Belìn, ma cosa pensano gli scrittori Antonio Paolacci e Paola Ronco? Che siamo tutti cresciuti ascoltando le canzoni di Toto Cutugno e di Sandy Marton? Beh, molti sì, di sicuro. Ma non tutti…
Nigra annuì. «Purtroppo non posso parlarne ma, come dire? Sei gentile a definirlo solo strano, questo omicidio. Se non ci fosse di mezzo un morto farebbe anche un po’ ridere».
«Beh, Dracula stecchito a Genova», sorrise Rocco. «Mi è subito venuto in mente un pezzo che… vabbuò, non li conosce quasi nessuno ma c’è un gruppo, i Bauhaus…»
«Bela Lugosi’s dead», ribatté Nigra, stupefatto. «È da ieri che ci penso»”.

Io invece ci penso da stamattina. Da quando, a pagina 4 di “Passaggi di tempo”, mi sono imbattuto nel nome di Bela Lugosi e mi si è accesa una lampadina, ancora prima di leggere, qualche riga più sotto, il titolo del primo singolo dei Bauhaus, uscito nel lontano 1979.
È invece di questi giorni la pubblicazione del racconto della coppia Paolacci & Ronco da parte delle Edizioni Piemme. Si tratta di un antipasto (di un gustoso antipasto) in attesa dell’uscita della seconda indagine del vicequestore aggiunto Paolo Nigra (dopo “Nuvole barocche”).
“Il punto di vista di Dio” arriverà in libreria il 14 luglio, con qualche mese di ritardo rispetto ai piani della casa editrice per via della pandemia del Coronavirus e del conseguente lockdown. Ma comunque in tempo per allietare le vacanze dei lettori. La speranza è che il periodo brutto sia ormai alle spalle, perché altrimenti, “se continua così, qui finiamo come in quei film di fantascienza, con la gente che non esce di casa”.
Passaggi di tempo
Il titolo “Passaggi di tempo” gioca con l’instabilità meteorologica di Genova, ma anche con la difficoltà dei mesi di quarantena che ci siamo lasciati alle spalle.

Erano le sette passate quando parcheggiò la Guzzi nel solito caos di Caricamento e prese a piedi via San Lorenzo, osservando le nubi orlate di nero che si addensavano nel cielo, e minacciavano quella che i genovesi definivano con una certa precisione poetica una bulaccata d’acqua.
Fece i cinque piani di scale con il fiatone d’ordinanza, nella testa la lamentela che ogni volta gli saliva spontanea contro i palazzi del centro storico, e la loro irritante assenza di ascensori”.
Anche Maigret, del resto, usava spesso le scale…
È evidente che gli autori vogliano divertisti insieme ai loro lettori (a noi), già affezionati a Nigra e al suo entourage. In queste pagine ritroviamo infatti l’assistente capo Marta Santamaria con la sua pipa, il sovrintendente Giacomo Caccialepori afflitto questa volta da gastrite, l’amica vicina di casa Sarah. Finanche Calpurnia.
E naturalmente Genova a fare da scenografica co-protagonista. Qui siamo in zona Castelletto, al principio di via Caffaro, con la scalinata San Gerolamo. Se già non ci sono (manco da Genova da un po’), è certo che un giorno ci saranno gli itinerari del vicequestore aggiunto Nigra, con tanto di targhe e cartelli.
Paolacci & Ronco scherzano con una buona dose di understatement: “Questo è uno di quegli omicidi talmente pieni di errori che non finirebbero mai nei romanzi o nei film. Al massimo potrebbe andare bene per un racconto breve”. Ma rivelano anche quelle che nei giornalini dei fumetti dei supereroi venivano presentate come “le segrete origini”. Ecco: in “Passaggi di tempo” Paolacci & Ronco ci svelano le segrete origini della storia di Paolo Nigra e Rocco Antonelli.
Io non dirò di più. Andatevi a leggere il racconto. È scaricabile gratuitamente dal sito di Edizioni Piemme.
Saul Stucchi