Nemmeno al più fantasioso dei feticisti del caffè sarebbe venuta in mente l’idea di immergersi, lentamente, in una caffettiera. E invece chiunque può farlo (gratuitamente), fino al 9 novembre alla Triennale di Milano, dove è allestita la bella mostra Lavazza con te partirò. Scendere i gradini del Teatro dell’Arte trasformato in un gigantesco bricco dà la stessa sensazione che si prova nell’entrare in piscina, quando titubanza e piacere ancora lottano tra loro prima che il secondo abbia la meglio sulla prima. Ma solo superando la soglia a forma di beccuccio si entra finalmente nel paradiso di emozioni visive, sollecitate da un’appropriata selezione di musica da sottofondo a cui è abbinato un invitante e suadente gorgoglio di caffè che sbuffa nella moka. 
La prima cosa che vediamo è una struttura a forma di tazzina, al cui interno i pannelli della mostra corrono lungo uno svolgimento labirintico come a sottolineare gli aspetti di mistero che ogni viaggio implica, anche (anzi, soprattutto) quando ci si muove solo con l’immaginazione e qui siamo di fronte a un concentrato di immaginazione, una vera e propria miscela che fonde in modo armonioso i testi di Vincenzo Cerami, i disegni di Milo Manara e le foto scelte da Fabio Novembre.
Il tema conduttore è la seduzione, quella dell’aroma dell’espresso, ma anche del fascino femminile, tanto che il percorso si apre con una slanciatissima pinup di Manara con le gambe aperte sulla “a” al centro del nome Lavazza. “Alla fine Valerie decide che è giunto il momento del grande viaggio”, ma è solo l’inizio. Seguiremo Valerie nelle sue avventure fatte di incontri, sorprese e ovviamente fumanti tazzine di caffè. In molti casi le fotografie scattate dai maestri internazionali dell’obiettivo sono omaggi più o meno aperti a celebri opere d’arte, come la donna bendata immortalata da Newton che richiama Los Fusilamientos del tres de Mayo di Goya; in altri è l”ironia a spiccare su tutto (o l’autoironia, nel caso degli autoritratti dei fotografi, come in quello di Marino Parisotto che vedete qui in sotto). 
“A me piacciono le parole”, scrive Fabio Novembre, e con le parole gioca fin dal titolo Caff’è della presentazione in cui parla del suo rapporto con la magica bevanda e dell’apporto della caffeina alla vita quotidiana di noi tutti. “Che mondo sarebbe senza il caffè?”, viene da domandarsi parafrasando la pubblicità di una celeberrima crema di cioccolato…
Il percorso si conclude con i fotografi che hanno realizzato il calendario 2012: ciascuno si racconta con un autoritratto accompagnato da una breve didascalia. Per esempio Eugenio Recuenco si è immortalato nei panni di Don Chisciotte e ha scritto: “la storia che volevo raccontare era un incontro tra due culture – spagnola e italiana – servendomi di due leggende: Don Chisciotte e Lavazza. Una compenetrazione di storie e di Storia, di fantasia e realtà, di surreale e reale. Sapete, quando sognate a occhi aperti come ‘el ingenioso hidalgo’, questi occhi dovete tenerli ben spalancati. Magari con un buon caffè”.
Saul Stucchi 
Il caffè che ho bevuto alla Triennale lo trovate recensito su Tazzine d’Italia
Lavazza con te partirò
Dal 13 ottobre al 9 novembre 2011
Orari: da martedì a domenica 10.30–20.30; giovedì e venerdì 10.30–23.00
Ingresso libero
Triennale di Milano
Viale Alemagna 6
Milano
CATALOGO
Lavazza. Con te partirò. 20 anni, 240 mesi, 170 immagini
A cura di Fabio Novembre
Rizzoli
2011, 175 pp.
65 €
Didascalie:
– Anteprima: 2002 David LaChapelle (part.)
– 2009 Annie Leibovitz
– 2012 Marino Parisotto
– 2012 Eugenio_Recuenco