19 luglio 2014
L’andata è un lungo viaggio allucinante su un’autostrada assai poco europea che, passata Piacenza, si intasa a ripetizione, con ravvicinata periodicità e senza apparente motivo, fino alla paralisi, costringendo ad attese esasperanti sotto un sole feroce e sopra la vampa dell’asfalto; poi, più lentamente, si rimette in movimento: e così via. Arriviamo dopo circa undici ore dalla partenza, verso le 19.30. Internet stimava la durata del percorso in meno di cinque ore: forse un po’ poco, d’accordo, ma non era proprio il caso che le Autostrade italiane si impegnassero così tanto – culminando nell’incidente di Senigallia, in un tratto perennemente interessato da lavori in corso, che ha provocato sei chilometri di coda – per smentire l’ottimistica previsione!
Una volta installati nell’agriturismo “Le grange”, a Numana, e debitamente rinfrescati, scendiamo al litorale per la cena da “Orlando” (concessione n° 34): squisito menù di pesce, che esploreremo a fondo in questa e nelle successive serate, con soddisfazione del palato.
Ottimo anche il pane, impastato con qualche foglia di rosmarino e cotto nel forno a legna. Segue un buon gelato artigianale (per me, gusti “cacao nero” e “liquirizia”) in un negozio un po’ più avanti – verso il centro storico – che è anche yoghurteria…
20 luglio 2014
Alle 6.40 esco nell’ampia area verde dell’agriturismo per le mie quotidiane “marce della salute”. Il sole è già caldo, ma è mitigato da un venticello rinfrescante, da est, dal largo…
Faccio Qi Gong
lungo ulivetti in fila
messi a perimetro.
Il mare, curvo in basso,
trabocca di bagliore.
Terminata la colazione, camminiamo fino ai bagni “Marisol” (concessione n° 45) per saggiare l’Adriatico, che non ho mai toccato in vita mia, e per riprenderci dal viaggio di ieri. La siepe che protegge i lavori di costruzione all’angolo tra via Litoranea e via Marina Seconda è sormontata da grossi rovi con le more già in parte mature. Annoto queste immagini, alle 11.30:
Che strano odore ha
– dolciastro e di salsedine –
l’acqua marina!
Fa la doccia un’anziana
dal corpo di ranocchia.
Verso mezzogiorno, recuperiamo la macchina e andiamo a Sirolo. Vediamo la piazzetta-belvedere del centro, con la chiesa (addobbata per un matrimonio) e il suo campanile, e i giardinetti affacciati sull’azzurro.
Sostiamo al vicino “Il grillo” per rifocillarci con una piadina e un gelato; vi troviamo, su un quotidiano locale, i particolari dell’incidente di ieri pomeriggio e un articolo che commenta le bustarelle in Regione per il rilascio di autorizzazioni su biodigestori e centrali fotovoltaiche. “Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere / di gente infame che non sa cos’è il pudore…” cantava Battiato già nel 1991, prima di Tangentopoli. Canzone sempre attuale, come sanno esserlo solo i grandi.
Usciamo verso le 14 e iniziamo a passeggiare in paese, seguendo vicoli acciottolati tra case basse dalla struttura medievale. Scrivo, verso le 15.00:
Colori accesi
– nei vichi di Sirolo –
sulle facciate;
archi in mattoni o sasso
e muri rastremati.
Ci spostiamo quindi nella limitrofa Numana e saliamo in centro per una lunga scalinata, che nel frattempo un turista monta di corsa, più volte, quale esercizio ginnico. Le case – come nella via principale di Sirolo – sono in blocchi della pietra bianca tipica del luogo, legati da calce pure bianca. Ci sediamo, verso le 16.00, su una delle panchine che affiancano l’antico arco (detto dai locali “la torre”, perché si racconta sostenesse la torre campanaria di una chiesa che non c’è più).
Seguiamo lenti
saliscendi a Numana
tra pietre bianche
calcinate in pareti
e un arco ex campanile.
Torniamo quindi all’agriturismo per rinfrescarci in piscina. Il cielo ha preso ad annuvolarsi. Così verso le 17.00:
Dopo le quattro
si fa screziato il cielo
di cirri spessi.
Il sole forza il velo,
ma la sua luce è blanda.
Marco Grassano
Nelle foto:
– Il mare dal ristorante Orlando
– L’agriturismo “Le Grange”
– La chiesa di Sirolo dalla via principale
– La “torre” di Numana