Dunque, pensiamoci un po’: “Ou, bien…(oppure…)”. Personalmente, non credo di essere superstizioso, o almeno, non credo di esserlo più di tanto. Eppure, il caso ha voluto che la mia recensione numero 17 per la rubrica del cinema di ALIBI Online, non ci fosse. Questo perché la 16 e la 17, sono sì due film distinti, ma sono anche due film “gemelli”, con variazioni.
Ma andiamo con ordine. La differenza fra “Smoking” e “No smoking” di Alain Resnais (1993) è data solamente dal fatto che (ci troviamo in una ricca tenuta dello Yorkshire), la signora Teasdale esca in giardino, e, in “Smoking” si accenda una sigaretta, mentre in “No smoking” resista alla piccola tentazione.
Sei finali differenti
Da quella sigaretta accesa o no, si dipanano vari “atti unici”, introdotti da uno storyboard disegnato, che vengono poi riesaminati inserendo ulteriori cambiamenti nelle scelte, nelle frasi dei protagonisti e così via. Detto in termini più semplici, se uno dei personaggi dice una frase, la storia prende una direzione (per cinque giorni, cinque settimane e cinque anni).
Ma, trascorso questo tempo, appare la scritta “OU BIEN” (“Oppure”) e si ritorna indietro, a quando, anziché esprimersi con quelle parole, ne pronuncia altre che portano a nuovi sviluppi e a un futuro completamente diverso. Procedendo lungo le varie biforcazioni si giunge a ben sei finali differenti, nessuno dei quali meno plausibile degli altri. E questa è la prima singolarità.
In secondo luogo va preso in considerazione il rapporto tra cinema e teatro.
La sceneggiatura è tratta da una monumentale opera teatrale (vedi in fondo alla voce “Curiosità”): Resnais sceglie di lavorare esclusivamente in studio e il legame che i due film hanno con il teatro è evidenziato anche dal peso rilevante che i dialoghi rivestono nell’economia delle due opere.
Due film gemelli
Scenografia e trucco sono visibilmente posticci e, per accentuare l’artificiosità, i quattro ruoli maschili e i cinque femminili sono tutti interpretati rispettivamente da Pierre Arditi e Sabine Azéma, cosicché sulla scena non si trovano mai più di due personaggi contemporaneamente.
L’intelligente operazione è quindi un elegante rompicapo prossimo al divertissement, in cui la materia principale è certamente il dinamico rapporto della coppia causalità/casualità. L’idea di partenza del commediografo inglese calza a pennello con la poetica cara a Resnais: osservare come mutano i destini attraverso le più impercettibili varianti.
“Smoking” e “No smoking” sono, in conclusione, due film gemelli e speculari, prolungamento e completamento uno dell’altro, ognuno lungo due ore e dieci, ognuno indispensabile all’altro. Il Film Fest di Berlino (“No smoking” vinse l’Orso d’argento) li proiettò nella stessa giornata; a Parigi vennero presentati simultaneamente, uno dopo l’altro nello stesso cinematografo oppure in due sale contigue; in Italia sono usciti separatamente.
Maestro del cinema francese
Alain Resnais è stato uno dei grandi del cinema francese. Nato nel 1922, si è spento a Parigi nel 2014. Dopo aver girato vari documentari, esordisce nel lungometraggio con “Hiroshima mon amour” (1959), su sceneggiatura di Marguerite Duras. Nel 1961 firma “L’anno scorso a Marienbad” (scritto da Alain Robbe-Grillet).
Qualcosa sembra cambiare nel suo cinema, a partire da “La vita è un romanzo” (1972), cui seguono film in apparenza meno impegnativi, come “Parole, parole, parole” o “Cuori”. A questa seconda fase appartiene anche “Smoking / No smoking”.
I temi meno pesanti e il tono quasi ludico potrebbero far pensare a un altro Resnais; tuttavia, si tratta della continuazione del percorso iniziato nel 1959. Con il suo lavoro, il maestro francese vuole rimettere in discussione i codici della narrazione cinematografica tradizionale: abolisce il racconto a intrigo per esplorare le combinazioni narrative, le analogie, le realtà aleatorie e non lineari.
Attenzione al montaggio
Le costruzioni narrative fanno così incrociare diversi personaggi, percorsi temporali o piani di realtà nello stesso luogo. La costruzione artificiale e anti-naturalistica del racconto permette a Resnais di indagare nei dettagli la condizione umana dei suoi personaggi, studiati come animali da laboratorio. A questa ricerca si aggiunge poi il minuzioso lavoro di montaggio (sempre curato o supervisionato dal regista, ex montatore).
Curiosità: i due film sono l’adattamento di una stravaganza teatrale di Alan Ayckburn, intitolata “Intimate Exanges”, un monumentale ciclo di commedie della durata complessiva di sedici ore.
Nota: Sabine Azéma (la protagonista femminile) diventa la compagna di Alain Resnais (dopo il divorzio da Florence Malraux), al tempo de “La vita è un romanzo” (1972) e gli resterà vicino fino alla morte.
L D S
Le immagini sono prese da Wikipedia