Domenica 20 settembre si è tenuta la terza edizione del World Paella Day. È stata una celebrazione inevitabilmente sui generis per le disposizioni sanitarie che in tutto il mondo stanno cercando di contenere la pandemia del Covid-19.
Lo spirito di festa, allegria e condivisione che la paella suscita si è però conservato intatto, come hanno potuto constatare tutti quelli che hanno celebrato la ricorrenza banchettando con questo piatto che ha reso universalmente celebre Valencia.

La manifestazione del World Paella Day è nata proprio come ringraziamento da parte della città mediterranea: la sua paella, un piatto umile le cui origini risalgono al XV secolo, è noto e apprezzato dalla vicina Francia all’Australia, dagli Stati Uniti alla Cina.
La prima coppa della paella
Anche l’Italia – lo sappiamo bene – ama la paella, proposta gastronomica presente nel menu di tutti i ristoranti spagnoli del Belpaese. Compare anche in quello di Albufera a Milano e siamo certi che adesso sarà ancora più richiesto di prima!
Come facciamo a saperlo? Lo chef Mateus Coelho, brasiliano da anni trapiantato in Italia, è arrivato secondo nella prima competizione della World Paella Day Cup. Ad aggiudicarsi la coppa è stata la spagnola Chabe Soler, chef del ristorante La Ferrera, nel quartiere marittimo di Pinedo.

In finale la sua paella tradizionale valenciana ha battuto la versione “Capesante e ‘nduja” proposta da Mateus, omaggio al sud Italia. La paella della Soler deve essere stata davvero speciale perché quella sureña di Mateus era davvero ottima.
Non lo dico per campanilismo ma per esperienza diretta: ero tra i giornalisti che hanno avuto il privilegio, ma soprattutto il piacere, di gustarla durante un incontro organizzato dall’ente del turismo spagnolo con Visit València e l’assessorato al turismo della città. La presentazione si è tenuta presso Identità Golose a Milano che proprio quel giorno festeggiava il suo secondo compleanno.

Questa prima edizione della World Paella Day Cup ha visto sfidarsi a colpi di arroz (riso) e caldo (brodo) otto chef internazionali, quattro donne e altrettanti uomini. Mateus Coelho ha raggiunto la finale superando prima la rappresentante della Romania e poi quella degli Stati Uniti, mentre Chabe Soler si è imposta sugli chef del Giappone e dell’Australia.
È stato un campionato molto combattuto, vista la qualità dei professionisti in campo. Il collegamento tra paella e sport – in particolare il calcio – è stato scelto dagli organizzatori per sottolineare lo spirito di competizione ma soprattutto il piacere del pubblico di assistere a un avvenimento ricco di emozioni.
Il video promozionale dell’iniziativa presenta infatti la preparazione di una paella come se fosse una partita di calcio. La paella stessa (ovvero la padella) è lo stadio, mentre gli ingredienti sono i giocatori.
I tesori di Valencia
Se l’Italia è arrivata seconda in questa coppa, si merita invece il primo posto nel mercato turistico di Valencia. Per i turisti che ancora non ci sono stati, Valencia è uno scrigno di tesori tutti da scoprire.
Dalla Cattedrale che custodisce – secondo la tradizione – il Santo Calice dell’Ultima Cena, al complesso architettonico disegnato da Santiago Calatrava per la Città delle Arti e delle Scienze.
Senza trascurare la trentina di musei (tra cui il Museo di Belle Arti, il Museo d’Arte Moderna IVAM e il Museo Nazionale della Ceramica) e i “poblados maritimos”, i quartieri dove un tempo abitavano i pescatori.
Musica al Palau
Il Palau de les Arts Reina Sofía ha un calendario ricco di eventi. Il programma della stagione 2020/2021 è consultabile sul sito del teatro dell’opera.
Qui segnaliamo alcuni appuntamenti imperdibili, come la serata intitolata “My Favorite Things” con il mezzosoprano statunitense Joyce DiDonato. Sarà il 13 dicembre 2020 e l’artista canterà brani da opere di Monteverdi, Gluck, Händel e Purcell, con la direzione musicale di Maxim Emelyanychev.
Il 2021 si aprirà con il “Falstaff” di Verdi diretto da James Gaffigan, mentre a marzo Mikko Franck dirigerà il “Tristano e Isotta” di Wagner, in una rappresentazione firmata da Àlex Ollé de “La Fura dels Baus” per la direzione scenica.
Il 17 giugno 2021 nell’auditorium terrà un concerto Pat Metheny. Due giorni dopo, ovvero il 19 giugno, Fabio Luisi dirigerà la “Nona Sinfonia” di Beethoven con il Coro della Generalitat Valenciana e l’Orchestra della Comunitat Valenciana.
Disordine artistico all’IVAM
Tra gli appuntamenti culturali da non perdere segnaliamo la mostra “DES/ORDEN MORAL. Arte y sexualidad en la Europa de entreguerras” che si terrà all’IVAM dal 22 ottobre 2020 al 21 marzo 2021.

Curata da Juan Vicente Aliaga, presenterà ai visitatori oltre 180 opere – tra disegni, dipinti, stampe, fotografie e sculture – disposte lungo un percorso espositivo articolato in sette sezioni:
- Le culture del corpo
- Il circolo di Bloomsbury e altre estetiche
- Trauma e desiderio
- Sotto questa maschera, un’altra maschera
- Sous ce masque, un autre masque (Claude Cahun)
- Gli abissi del sesso
- In tempi maliziosi e Totalitarismi virili
Alcuni degli artisti in mostra: Brassaï, Carol Rama, Federico García Lorca, Tamara de Lempicka, Gerda Wegener.
Un anno di Design
Al già ricchissimo menu di proposte, Valencia può ora aggiungere un’altra “prelibatezza”: si è infatti aggiudicata il titolo di Capitale Mondiale del Design per il 2022. La World Design Organization (WDO) ha “premiato” la città spagnola riconoscendo la qualità e gli aspetti innovativi dei professionisti che vi lavorano.
Tante opere sono da tempo sotto gli occhi di tutti, a cominciare dai lavori di Santiago Calatrava come L’Hemisfèric, il Museo delle Scienze e l’Oceanografico, ma molto è ancora in fase di realizzazione. Tra i progetti attualmente in corso ci sono il Valencian Design Archive, lo spazio polivalente per gli eventi sportivi Arena Valencia, la Torre Eolica nella Marina della città, progettata dell’architetto Fran Silvestre.
Congressi e seminari, mostre ed eventi scandiranno un anno interamente all’insegna del design, declinato in tutte le sue infinite forme, ma sempre con gli occhi puntati alla sostenibilità.
Saul Stucchi
Didascalie:
- La paella “capesante e ‘nduja” dello chef Mateus Coelho
- Mateus Coelho e Alice Paglia del ristorante “Albufera” di Milano
- Carol Rama
Appassionata (Marta e i marchettoni), 1939
Collezione privata, courtesy Archivio Carol Rama, Torino