C’è tempo fino al 17 marzo per visitare la doppia mostra sul Romanticismo allestita alle Gallerie d’Italia di piazza Duomo e al Museo Poldi Pezzoli di Milano. Vale la pena approfittare degli ultimi giorni di apertura, se ancora non si ha avuto tempo per vederla.
Consigliamo di ritagliarsi un po’ di tempo perché il duplice percorso è molto intenso e di conservare il biglietto della prima sede espositiva perché servirà per ottenere lo sconto per l’acquisto di quello per la seconda.

La mostra nel suo insieme, curata da Fernando Mazzocca, squaderna qualcosa come 200 opere, molte delle quali sono esposte per la prima volta in pubblico.
Le Gallerie d’Italia
Qui sotto elenchiamo le sezioni della mostra alle Gallerie d’Italia, alcune delle quali si declinano in ulteriori suddivisioni:
- Il paesaggio. Un nuovo sentimento della natura
- La veduta. Tra immagini urbane e architetture
- Il riscatto dei miserabili. L’immagine del popolo
- Il ritratto specchio dell’animo
- Il nudo. L’anima e la carne
- Manzoni e i personaggi dei Promessi sposi
- Pittura sacra. Una spiritualità interiore
- La forza del destino. La pittura storica
- La svolta romantica in scultura
L’arco cronologico preso in esame da va dai fermenti preromantici fino all’Unità d’Italia, ovvero dalla chiusura del Congresso di Vienna che vede il Lombardo-Veneto assegnato all’Austria, fino all’armistizio di Villafranca tra Napoleone III e Francesco Giuseppe. Il panorama geografico di riferimento è ancora più ampio, comprendendo i paesi europei interessati al dibattito culturale in cui l’Italia, non ancora nazione, già partecipava.
Gli Italiani (da Bagetti a Hayez, da d’Azeglio a Molteni passando per Giovanni Battista De Gubernatis e Ippolito Caffi) la fanno da padroni, ma non mancano gli artisti stranieri, come Caspar David Friedrich, William Turner, Jean-Baptiste-Camille Corot, Karl Pavlovič Brjullov, solo per citarne una manciata.
Splendide le sculture di Lorenzo Bartolini che illuminano con il loro nitore la grande sala centrale delle Gallerie. Poi è una cavalcata di tele: paesaggi e vedute, scene storiche e ritratti (strappalacrime quelli dei piccoli miserabili di Giuseppe Molteni). Dello stesso Molteni è “La figlia del guardiano del castello” (1844) che conserva ancora – come una reliquia patriottica – il foro provocato dal proiettile sparato durante le Cinque Giornate di Milano, messo in evidenza da un’indicazione dipinta in rosso.
I ritratti del Manzoni, certo! Ma ci si può soffermare anche davanti all’opera “La famiglia Ferrero dei Marchesi della Marmora” di Pietro Ayres, scoprendo dalle didascalie sul lato inferiore della cornice Who’s Who…
Museo Poldi Pezzoli
Il percorso riprende al Museo Poldi Pezzoli di via Manzoni con le seguenti tappe:
- L’immagine dell’artista. Ritratti e autoritratti
- Vita e celebrazione degli uomini illustri
- Dante e i personaggi della Commedia
- 1848. La rivoluzione
- Il genio preromantico di Giovanni Battista Gigola e la riscoperta dell’antica miniatura

Anche qui numerose sono le opere interessanti. Incuriosisce, per esempio, il ritratto di “Costantino Beltrami verso le sorgenti del Mississippi” (1861) di Enrico Scuri, prestato dall’Accademia Carrara di Bergamo.
Dieci anni prima Giovanni Strazza aveva scolpito nel marmo “L’audace Righetto”, uno dei ragazzini che sacrificarono la vita a difesa della Repubblica Romana. L’ombra che proietta sulla parete alle sue spalle lo assimila a un Davide pronto a scagliare una pietra contro il gigantesco Golia. Lì vicino è esposta anche la tela con la “Trasteverina colpita da una bomba” di Girolamo Induno.
Dalla Collezione Intesa Sanpaolo di Milano è arrivata la tela “Porta Tosa a Milano (il 22 marzo 1848)” di Carlo Canella.
Ippolito Caffi è presente anche qui, con un’opera intitolata “Bombardamento notturno a Marghera, 25 maggio 1849”. L’artista morirà nel corso della battaglia di Lissa del 1866, per l’affondamento della nave Re d’Italia sulla quale era imbarcato.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Allestimento della mostra alle Gallerie d’Italia: foto di Alessandro Cervetti
- “L’audace Righetto” di Giovanni Strazza, esposto al Museo Poldi Pezzoli di Milano. Foto di Alessandro Cervetti
Fino al 17 marzo 2019
Romanticismo
- Gallerie d’Italia
Piazza della Scala, 6
Tel. 800 167619
Orari: 9.30 – 19.30 (giovedì chiusura alle ore 22.30) – Lunedì chiuso - Museo Poldi Pezzoli
Via Manzoni,12
Tel. 02 794889 – 02 796334
Orari: 10.00 – 18.00 (Giovedì chiusura alle ore 22.30) – Martedì chiuso
Biglietti: 10 € accesso in una sola sede della mostra, 7 € accesso alla seconda sede (previa presentazione del primo biglietto d’ingresso)