Non ho avuto la fortuna di conoscere di persona Sonia Bonacina. Ho fatto appena in tempo a vederla recitare una volta soltanto e quell’appena racchiude tutto il dramma della sua scomparsa. Sì, perché Sonia è morta domenica scorsa, all’età di 28 anni, vittima di un assurdo incidente stradale a Milano. In compagnia del suo fidanzato, il regista Roberto Trifirò, stava attaccando dei manifestini in zona MacMahon per pubblicizzare il prossimo spettacolo. Due auto si sono scontrate perché una non ha rispettato il rosso del semaforo, quel semaforo che cadendo ha stroncato la giovane vita di Sonia. Lo scorso 20 dicembre aveva recitato con Marco Graffeo nella commedia amara InContro, storia di una coppia dal corteggiamento pre-fidanzamento alle piccole e grandi crudeltà quotidiane a cui si piegano i coniugi che non si amano più e a stento si sopportano. Si era meritata gli applausi di tutto il pubblico e quella serata, organizzata dall’Ente del Turismo Fiandre, era stata “archiviata” nella memoria di chi vi aveva partecipato come un esperimento apprezzabilissimo, e perfettamente riuscito, di coniugare promozione e cultura. Ho saputo ieri della tragedia e sono rimasto basito. Proprio ieri ho iniziato la lettura di Eroi viaggiatori di Robin Lane Fox. Lo studioso inglese dà avvio al suo viaggio nel Mediterraneo dell’VIII secolo avanti Cristo ricordando quanto fossero dure le condizioni di vita dei nostri progenitori, tanto che la maggior parte di loro moriva tra i diciassette e i quarant’anni. Ma i più fortunati potevano sopravvivere a malattie, guerre e carestie e arrivare alla vecchiaia, godendo della musica, dell’arte e della natura. Sonia non ha avuto questa fortuna, ma ha potuto vivere molte vite in una sola, seppure breve, grazie al suo essere attrice. Sarà forse di poco conforto a chi l’ha conosciuta e amata ricordare la massima che vuole caro agli dei chi muore giovane. La nostra preghiera è che le sia lieve la terra.
Saul