L’idea alla base del progetto è interessante e innovativa. “Rischia” anzi di essere precorritrice, anticipando agli spettatori convenuti alla Sala Cavallerizza del Litta di Milano quello che potrebbe essere il teatro di domani. Alla recitazione tradizionale, infatti, Slavedrome – omicidio in rete di Federico Cambria mescola filmati video, sessioni di chat e colloqui al citofono. Uno spettacolo multimediale che il pubblico segue senza difficoltà, da una parte perché ormai abituato a confrontarsi con l’eterogeneità dei mezzi di comunicazione – anche se non ancora a teatro -, dall’altra per l’abilità del regista nel “cucire” le parti che compongono Slavedrome. Non sta dunque in quest’aspetto la debolezza dello spettacolo, quanto piuttosto in una certa ingenuità narrativa del testo che ne è alla base.
Il risultato provoca involontariamente qualche risata di troppo: ci riferiamo ad alcuni dialoghi al citofono tra una delle due protagoniste e il pusher “di fiducia”. Le tanto criticate intercettazioni telefoniche hanno insegnato che i professionisti ricorrono al semplice espediente di indicare con termini banali quantità e qualità dei rifornimenti di stupefacenti, mentre il nostro impavido piazzista, a metà sera su un marciapiede di Milano, parla di cocaina ed eroina come fossero pomodori e zucchine (ma si supera quando dichiara di dover tornare a casa dalla moglie che gli ha preparato le melanzane!). 
Chiara e Sole, accomunate da un dramma che custodiscono in cuore, hanno poco tempo per conoscersi – troppo poco! – e in fretta passano da una convivenza forzata e indifferente, alla momentanea condivisione di segreti, al repentino ma scontato sviluppo che porterà al tragico epilogo. Non sono rari gli spettacoli teatrali a cui gioverebbe qualche sforbiciata di scene e dialoghi. Slavedrome, al contrario – secondo il nostro modesto parere – avrebbe da guadagnare in un irrobustimento narrativo che andasse ad approfondire i caratteri delle due protagoniste e a rendere più complessa e insieme più credibile la trama (e di conseguenza i dialoghi). Venendo dalla pubblicità, Cambria si muove bene sulla corta distanza. Il teatro richiede però fiato più lungo. Le basi per fare di Slavedrome uno spettacolo riuscito ci sono: occorre solo un po’ di lavoro di scrittura.
Saul Stucchi

Slavedrome – omicidio in rete
multimedia theatre play
Dal 9 al 18 febbraio 2010
Scritto e diretto da Federico Cambria
con Carolina Prada Bianchi e Marta Zoboli
in video Luca Bertoglio, Luigi Franceschetti, Alessandro Girami, Stefania Lazzeri, Lilia Russu, Monica Stoppi, Daniele Bentivegna
scene Amelia Valletta
Montaggio video Valeria Baldassarri
Assistenti alla regia Daniele Bentivegna e Stefano De Felici
Teatro Litta
Sala La Cavallerizza
Corso Magenta 24
Milano
Repliche: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 17.00
Lunedì riposo
Biglietti: intero 12 €; ridotto 9 €
Info e prenotazioni:
Tel. 02.86454545
promozione@teatrolitta.it