
Pochi giorni fa alcuni frammenti di tufo si sono staccati da un’arcata dell’Anfiteatro Flavio, facendo risuonare nuovamente il campanello d’allarme per la “salute” del celeberrimo monumento romano noto a tutti col nome di Colosseo. La caduta – che per fortuna non ha provocato feriti – ha seguito di pochi giorni un analogo distaccamento di materiale da un prosetto esterno. Mentre chi di dovere corre ai ripari (hoc est in votis!), i comuni turisti e tutti quelli che hanno a cuore il patrimonio archeologico italiano possono ripercorrere la bimillenaria storia dell’edificio grazie a un agile saggio scritto da Keith Hopkins e Mary Beard, tradotto in italiano da Orietta Dora Cordovana per Laterza. Ai dati storici e archeologici, i due autori mescolano con sapienza ingredienti presi dall’epoca contemporanea, pescando per esempio dai mondi del fumetto e del cinema, per spiegare i motivi del fascino che ancora oggi il Colosseo esercita sulla cultura popolare, ma non solo (lo sapevate che fino al 2000 il suo inconfondibile profilo era inciso sulle medaglie olimpiche per poi venir “cancellato” in seguito a polemiche in gran parte pretestuose?).
Gli spiacevoli avvenimenti di queste ultime settimane vanno ad aggiungersi alla già lunghissima “cartella clinica” di questo paziente (in tutti i sensi) di pietra: “la struttura in tutta la sua storia ha sofferto ogni tipo di danno, incendi, terremoti e altri disastri, naturali o causati dalla mano dell’uomo. Ci sono testimonianze di riparazioni fino forse all’inizio del VI secolo d.C., ricordate da iscrizioni scoperte all’interno dell’edificio”.
Il libro è ricco di informazioni e curiosità su come venivano catturate le fiere che vi avrebbero trovato la morte, sullo stretto (ma spesso conflittuale) rapporto tra l’imperatore e il suo popolo, sui costi di gestione degli spettacoli, sulla “stratificazione minuziosa del pubblico” e su molti altri aspetti di questo monumento centrale per la vita quotidiana degli abitanti della capitale dell’impero, dalla costruzione sotto Vespasiano, fino al definitivo abbandono e alla trasformazione in cava a cielo aperto.

Tra le illustrazioni si segnalano vedute antiche dell’edificio, riproduzioni di opere d’arte, disegni e piante e una curiosa vignetta degli inizi del XIX secolo dedicata alla “battaglia del Colosseo”: “immerso nell’acqua, Fea tiene in alto sopra di sé i testi letterari su cui si basa l’idea che l’edificio veniva inondato durante le battaglie navali. Dalla terraferma i suoi avversari brandiscono contro di lui planimetrie ed iscrizioni”. Ancora oggi il Colosseo fa da sfondo (quando non ne è il protagonista assoluto) a vignette riguardanti la politica italiana, almeno come la vedono i corrispondenti dei giornali stranieri.
Saul Stucchi
K. Hopkins e M. Beard
Il Colosseo. La storia e il mito
Laterza
2008; pagine VI-245
8,50 €
– La foto del Colosseo è presa da Wikipedia
– La vignetta di Dave Brown, apparsa sull’Independent, è presa da qui