C’è un po’ di tutto nella mostra I due Imperi, aperta a Palazzo Reale a Milano fino al prossimo 5 settembre. L’obiettivo degli organizzatori – quello di mettere a confronto due civiltà così lontane ma per molti aspetti almeno simili – era particolarmente ambizioso, ma va dato loro merito che in buona parte sono riusciti nell’intento, anche se lo spettatore, all’uscita, rischia di avere in testa più confusione di prima.

Esposti in modo quasi sempre impeccabile ha infatti passato in rassegna ben 450 reperti arrivati in prestito da prestigiosi musei italiani e cinesi. Gli oggetti in mostra suggeriscono un viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta delle civiltà imperiali di Cina e Roma.
Si ammirano splendide pitture pompeiane (ma anche un’iscrizione elettorale che chiedeva il voto per Samelio “giovane probo”), da mettere a confronto con quelle parietali cinesi; oggetti di vita quotidiana accanto a manufatti artistici di altissima qualità; elementi architettonici e modellini che ricordano le case delle bambole, con tanto di personaggi che si affacciano alle finestre; busti e statue.
I pannelli intanto forniscono un quadro storico e culturale che permette di “calare” nel giusto contesto i pezzi in mostra e si mettono a confronto i due modelli imperiali, sottolineandone gli aspetti comuni e le differenze, anche negli sviluppi storici. Non tutti sanno, per esempio, che il servizio militare fu abolito in Cina nel 31 d.C., per essere ripristinato solo nel 1911.

Altre considerazioni vengono alla mente anche al semplice visitatore, come per esempio l’importanza dei ritrovamenti nelle sepolture che permettono di colmare – almeno in parte – le lacune lasciate dalla scomparsa di documentazione coeva. Quello della processione di carrozze è un tema centrale nell’iconografia delle sepolture cinesi di epoca imperiale e gli organizzatori hanno scelto di visualizzarlo con una splendida pittura raffigurante una carrozza in viaggio.
Va ricordato che i carri e i cavalli erano degli status symbol che qualificavano la ricchezza e il potere di chi li deteneva e sfoggiava. Bisogna anche segnalare che nel periodo classico cessò l’usanza di sacrificare i cavalli che fino ad allora venivano seppelliti insieme al padrone.

Senza dubbio tra i protagonisti dell’esposizione spiccano i guerrieri di terracotta, già esposti qualche anno fa alla mostra Cina. Nascita di un impero alle Scuderie del Quirinale. Qui l’allestimento è meno “scenografico” rispetto a quello romano, tuttavia non si può rimanere indifferenti al fascino emanato da queste statue.
Ecco l’auriga, l’ufficiale corazzato, quello d’alto rango, il fante leggero e il milite di fanteria pesante, il balestriere inginocchiato e il cavaliere con il cavallo bardato. Un altro gradito ritorno in Italia è quello della veste funeraria in giada e oro.
Personalmente ho visitato in due occasioni la mostra e, al di là della qualità degli oggetti esposti, ho potuto constatare la preparazione delle guide, anche se ho assistito a un clamoroso svarione in diretta, quando una guida ha raccontato il mito di Alcesti come se si trattasse del marito e non della moglie!
Saul Stucchi
I due Imperi
Fino al 5 settembre 2010
Palazzo Reale
Piazza Duomo 12
Milano
Orari: lunedì 14.30–19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30
giovedì e sabato 9.30–22.30
Biglietto: intero 9 €; ridotto 7,50 €
Informazioni e prenotazioni:
Tel. 02.54911
www.ticket.it/imperi
Didascalie:
Pittura raffigurante una carrozza in viaggio
Dipinto parietale. Altezza 140 cm. Lunghezza 180 cm.
Dinastia Han Orientale
Istituto di Archeologia dello Shaanxi
Alcesti e Admeto
Affresco, h 166 cm, larghezza 145 cm
I secolo d.C.
Proveniente da Ercolano (1740)
Napoli, Museo Archeologico Nazionale