È con piacere che riceviamo ed è con orgoglio che pubblichiamo tre poesie autunnali inedite di Giovanni Granatelli. Il suo ultimo libro – una raccolta di brevi racconti – è Nomi, cose, musiche e città, pubblicato da Arkadia.
Cinquantottesimo compleanno
Nel giorno siglato
a caratteri rossi,
con ceralacca spietata,
smussato soltanto
da presenze preziose
come doni dei magi;
nel cerchio di ipotesi
sempre più stretto;
qui voltato a guardare
la striscia di tempo
dove collassano
le promesse stellate.
Nominare, raccogliere
e poi consegnare
tutto quanto si possa
elogiare e salvare
nella luce di ottobre
vulnerabile e splendida.

Ruggine
Paesaggio di ruggine
per lo schema dei rimpianti:
mantelli regali
di alberi che abdicano
e tappeti di scorie
stesi lungo gli anni.
Tu sfiora e raccogli
i segni disponibili
nell’acido splendore
delle repliche autunnali
(la vetrata del dehors
che proietta arcobaleni
di sbieco sul selciato)
prima che si avveri
la caligine che accumula
sulle fabbriche dismesse
montagne di tristezza.
Ammanco
Nel caos pirotecnico
che stordisce le ore
prosegui imperterrito
a cercare sul fondo
tutto quello che splende
– quello che latita,
annoti con cura
l’ammanco più grande
e vai raccontando
come affonda le zanne
nel fiato e negli occhi
il cielo di dicembre.
Giovanni Granatelli