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Voi siete qui: Europa » Tramonto su una settimana nella penisola del Mani

1 Agosto 2025

Tramonto su una settimana nella penisola del Mani

È appena sceso il sole sulla prima settimana di vacanza in Grecia. La prima riflessione è stata dedicata all’importanza del film Mediterraneo di Gabriele Salvatores (1991) per la formazione del mio immaginario sul Paese ellenico, pari – se non superiore – a quello costruito giorno dopo giorno al ginnasio prima e al liceo poi (sì, parlo del liceo classico…).

Il collegamento mentale ed emotivo è stato immediato. Ho ripensato alla scena in cui il sergente Lorusso, interpretato da un indimenticabile Abatantuono, si esprime così (e scusatemi gli asterischi, ma il classico mi ha insegnato che la forma ha una sua bellezza nella misura): «Sai che ogni volta che vedo un tramonto mi girano i c*******? Perché penso che è passato un altro giorno».

Sì, un altro giorno se n’è appena andato. Sono già centinaia le foto caricate sullo (sugli) smartphone: quando troverò il tempo di archiviarle, di prendere nota delle informazioni interessanti riportate sulle didascalie delle opere esposte nei musei, di selezionare le più belle o quelle a cui sono più affezionato per realizzare un album ricordo?

La riflessione sul tempo ne porta altre, un’intera catena fatta di pensieri ciascuno dei quali ne chiama almeno un altro, come le ciliegie (ma lo dico per riproporre un luogo comune, non essendo un estimatore di questo frutto).

Dal mio primo viaggio in Grecia nel millennio scorso (correva l’anno 1989 e il Muro di Berlino era ancora in piedi anche se aveva i mesi contati, ma nessuno lo sapeva!) tantissimo è cambiato nella terra di Pericle e Socrate, Ritsos ed Elytis, Melina Mercouri e Maria Callas.

Ma tantissimo è cambiato anche nel solo Mani nel giro di un periodo di tempo molto più ristretto. Se confronto i ricordi del 2017 con quello che ho davanti agli occhi oggi, mi accorgo che sto paragonando due realtà piuttosto diverse. Anche il portafogli se ne è accorto.

Ieri, dopo aver acquistato una calamita a forma di pesce con la scritta Kardamyli che farà compagnia alla sorella più anziana già da qualche anno sullo sportello del frigorifero in cucina, ho scambiato qualche parola con il commesso del negozio di souvenir. Conveniva con me sull’aumento sensibile (e in alcuni casi, molto sensibile) di molti prodotti e servizi, tanto da paragonare il prezzo del caffè a quello della sua Melbourne. Ma in Australia gli stipendi non sono quelli che percepiscono – mediamente – i Greci e nemmeno noi Italiani (per senso della dignità sorvolo sulla situazione dei giornalisti culturali…).

Negli ultimi anni si è costruito molto e molto si sta ancora costruendo, anche se – a giudicare da quanto vedo – il sold out non è raggiunto ovunque, neppure in questo momento che è il cuore della stagione estiva.

Cercherò di recuperare i dati sul turismo in Grecia, e nel Peloponneso in particolare, per capire i trend, tra aumenti dei prezzi, temperature in rialzo per il cambiamento climatico (dopo i primi giorni di caldo insopportabile, ora il termometro si attesta attorno ai 30° C), incendi più o meno estesi e modifiche negli stili di vacanza da parte dei turisti. Per esempio, anche in una regione remota come il Mani è ormai frequente imbattersi nei key-box delle locazioni turistiche brevi e sono comparse le piazzole per ricaricare le auto elettriche.

Il Mani che ho attraversato in questa settimana non è più, naturalmente, quello immortalato da Patrick Leigh Fermor (sotto la cui casa stamattina ho fatto il bagno…), né tantomeno quello descritto dal colonnello William Leake nella sua opera Travels in the Morea pubblicata a Londra nel 1830 (su ricordi di un viaggio compiuto un quarto di secolo prima). Ma nemmeno quello di otto anni fa.

Saul Stucchi

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