Concordi i pareri raccolti in platea: coro straordinario, solisti in stato di grazia (il soprano svizzero Chelsea Marilyn Zurflüh e il baritono austriaco Alexander Grassauer), orchestra encomiabile. Dunque più che giustificati i calorosi applausi con cui il pubblico ieri sera – mercoledì 1° aprile – ha elogiato la prova dell’Orchestra Sinfonica e del Coro Sinfonico di Milano sotto la bacchetta di Emmanuel Tjeknavorian (al termine abbraccio tra il direttore e il maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina).
In programma Ein deutsches Requiem per soli, coro e orchestra op. 45 di Johannes Brahms che verrà replicato questa sera, sempre alle ore 20.00.

Avendo ancora nelle orecchie – e nel cuore – le due Cantate di Johann Sebastian Bach ascoltate nella chiesa di Santa Maria dei Servi a Padova, nell’interpretazione dell’Iris Ensemble diretto da Marina Malavasi, ho potuto confrontare i due concerti, trovando affinità e divergenze (piccola allusione a Giovanni Lindo Ferretti che questa sera terrà un concerto “non concerto” al Teatro Dal Verme dal titolo Percuotendo. In cadenza).
Differenti i contesti, i luoghi di esecuzione e le occasioni di composizione (qui un Requiem, là due cantate per il mese di gennaio), eppure fortissimo si è mostrato il legame che li unisce nella mia esperienza di ascoltatore: la potenza del coro e dell’orchestra impegnati a esprimere musica sacra.
Il pubblico che ha gremito la chiesa di Padova e quello di ieri sera all’Auditorium di Largo Mahler a Milano hanno provato l’emozione di sentir vibrare il luogo quanto il proprio intimo, in una perfetta unione tra contesto esterno, comune, e interiorità singola, ciascuno raccolto nella propria.

Il Requiem fu eseguito per la prima volta nell’aprile del 1868 a Brema, diretto dallo stesso Brahms, allora trentacinquenne. Quella versione in sei pannelli fu poi sostituita dall’attuale in sette movimenti, eseguita per la prima volta l’anno successivo a Lipsia. Erano un po’ di anni che la Sinfonica di Milano non tornava su questa composizione (un «pilastro del catalogo brahmsiano», per citare le parole di Gregorio Moppi che firma il libretto di sala): dalla stagione 2012/2013, quando fu diretta da Helmuth Rilling e cantarono Letizia Scherrer e Johannes Mooser.
Come dicevo in apertura, i due solisti di ieri sono stati particolarmente apprezzati dal pubblico e dal Maestro Tjeknavorian che li ha richiamati più volte sul palcoscenico. Mi ha colpito la posa ieratica nella quale stava seduta Chelsea Marilyn Zurflüh: mi ricordava una kore col peplo. Ma a lasciare il segno è stata la sua voce, da brividi. Dopo il Requiem di questa sera, venerdì il soprano si esibirà nella Passione secondo Giovanni di Bach a Essen, mentre la prossima settimana canterà nello Stabat Mater op. 58 di Dvořák a Berna.
Il giovane basso-baritono Alexander Grassauer tornerà a cantare nel ruolo dell’Oratore degli iniziati nel Flauto magico di Mozart a Dresda, dove canterà anche ne Il cappello di paglia di Firenze di Nino Rota (tra la fine di maggio e quella di giugno).
La stagione della Sinfonica procederà invece venerdì 10 e domenica 12 aprile con il concerto BEETHOVEN / RIMSKIJ-KORSAKOV. Questo il programma:
- Ludwig van Beethoven, Concerto per pianoforte e orchestra n. 4 in Sol maggiore op. 58
- Nikolaj Rimskij-Korsakov, “Sheherazade”, Suite sinfonica op. 35
A dirigere l’Orchestra Sinfonica di Milano sarà il M° Sunwook Kim (anche al pianoforte); al violino Luca Santaniello.
Saul Stucchi
Orchestra Sinfonica di Milano
Auditorium Fondazione Cariplo
Largo Mahler
Milano
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