La sesta giornata del tour Sette Giorni in Tiber ha portato i tibernauti brianzoli a Roma, dove hanno ritrovato il Tevere che tutti conoscono. Qui il fiume diventa protagonista assoluto e non si può che tributargli rispetto per tutto quello che ha fatto per la civiltà romana. 
Dal campeggio a pochi chilometri da Ostia l’arrivo in centro città è avvenuto con autobus e metro. 
Per seguire il percorso urbano del fiume la moto rimane però il mezzo più adatto, soprattutto in una giornata splendida e assolata come quella di oggi.
Un battello carico di turisti sta per passare sotto il Ponte Vittorio Emanuele II.
Foto ricordo davanti allo spartitraffico più maestoso (e bello) del mondo: il Colosseo.
All’Isola Tiberina il basso livello del fiume risulta particolarmente evidente. 
Una delle erme del Ponte Fabricio indossa la maglietta ufficiale del tour, sotto lo sguardo incuriosito dei passanti. 
Giochi d’ombre sul Ponte Cestio… Virgilio direbbe: “trahit sua quemque voluptas”.
Il Tevere come la Senna e Roma come Parigi: città dell’amore e del piacere di vivere insieme. 
A bordo delle moto noleggiate i quattro tibernauti si sono spinti fin quasi al Grande Raccordo Anulare, percorrendo la Salaria in direzione nord, per osservare da vicino la zona in cui il Tevere fa il suo ingresso nell’Urbe che ha contribuito a fare grande.
Saul Stucchi
Foto di Enrico Giudicianni e Piera Biffi dello Studio Giudicianni & Biffi
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