A un secolo esatto dalla presa del Palazzo d’Inverno ho attraversato il piano padano per ascoltare un maestro della musica antica. Ho assistito infatti al concerto di Jordi Savall e il suo Hespèrion XXI dal titolo “Europa musicale dal Rinascimento al Barocco” inserito nel programma di Tempo d’Orchestra organizzato dall’Orchestra da Camera di Mantova. Dove? Al Teatro Bibiena della città di Virgilio. Confesso che non vi ero mai stato e dunque la sorpresa è stata grande: si tratta di uno scrigno, una cornice che è già uno spettacolo!
Prima di prendervi posto in uno dei palchi ho avuto il piacere di riconoscere Savall nel piccolo bar di fronte al teatro, intento a mangiarsi un tramezzino prima del concerto. Quando è entrato in sala sono scrosciati gli applausi del pubblico.
A differenza di quanto ha fatto al Teatro Ponchielli di Cremona, Savall ha speso pochissime parole durante tutto il concerto, limitandosi in pratica a salutare il pubblico e dare qualche indicazione sui brani. Non ha invece illustrato gli strumenti, raccontandone origine e storia.
Probabilmente perché lui stesso e gli altri componenti del gruppo hanno cambiato pochi strumenti durante l’esibizione. Savall ha suonato la viola da gamba, l’altissimo Rolf Lislevand la vihuela e la chitarra, Luca Guglielmi il clavicembalo.
Programma del concerto:
- Spagna: Musiche di D. Ortiz e G. Sanz
- Inghilterra: Musiche di J. Dowland e T. Hume
- Portogallo e Italia: Musiche di F. Correa de Arauxo e A. Valente
- Germania: J. J. Froberger, C. F. Abel e J. S. Bach
- Francia: R. de Visée e M. Marais
Ai piedi delle statue di Pietro Pomponazzi e Virgilio, il trio ha intrapreso il suo periplo di note, prendendo avvio dalla Spagna. Nel brano di Francisco Correa de Arauxo mi ha impressionato il virtuosismo di Savall che arrivava a far “soffiare” le corde, come se suonasse un flauto invece di una viola da gamba. La Gallarda Napolitana aveva invece un ritmo travolgente che ricordava la celeberrima canzone Guantanamera.
Ho notato che l’ensemble, almeno in questa occasione, si è rivelato poco ensemble: la maggior parte del programma, infatti, è stata costituita da assoli (particolarmente apprezzato il primo eseguito di Lislevand). Al termine del concerto gli aficionados hanno aspettato il maestro catalano e i suoi compagni per farsi autografare i CD.
Quando ho presentato il cofanetto del Llibre Vermell De Montserrat di Hespèrion XXI, Lislevand ha esclamato: “Ma quest’opera è vecchia!”. Io ho sorriso e aspettato che i tre musicisti vi apponessero le firme. Per ricordare una piacevolissima serata nel piano padano…
Saul Stucchi