Recensione a “Cieco a Granada e altri viaggi”, di Silvio Ferrari (De Ferrari editore).
La prima volta in cui mi imbattei nel nome di Silvio Ferrari fu all’inizio degli anni Novanta. Ero in visita al salone della piccola editoria, che a quel tempo si svolgeva presso il Castello di Belgioioso (PV). Un titolo aveva attirato di colpo la mia attenzione: “Breviario Mediterraneo”. Presi in mano il volume e iniziai a sfogliarlo. Oblungo; copertina rigida e grigia, decorata da una bella xilografia medievale; una fascetta gialla ad annunciare la prefazione di Claudio Magris. Pubblicato dalle edizioni Hefti, di Milano – lodevoli, per la lungimiranza nelle scelte e per la qualità elevata dei prodotti. L’autore era l’importante studioso croato Predrag Matvejević. Il traduttore, appunto, Silvio Ferrari.
Lo comprai e, nei giorni seguenti, lo lessi con concentrata partecipazione. Da una delle sue incisive frasi avrei tratto, qualche anno dopo, il titolo di un libro: “Fin dove cresce l’ulivo”.
Il “Breviario” è stato successivamente ripreso da Garzanti, ampliato e modificato più volte: così avviene per le “opere di una vita” (I “Saggi” di Montaigne, o “I promessi sposi”, o la versione montiana da Omero). Come già, all’epoca, il traduttore francese di Manzoni, anche Ferrari era sempre lì, con la sua lingua profonda ed esatta, a ritoccare, adeguandolo man mano all’evolversi del testo originale, il paziente e sapiente lavoro di “traghettatore di parole”. Un lavoro dai risultati indiscutibilmente ottimi – e del resto, lo è poi stato anche quello svolto sull’estremo, importante saggio-romanzo del compianto Matvejević, “Pane nostro”.

Nelle presenti pagine, Ferrari è scrittore in proprio: “senza rete”, quindi. Ma, anche così, sa mostrarsi – soprattutto nel diario di viaggio in Marocco e Spagna – prosatore eccellente, al punto da richiamare, sotto vari aspetti, il Giorgio Caproni di “Aeroporto delle rondini” e di altre analoghe “Cartoline”.
“Questo libro – di ridotte dimensioni – raccoglie gli appunti di viaggio, stesi quasi sempre in diretta, sui percorsi di alcuni significativi itinerari della mia esperienza personale” informa egli stesso nell’introduzione.
I viaggi narrati riguardano Praga, la Germania, la Polonia e, come si diceva poc’anzi, Marocco e Spagna. I primi tre di carattere piuttosto “ufficiale” (ma pur sempre ricchi di stimoli e di esperienze degne di memoria), compiuti in qualità di Assessore della Provincia o del Comune di Genova; l’ultimo, per una vera e propria vacanza.
Prima di lasciare la parola direttamente all’autore, riportando alcune citazioni che nessun commento può eguagliare in efficacia, voglio proporre qualche noterella personale.
Al libro del grande croato (che all’epoca Ferrari stava probabilmente traducendo, o leggendo in vista della traduzione) sembra rimandare il seguente pensiero: “Ma quel che più conta è riconoscere (almeno in questa pausa serena di un pomeriggio estivo) che la nostra visione nord-sud del mondo va davvero abbandonata se si vuol capire almeno una metà del Mediterraneo (e più): quella che va dalla Spagna al Libano, con gli innesti della Balcania e della Turchia”.
A un certo punto, si parla di una telefonata a “i Burlando”. Il lettore medio non genovese è portato a pensare alla (ormai ex) fidanzata storica del Commissario Montalbano. Poco oltre, si scopre invece trattarsi del Burlando maior, l’ingegner Claudio, già Sindaco di Genova, Presidente della Regione Liguria e Ministro dei Trasporti: che si rivela qui, per chi non lo conosceva, persona assai piacevole e dalle molteplici competenze.
A dimostrare l’efficacia evocativa della scrittura di Ferrari, leggendo la descrizione di alcuni monumenti da lui visitati me ne è tornata vivida l’immagine, sebbene la mia esperienza personale degli stessi risalga ormai a parecchio (troppo!) tempo fa: la Cattedrale e la Giralda di Siviglia; “la piccola sinagoga”, la Moschea e il paesaggio di Cordova che si domina dalla Torre Alminar; la Capilla Real e l’Alhambra di Granada…
Ricordo, a Malaga, una Avenida Víctimas del Marxismo, intitolazione che pure a me parve paradossale o sfacciata, perché proveniente da chi aveva scatenato una sanguinosa guerra civile per abbattere il Governo repubblicano legittimamente eletto.
Il 12 agosto 1986 mi trovavo anch’io a Valencia, e avrei potuto benissimo incrociare (e magari l’ho fatto davvero!) questa allegra comitiva di sei turisti genovesi in una delle vie o delle piazze del centro storico.
Pur non amando la corrida, i nomi dei toreri del tempo mi risultano noti: Niño de la Capea, Ortega Cano, Paco Ojeda.
Ecco, per finire, alcuni estratti-campione del testo.
“Le case sono ovunque dipinte d’azzurro fino all’altezza del tetto e l’integralità di questa tinta che copre i corridoi d’accesso e i portali, i cortili e le finestre crea un’impressione suggestiva d’immaterialità e freschezza (che è poi lo scopo reale della colorazione).
“Abbiamo assaggiato per la prima volta la portata africana del caldo, del vento e della disperata miseria delle zone desertiche alle quali seguivano i miseri villaggi delle case a fortino, secondo la vecchia, biblica sagoma dei granai. Presepi di arretratezza. E poi il verde alto delle palme e Marrakech, sotto un cielo da cataclisma e il furore del vento che meravigliava evidentemente solo noi”.
“In mattinata lasciamo Algeciras sempre turbolenta di sbarchi e imbarchi e raggiungiamo Cadice, chiara, tranquilla nella luce e piacevole da girare per il vento atlantico non furioso come a Tarifa e Trafalgar, ma fresco e fragrante di odori. Ricordi d’Africa nell’architettura, molte chiese barocche e palazzi in restauro. Il resto è un gran porto e un’edilizia smisurata e densissima (oggi Cadice, fuori le mura, è una seconda città)”.
Ma nel libro non si trovano solo descrizioni ed evocazioni. A pag. 87, per esempio, possiamo confrontarci con una condivisibilissima riflessione filosofica sul rapporto tra Uomo e Passato.
Un grazie a Silvio Ferrari, per aver voluto condividere con noi le sue preziose parole.
Marco Grassano
Silvio Ferrari
Cieco a Granada e altri viaggi
De Ferrari
Collana Sestante
2021, 100 pagine, immagini a colori
12 €