Astrologia e pensiero esoterico in chiave ebraica, tanto per chiarire che nemmeno la prima religione monoteista della storia è sfuggita alle influenze di quella che per molti secoli è stata considerata una scienza, da cui, è noto, ha preso l’abbrivo anche l’astronomia. Segnatamente, Moshe Idel, fra i maggiori studiosi di mistica ebraica e Cabbalà, incentra uno studio, da poco uscito per Giuntina, su Saturno, settimo pianeta fra quelli conosciuti, connesso all’ultimo giorno della settimana, lo Shabbat, per gli ebrei il giorno sacro. 
Come per altre tradizioni spirituali, anche nell’ebraismo medievale l’ordine del cosmo non poteva essere considerato casuale, così la Cabbalà entra in contatto con l’astrologia. Gli ebrei di Saturno mostrano gli sviluppi di questi rapporti e il ruolo fondamentale che il cupo, severissimo pianeta secondo molti studiosi passati in rassegna da Moshe Idel intrattiene con le fondamenta del pensiero ebraico. Se Saturno si configura come pianeta simbolicamente legato a esso, la problematizzazione di questa percezione investe l’aspetto magico-stregonesco e il motivo, seppure parrebbe molto controverso – anche etimologicamente – del sabba delle “streghe”.
Le connessioni sono diverse, dunque. Il giorno della settimana “incriminato”, la relazione che lega Crono-Saturno divoratore dei suoi figli e l’immaginario del rito sabbatico in cui le “streghe” mangiavano i bambini; ancora, il Satana che in certa iconografia ha l’aspetto di un capro e sappiamo che il Capricorno è il segno zodiacale presieduto da Saturno. Tutto questo avrebbe favorito secondo lo studioso una cattiva percezione degli ebrei fino alla deriva di presunte responsabilità nella ripetuta tragedia della peste e conseguenti emarginazioni e persecuzioni, per non dire della fuorviante immagine della Cabbalà che ne è derivata.
Non è mancata nemmeno un’errata autopercezione da parte di molti ebrei. Altrettanto cogente sarebbe l’accostamento di Saturno per la tendenza all’isolamento, alla malinconia e alla contemplazione. Che tradizionalmente rappresentano però anche un viatico al riscatto e alla finezza dell’”intelligere”. Fra la ricostruzione di saperi popolari spesso frutto di superstizioni e metabolizzati con troppa approssimazione e insieme di ricerche erudite di filosofi-chiave del pensiero ebraico (esoterico e non), Moshe Idel delinea così un paesaggio di significati molto interessanti da aggiungere alla speculazione sulla storia del suo popolo.
Michele Lupo
Moshe Idel
Gli ebrei di Saturno
Giuntina
Pagine 230
14 €