Per scoprire l’anima verde delle Eolie fuori stagione, il fascino mediterraneo, a tratti tropicale, di queste isole antico laboratorio di storia e natura, ottobre è il mese ideale per osare un trekking al tramonto. Le isole da privilegiare sono Filicudi e Salina, quelle a maggiore vocazione naturalista, con una rete di sentieri tutto sommato in buone condizioni.
A Filicudi, è spettacolare salire sui fianchi della grande montagna che sovrasta il mare partendo dal piccolo villaggio di Valdichiesa. Un sentiero nella macchia tra capperi, lentisco, euphorbia e ailanto in forma di foresta, porta sino a Zucco Grande. Si cammina a strapiombo tra panorami mozzafiato su tutto l’arcipelago, Salina sembra vicina da toccarla, e si giunge a un pianoro dove vivono indisturbate le capre. Da qui ci si rende conto di essere sul fianco di un grande vulcano spento, ammantato da vegetazione spontanea e terrazze coltivate a vite sino all’inizio del secolo con la sola fatica dell’uomo. Si domina il cratere più piccolo, il capo Graziano dove si insediò la civiltà preistorica e dove sott’acqua riposano i reperti archeologici di epoca greco-fenicia. 
Filicudi, la più vicina alla costa palermitana delle isole Eolie, offre due o tre pensioni con ottima ristorazione isolana, qualche locale più trendy lungo il porto; il resto della vacanza si fa nelle case eoliane aggrappate alla montagna, alcune delle quali si raggiungono con mulattiere soltanto a piedi.
Per godersi il mare turchese delle cale, meglio raggiungerle dal mare con una barchetta da noleggiare al piccolo porto di Pecorini, dove il diving locale organizza anche giri dell’isola. Si parte al mattino per indimenticabili bagni alle grotte verso lo scoglio di Montenassari, una vera piscina naturale, e della Canna, incredibile gioco di natura svettante dal mare. Non meno affascinante il versante delle Punte con le piccole insenature e scogli neri e piatti da raggiungere a nuoto, il profilo del capo Graziano con le Macine che si scorgono dal mare e la stupenda baia di sassi su cui si apre il minuscolo porto. È questo il centro della vita isolana: qui si trovano la biglietteria degli aliscafi, i bancomat e la farmacia, un bar e due o tre ristoranti. In fondo, il più antico hotel dell’isola, il Phenicusa, con il centro di educazione ambientale per il recupero delle tartarughe e dei delfini con campi per volontari. 
A Pecorini si trovano casette in affitto attorno alla pensione La Sirena, che resta forse uno degli angoli più belli e tranquilli dell’arcipelago. Alla punta estrema dell’abitato, sono nati due piccoli lidi che offrono riparo e tranquillità agli amanti della natura, sono lo Yachting Club e La Sirena, che rendono più semplice l’accesso verso il mare. Qui ogni due anni si tiene una minuscola biennale di arte contemporanea, tra le più piccole e meno glamour del mondo, e nei ristorantini a tavola si è investiti dal profumo di mare, e dal gusto indimenticabile di ricci, patelle, totani e sauri arrosto accompagnati da sontuose insalate di capperi e per finire il nettare divino delle Eolie, la Malvasia.
A Salina si concentra a fine settembre un folto parterre di intellettuali del mondo del cinema e del documentario attorno al Festival diretto da Giovanna Taviani, per un ultimo tuffo e una passeggiata tra i capperi e la Malvasia. Dal 22 al 25 settembre torna a Malfa il Salinadocfest (vedi box in fondo).
Finita l’afa di agosto, l’atmosfera ritorna semplice e rilassante, le giornate brevi ma perfette nella luce, fatte di pochi colori netti e profumi dominanti, il bianco della calce, il blu del mare profondo, il verde delle montagne, e il nero della lava. Un paesaggio incantevole, quello che si respira dalla terrazza del comune di Malfa, il piccolo centro di Salina che in questi anni attorno al turismo eno-gastronomico e culturale ha costruito il suo futuro, puntando alla qualità e offrendo festival ed eventi. 
Salina dà il meglio di sé fuori stagione, tra un bagno settembrino, le passeggiate tra i filari di malvasia e una visita al nuovo museo dell’Emigrazione. Due vulcani spenti dominano l’abitato, il monte Fossa e la riserva monte delle Felci, aree di riserva naturale con vegetazione mediterranea e boschiva da scoprire a piedi lungo sentieri ben segnati dall’amministrazione forestale e curati dalla provincia di Messina. I sentieri trekking a piedi per il vulcano partono proprio dall’abitato di Malfa, mentre escursioni in auto al monte Fossa si possono concordare in hotel. Per finire c’è sempre una passeggiata oltre il semaforo alla spiaggia di Pollara, per ammirare il fondo del cratere spento oggi coltivato a capperi e vigneti, nonché del magnifico set del film che l’ha resa celebre, Il Postino.
Una tappa obbligata dopo le fatiche dei sentieri della riserva terrestre, è il Signum Hotel con la sua terrazza tra gelsomini e capperi, scelto da Condé Nast tra i migliori alberghi del 2011 ed entrato a buon titolo tra gli hotel gourmet dell’associazione di eno-gastronomi Le Soste di Ulisse. Offre una sosta di relax incantevole con il centro benessere in stile mediterraneo che utilizza le fonti sulfuree naturali e i prodotti isolani.
Maria Laura Crescimanno
IL SALINA DOC FEST
Da Hichem Ben Ammar a Vinicio Capossela, il sud del Mediterraneo si racconta a Salina. È con la rivoluzione araba, infatti, che si apre la Finestra sul Mediterraneo del Salina Doc Fest 2011, il festival del documentario narrativo ideato e diretto da Giovanna Taviani che si terrà a Salina dal 20 al 25 settembre.
Saranno presentate testimonianze, trailer, work in progress e film provenienti da Tunisia, Egitto e Siria: quasi tutto materiale inedito. Interverranno lo scrittore Tahar Ben Jelloun e Hichem Ben Ammar, poeta e documentarista tunisino. Ospite d’onore sarà il regista iracheno Mohamed Al Daradji (premio 2010 al Berlin International Film Festival, Gran Premio della Giuria al Sundance per Son of Babilon) che presenterà in anteprima nazionale il suo documentario Iraq: War, Love, God & Madness .
Confini e orizzonti è il titolo del Concorso Internazionale 2011, che si chiude con la consegna al vincitore del Premio Tasca d’Almerita: un’occasione per riflettere sulle culture del Mediterraneo, divise da innumerevoli frontiere, eppure legate a un orizzonte di valori condiviso. Nella giuria, presieduta dal produttore Riccardo Tozzi, ci sono lo scrittore Amara Lakhous, la direttrice del Fidadoc Nezha Drissi, i registi Giovanni Piperno e Alice Rohrwacher. Completa il programma la sezione Finestra Italia Doc, dedicata al documentario nazionale, dove sarà una giuria popolare a scegliere il miglior film.
Tra gli altri ospiti segnaliamo Franco Battiato, che interverrà con un omaggio al mondo arabo il 22 settembre, e Vinicio Capossela in concerto il 23 settembre con Marinai, Profeti e Balene, uno spettacolo che segue le rotte del suo ultimo album, nell’alto mare aperto della mitologia e della letteratura, tra ciclopi, meduse, veggenti, semidei, eroi, naufraghi e ammutinati
Informazioni:
www.salinadocfest.it