Terza parte del reportage di Marco Grassano sul Conero.
22 luglio 2014
I due giorni successivi (appena smette di piovere, almeno… ossia, a partire dal mezzogiorno del 22) li dedico ai sentieri del monte Cònero. Cammino per ore, salendo e scendendo, percorrendo itinerari diversi e ritornando allo stesso punto da un altro viottolo. Curiosamente, i boschi hanno un aspetto assai simile a quelli dell’Alta Val Curone, sia per la vegetazione che per gli insetti, in particolare le farfalle (le nere, bianche e gialle dette “preti”; altre arancione-ocra a chiazze brune…); credo che se qualcuno cui è nota la nostra zona fosse portato quassù nel sonno, e al risveglio gli si chiedesse dove si trova, sarebbe probabilmente tentato di dire che è da qualche parte sulle pendici dell’Ebro, o del Chiappo, o del Giarolo, o sul tratto finale del sentiero del Barrilaro.
Lascio la macchina al parcheggio dell’ex Convento dei Camaldolesi e imbocco il sentiero 301 un po’ più in basso (ore 14.00):
Seguo il sentiero
bagnato ma compatto.
Farfalle “prete”,
brusio d’acqua corrente,
un’area militare.
—–
Lungo il percorso,
lecci con qualche pino
e aroma verde;
un fico inaspettato
tra le querce contorte.
—–
(ore 14.30)
L’intero bosco
sembra la Val Curone:
Bruggi, o il Giarolo.
Canti melodici e aspri
di invisibili uccelli.
—-
Tedeschi a coppie
incrocio, mentre salgo
verso Pian Grande.
—–
(ore 15.00, a Pian Grande)
Sola sorpresa:
la torre marinara,
quasi a strapiombo.
—–
(ore 15.10, verso Case S. Antonio)
Una nebbietta
da foresta pluviale
ovatta il bosco:
ma se va sotto il sole,
è bruma novembrina.
La nebbiolina – assolutamente fuori stagione – è costituita dall’evaporazione, dovuta al calore estivo, dell’acqua piovuta, ancora stamattina… Mi affaccio ai vari belvedere aperti sul mare nella zona di Portonovo o dello Scoglio della Vela; scendo ancora verso pian dei Raggetti per fotografare una abbastanza deludente incisione rupestre; ritorno sull’anello principale fino alla macchina…
Le foto forse raccontano meglio di ogni parola queste sensazioni visive.
Marco Grassano
(terza parte – segue)
Nelle foto:
– Arco dell’ex monastero dei Camaldolesi
– Un sentiero del Parco
– Nebbiolina di luglio nel bosco
– La località Portonovo dal sentiero 301
