
La felice commistione realizzatasi tra la cultura ellenistica, approda nei territori nord-occidentali dell’India (oggi terre divise tra Pakistan e Afghanistan) con Alessandro nel 326 a.C., e quella indiana e persiana fu l’humus che consentì il fiorire dell’arte Gandhara. Gli esiti scultorei di questo sorprendente quanto unico confronto culturale e religioso sono al centro della mostra Ritratti del Gandhara che la galleria Renzo Freschi – Oriental Art presenta dal 3 al 29 novembre 2008. Nei musei di arte asiatica l’arte del Gandhara costituisce un capitolo importante, particolarmente in Italia per le numerose missioni archeologiche che gli studiosi italiani hanno compiuto in quelle regioni; questa presenza, affiancata dall’attività del mercato antiquario specializzato, ha consentito alla scultura gandharica di lasciare l’esclusivo ambito degli spe per le numerodse cialisti per affascinare una fascia sempre più ampia di appassionati d’arte e non solo di quella orientale.
La mostra presentata nei locali di via Gesù 17 a Milano presenta in modo monografico in gruppo di 20 teste in stucco e terracotta dal III al VI secolo. La ricerca di Renzo Freschi si è concentrata, infatti, su un aspetto dell’arte Gandharica affrontato solo marginalmente fino ad oggi, in modo da evidenziare la grande varietà di tipologie, di stili e di soggetti. Le influenze ellenistiche, romane, indiane e iraniche diedero vita in questo vasto territorio che collegava l’Occidente all’estremo Oriente a un arte originale e unica che ha saputo fondere elementi formali lontani e diversi creando opere di straordinaria suggestione e bellezza. La perfezione dell’estetica ellenistica è il linguaggio formale dell’arte del Gandhara, mentre il messaggio della dottrina buddista ne è l’ispirazione e il contenuto. L’arte gandharica è un’arte sacra che dà forma al messaggio del Buddha – per la prima volta raffigurato con sembianze umane – con un linguaggio “didattico”, comprensibile a tutti e non solo agli iniziati, un linguaggio che esula dalla conoscenza della difficile rappresentazione simbologica. Queste differenti radici estetiche sono chiaramente visibili proprio nelle teste di questa mostra. In alcune la classica purezza del volto apollineo si fonde alla sublime spiritualità del Buddha, in altre la ricchezza delle acconciature e la purezza dei lineamenti sembra proporre una bellezza aristocratica. In altre ancora emerge una ricerca ritrattistica e i visi acquistano un’espressione ora forte ora dolce, talvolta appaiono sognanti talaltra severi. Gli artisti li hanno modellati non solo con precisione naturalistica ma anche con l’intento di enfatizzare il carattere intimo del personaggio raffigurato.
Con le mostre del ’94 e del 2000 questa è la terza volta che l’antiquario milanese, noto nel panorama internazionale per la sua attenta e rigorosa ricerca, affronta il tema quanto mai affascinante dell’arte gandharica. Per dare un quadro il più possibile complessivo di quest’arte e gustarne i differenti aspetti a fianco della “collezione di teste” sarà esposto un gruppo, inedito, di sculture in pietra e stucco. Nel sito della Galleria, e messo a disposizione dei visitatori in forma cartacea, sarà pubblicato uno studio sui “volti gandharici” della dottoressa Cinzia Pieruccini, docente di Storia dell’Arte Indiana presso l’Istituto di Indologia dell’Università Statale di Milano.
Ritratti del Gandhara
Dal classicismo all’espressionismo
3 – 28 novembre 2008
Renzo Freschi – Oriental Art
via Gesù 17
Milano
tel. 02.794574
www.renzofreschi.com
Orari: da martedì a sabato 10.00-13.00; 15.00-19.00; lunedì 15.00-19.00
Didascalie:
Testa di Buddha
III-IV secolo d.C.
Stucco policromo
H. 37 cm
Testa del Bodhisattva Maitreya
IV secolo d.C.
Terra cruda policroma
H. 28 cm
Testa coronata
V-VI secolo d.C.
India, Kashmir
Terracotta – H. 16 cm