Fino al 28 gennaio si può visitare al Palazzo Cavour di Torino “J’Arrive. Napoleone Bonaparte, I cinque volti del trionfo”, mostra itinerante che ha già fatto tappa a San Paolo del Brasile, Astana, capitale del Kazakistan che nel 2017 ha ospitato l’Expo, e Melbourne in Australia.
Napoleone in 5 fasi
Il percorso espositivo si apre con un busto del Generale Bonaparte durante la Campagna d’Italia, realizzato da Charles Louis Corbet, dietro il quale campeggia una delle massime più note di Napoleone: “L’immaginazione governa il mondo”. In questa prima sala ci si può anche sedere sulla copia del trono per scattare un selfie e condividerlo sui canali social utilizzando l’hashtag #BeNapoleon (d’altra parte non era proprio il Piccolo Caporale a dire che nello zaino di ciascun soldato c’era il bastone da maresciallo?).
[codice-adsense-float] Il percorso si snoda in 5 sezioni che raccontano le fasi della carriera di Napoleone, da soldato a generale, da console a imperatore per finire esiliato sull’isola di Sant’Elena, punteggiato da citazioni e da pannelli che raccontano curiosità di vario genere. Sapevate, per esempio, che è stato uno dei pronipoti dell’imperatore, Carlo Giuseppe Bonaparte, a creare l’FBI nel 1908? No? Neanch’io! E che il nome di Napoleone è citato nell’inno polacco? Nemmeno!
Sapevo già, invece, che oltre 200 mila persone hanno partecipato alla rievocazione della battaglia di Waterloo: perché io c’ero! Nous étions à Austerlitz aussi! Sapevo anche che su Napoleone sono stati scritti oltre 70 mila libri, perché un librino l’ho scritto pure io a quattro mani con l’amica Federica De Luca: s’intitola “I luoghi di Napoleone”.
Dalla ghigliottina ai compiti d’inglese
Il viaggio nell’epopea napoleonica va dalla ghigliottina (nel giro di visita Federica mi ha raccontato che a Torino, durante il periodo francese, la ghigliottina fu eretta in piazza Carlina, ovvero Piazza Carlo Emanuele II) fino al sarcofago di porfido che racchiude la “spoglia immemore orba di tanto spiro” di manzoniana memoria all’Hôtel des Invalides a Parigi, ovviamente presente in una riproduzione, collocata al centro dell’ultima sala sotto lo sguardo del ritratto di Cavour. In effetti mentre si guardano gli oggetti in mostra e si leggono i pannelli didattici ricchi di informazioni è il caso di trovare il tempo di ammirare le pitture del Palazzo…
In esposizione ci sono vasi, documenti, libri, ritratti, il celeberrimo bicorno, installazioni multimediali che permettono al visitatore di rivivere (al sicuro) lo svolgimento delle più famose battaglie dell’epoca napoleonica, da Marengo a Waterloo. Tra i pezzi più interessanti segnaliamo almeno la copia originale del Codice Napoleonico (1804); l’armeria di Andrea Massena comprendente un fucile e un paio di pistole custodite in una scatola di mogano con accessori, opera di Nicolas-Noël Boutet; il fucile da caccia di Napoleone da lui donato al capitano Besson al momento di lasciare la sua nave; la maschera mortuaria realizzata da Francesco Antommarchi; il nécessaire da viaggio del Maresciallo Soult e il “nécessaire dentaire” di Napoleone.
Un consiglio: non tralasciate di soffermarvi sugli esercizi di grammatica con i quali Napoleone tentava di fuggire dall’esilio linguistico in cui gli Inglesi l’avevano relegato su quello sperduto lembo di terra in mezzo all’Oceano Atlantico.
Il discepolo, anche nella sua propria lingua, ha […] l’abitudine di storpiare i nomi propri, pronuncia vocaboli stranieri come meglio gli pare, e una volta così coniati da lui non vi è modo di farglieli modificare. Perché così li ha sistemati nella sua testa. Questo succede per la maggior parte dei nomi inglesi, e il maestro dovrebbe avere la saggezza e l’indulgenza di accontentarsene, lasciando al tempo il compito di modificare poco alla volta, se sarà mai possibile, tutte queste scorrettezze. Da tutte queste circostanze nacque una vera e propria lingua nuova, che era, è vero, capita solo da me, ma che consentiva all’Imperatore di leggere l’inglese, di farsi capire scrivendo. Era già molto, anzi era tutto.
Così ha scritto Emmanuel de Las Cases nel “Memoriale di Sant’Elena”. Era il febbraio del 1816 ed era iniziata da poco la quinta fase della carriera di Napoleone. La sesta, quella del mito, dura tuttora.
Saul Stucchi
J’Arrive. Napoleone Bonaparte, I cinque volti del trionfo
Fino al 28 gennaio 2018
Orari:
- da martedì a venerdì 9.00 – 18.00
- sabato 10.00 – 19.00
- domenica 10.00 – 18.00
- lunedì chiuso
Biglietti: intero 12 €; ridotti da 6 a 10 €
Palazzo Cavour
via Cavour 8
Torino
Informazioni:
Tel. 011.2632323
www.napoleontheexhibition.com