Tra sogno e realtà: questo è il nome della retrospettiva organizzata alla Spazio Oberdan di Milano per rendere omaggio alla mirabile opera dell’australiana Tracey Moffat. 120 fotografie più svariati lungometraggi difficili da raccontare, così come, del resto, è difficile descrivere in poche parole l’essenza delle fotografie dell’artista di Brisbane, sospese tra cinema e fotografia.
In esse s’intrecciano i più svariati riferimenti, dalla cultura pop e trash ai richiami al cinema sperimentale e al teatro, in un caleidoscopio di riferimenti che risentono prepotentemente del substrato culturale da cui l’artista proviene.
La Moffat, di origini aborigene ma cresciuta in una famiglia di bianchi, trasferisce nelle sue opere prima di tutto la sua storia, come per esempio nella serie Something More del 1989 in cui la narrazione fotografica si incentra sulla storia di una giovane ragazza aborigena che, nel tentativo di riscattare le sue origini e diventare qualcos’altro finisce uccisa sulla strada, vittima dei suoi sogni e delle sue aspirazioni.
Una narrazione fortemente chiaroscurale, giocata sulle estremizzazioni del colore e dei sentimenti, che per certi versi si avvicina al sentire di David Lynch, soprattutto nella resa dei personaggi. Atmosfere teatrali e tragiche rilette in chiave pop, che mirano a rendere la storia del singolo più grande e universale, come nel caso della serie Scarred for life del 1994, in cui l’autrice racconta la sua drammatica infanzia e le discriminazioni razziali subite, o di Night Cries: a Rural Tragedy, del 1990, racconto di una donna di colore di mezza età resa schiava dalla madre bianca.
La mostra prosegue con Under the sign of scorpio, serie di ritratti dedicati ad alcune grandi donne dei nostri tempi nate sotto il segno dello scorpione come l’autrice, da Marie Curie a Catherine Deneuve fino a Bjork, nel tentativo di ribaltare il classico luogo comune della donna come sesso debole e innalzandola invece al rango di eroina e simbolo del secolo. Non si può rimanere impassibili davanti a queste foto, sembra invece quasi inevitabile lasciarsi trasportare dalla musicalità e dalla vitalità che le pervadono, dal fiume di colori e passioni che da esse scaturiscono.
Simona Silvestri
Tracey Moffatt – Between Dreams and Reality
fino al primo ottobre presso lo Spazio Oberdan di Milano
ORARIO: tutti i giorni 10-19.30, martedì e giovedì fino alle 22, chiuso il lunedì
intero € 4,10, ridotto € 2,70 – gruppi scolastici € 1,50
ingresso libero il primo martedì del mese