È aperta fino al 30 dicembre la bella mostra che Montecatini Terme dedica a Giovanni Boldini. Sono esposti oltre un centinaio di tele e sessanta disegni del pittore ferrarese,
con numerose opere provenienti da collezioni private, altrimenti difficili da ammirare.
Ad arricchire ulteriormente l’esposizione contribuiscono venti capolavori di artisti del calibro di De Nittis, Zandomeneghi e Signorini. Per quanto riguarda quelle di Boldini non c’è alcuna possibilità di equivoco: protagoniste assolute delle sue opere sono le donne, fonti d’ispirazione, compagne di vita, amanti, ma anche vittime dell’insaziabile artista a cui non andrebbe troppo stretta la definizione di “pittore del lusso”.
Nei suoi quadri ci si perde infatti ad ammirare la sontuosità degli interni e la ricchezza degli abiti. Nato a Ferrara nel 1842, Boldini apprende l’arte dal padre e la perfeziona all’Accademia delle Belle Arti di Firenze. Il 1871 è per lui un anno particolarmente importante: si concludono infatti la lunga parentesi toscana e il successivo periodo – di circa un anno – trascorso a Londra, al termine del quale si trasferisce a Parigi, mentre risale all’anno seguente il viaggio in Spagna con Berthè, sue prima amante e modella francese. Ne seguiranno molte altre. Le donne, con la loro bellezza e il loro mistero, lo affascinano e lo incantano. Prova di questa passione sono molte delle tele in mostra, con figure femminili ritratte sdraiate – vestite o completamente nude – in pose spesso voluttuose, con una profusione di guanti, decollétè, orecchini e pizzi. Tra le prime tele spicca la Coppia in abito spagnolo con due pappagalli (o El Matador), in prestito dalla collezione della Banca Carige di Genova. C’è poi Berthè in piedi nel salotto, raffigurata mentre legge la dedica su un ventaglio. Più avanti ci si sofferma di fronte alla piccola tela Dopo il ballo che rappresenta una dama esausta, con la testa reclinata sulla poltrona, mentre ai suoi piedi una giovane domestica le leva le scarpe. In questa immagine c’è tutto un mondo, con le sue regole sociali e le sue dinamiche, che ricorda quello rappresentato nelle sensuali opere di Jack Vettriano.

In una sala successiva gli allestitori hanno collocato una accanto all’altra, per favorire il confronto, L’Amazzone (al Bois de Boulogne) di De Nittis e L’Amazzone con cagnolino al seguito di Boldini. La prima è ritratta in città, ferma a chiacchierare con le amiche, mentre la seconda è immortalata in campagna, mentre cavalca inseguita da un barboncino. Si arriva poi all’Autoritratto di Montorsoli, del 1892: il pittore si presenta con barbetta e baffi a punta e la cravatta un po’ in disordine. Lo sguardo è accigliato e le labbra serrate. In un autoritratto successivo lo vediamo più stempiato, col sopracciglio sinistro inarcato e forse un principio di sorriso ironico. Ma era davvero così bello ed elegante? Viene da domandarselo guardando la mordace caricatura di François Marie Martinez Picabia. L’autore ne denuncia implacabile il doppio mento sporgente, raffigurandolo mentre passeggia au bois con l’ombrello come bastone. Davvero mirabile il dipinto La lettura a letto, anche se esposto troppo in alto e con una cattiva illuminazione che compromette la perfetta visione della scena molto maliziosa.
Ne Gli amanti lui avvinghia lei, dal volto ravvivato soltanto dal rosso delle labbra e delle guance; per il resto la tela è tutta un miscuglio di nero e grigio. Lo sguardo diabolico pare suggerire l’equazione femminino uguale demoniaco. Merita invece una posizione d’onore il bel ritratto della principessa Eulalia di Spagna, realizzato da Boldini nel 1898. A circa vent’anni dopo risale il ritratto di Lady Michelham, onusta di decorazioni e di un lunghissimo giro di perle, con un gran sorriso aperto. L’Europa è in guerra e a breve la rivoluzione bolscevica cambierà il destino del mondo, ma la dama pare non preoccuparsene. L’universo di Boldini rappresentato in mostra è popolato quasi esclusivamente da donne. Mancano i bambini (se ne individua uno solo, portato via di peso dalla madre dopo aver combinato qualche marachella mentre giocava col cerchio) e lo strillone è l’unico lavoratore non impegnato in attività intellettuali. Ci sono infatti il giornalista flaneur, il pianista di successo e i colleghi artisti.

Nell’ultima sala l’attenzione è calamitata dal quadro intitolato Giochi con il levriero. Una giovane in abito medievale con tanto di calzamaglia azzurra è sdraiata su una cassapanca, mentre il suo levriero è sopra di lei: pare una scena d’amore. I pannelli didattici sono ricchi di informazioni sull’opera e sulla vita del pittore. Il visitatore viene informato, tra l’altro, che alla fine Boldini viene ripagato con la stessa moneta: la giovane moglie Milli infatti lo cornifica con lo scultore Francesco La Monaca. “Questo non lo scrive?” mi domanda con una punta di malizia una custode…
Saul Stucchi
Boldini – Mon Amour
Fino al 30 dicembre 2008
Polo Espositivo Ex Terme Tamerici
Montecatini Terme (PT)
Orari: dal martedì alla domenica 10.00-20.00; chiuso il lunedì.
Biglietto: intero 9,50 €; ridotto 7,00 €
Informazioni: tel. 389.6870791
www.comunemontecatini.com
Didascalie:
- G. Boldini
Busto di giovane donna su fondo rosa
olio su tela, 1912 c., cm 50×38 - G. Boldini
Dopo il ballo
olio su tela, 1884 c., cm 14×24,1 - G. Boldini
L’amazzone con cagnolino al seguito
olio su tavola, 1883 c., cm 70×59 - G. Boldini
Giochi con il levriero
olio su tela, 1869 c., cm 34,5×53