipato la settimana scorsa, il risultato del tampone per il figliolo non ci è stato comunicato nel giro di mezz’ora dal laboratorio privato che avevamo scelto. Abbiamo dovuto attendere diverse ore. Anche in questo caso pare che la causa del ritardo sia da addebitare a problemi di rete dovuti agli incendi (vai a sapere…).
    Comunque nemmeno il risultato del tampone rapido antigenico ci è stato chiesto all’aeroporto. Da una parte eravamo sollevati per la velocità delle procedure d’imbarco, dall’altra un poco disorientati per i mancati controlli.
  • All’aeroporto di Bergamo non siamo stati sottoposti ad alcun controllo, se non a quello – automatico, con termoscanner – della temperatura corporea. Non avessi guardato da quella parte mentre mi dirigevo al nastro della consegna dei bagagli, non me ne sarei nemmeno accorto.

A prescindere da queste e dalle precedenti considerazioni una cosa è certa: non vedo l’ora di tornare in Grecia.

Saul Stucchi

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