Tanti lo ignorano. Tanti non lo apprezzano. Tanti non lo capiscono proprio. È l’English humour. E i Monty Python ne sono stati i paladini.
Comicità intellettuale
Questi paladini sono sei (cinque inglesi: Graham Chapman, John Cleese, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin, statunitense invece Terry Gilliam). Nel 1969, la BBC li assume per un’innovativa serie comica che andrà avanti con successo fino al 1974: il “Monty Python’s Flying Circus”. “Flying Circus” è il nomignolo assegnato dagli Inglesi alle pattuglie volanti tedesche della prima guerra mondiale, dipinte con colori sgargianti.
Il nome Monty Python, invece, viene scelto perché sembrava divertente e di etimologia alquanto vaga. Il programma sfida tutte le convenzioni comiche dell’epoca, sia in termini di stile che di contenuti e ha una notevole influenza sul costume e sul pensiero dei sudditi di Sua Maestà. Anche se i Monty Python si inseriscono nel grande solco aperto da Helzapoppin’, dai fratelli Marx e perfino dal Vaudeville e da Lewis Carroll, il loro lavoro è spesso acutamente intellettuale, con l’uso innovativo di tecniche classiche, autoreferenze e numerosi riferimenti culturali.
L’esperienza televisiva viene trasferita pari pari nel cinema ed i quattro film che hanno girato insieme, spesso somigliano a molti dei loro sketch: il primo, ad esempio, “Ed ora qualcosa di completamente diverso” (ricorda qualcosa a qualcuno dei miei venticinque?) non è nient’altro che un collage di scenette.

Gran Premio della Giuria a Cannes
“Il senso della vita” (che ha vinto a Cannes il Gran Premio della Giuria, nel 1983), è il quarto e ultimo film girato da tutti in gruppo. Dopo, ciascuno prenderà una sua strada personale, anche se non sono rare le volte in cui si ritroveranno a lavorare insieme. Chi non ha più lavorato con nessuno di loro è Graham Chapman, visto che è deceduto prematuramente nel 1989 (modesto mio contributo all’umorismo inglese).
Poche note tecniche. In questa occasione, il gruppo ha avuto a disposizione un budget più alto rispetto ai lavori precedenti e lo si vede soprattutto nelle scenografie e negli effetti speciali (compresi i vari momenti con disegni animati). L’aspetto predominante dell’opera rimane però la sceneggiatura. Come dicevo in sede di presentazione, l’english humour pervade tutto il film e, seppure in diverse occasione sia un po’ troppo “sopra le righe”, resta sempre originale, colto e imprevedibile.
Curiosità: tale la fama raggiunta dal gruppo, che sei asteroidi, scoperti nel 1993, portano i nomi dei componenti dei Monty Python: 9617 Grahamchapman, 9618 Johncleese, 9619 Terrygilliam, 9620 Ericidle, 9621 Michaelpalin e 9622 Terryjones. Inoltre c’è persino un linguaggio di programmazione Python, quale forma di omaggio al gruppo.
Nota: è singolare che il termine “spam” (la posta elettronica non desiderata), prenda origine da uno sketch comico dei Monty Python. In un locale di ristorazione, ogni pietanza proposta dalla cameriera è a base di “spam” (carne in scatola piuttosto economica distribuita negli Stati Uniti e in Gran Bretagna). Man mano che lo sketch avanza, l’insistenza della cameriera nel proporre piatti con spam (“uova e spam, uova pancetta e spam, spam uova e spam”, e così via) si contrappone alla riluttanza del cliente; il tutto nel crescendo di un coro, inneggiante allo spam, da parte di alcuni vichinghi seduti nel locale.
L D S