Si conclude la lettura a tappe della “Guerra giudaica” di Flavio Giuseppe, raccontata in 100 tweet. In questa terza parte lo storico ebreo (traditore della patria per i detrattori, politico accorto e consapevole dell’inevitabile sconfitta per i difensori) rievoca l’assedio e la conquista di Gerusalemme da parte delle legioni di Tito, con la conseguente distruzione del Tempio. Ampio spazio Giuseppe riserva alla tragica fine dei Sicari assediati da Flavio Silva nella fortezza di Masada.
Ricordiamo che il testo che abbiamo utilizzato come riferimento è l’edizione della Fondazione Lorenzo Valla (Mondadori) a cura di Giovanni Vitucci, pubblicata in due volumi nel 1974.
L’assedio di Gerusalemme
- p. 66: descrizione delle mura e delle numerose torri a protezione di Gerusalemme, a cui segue la descrizione del Tempio
- p. 67: descrizione del santuario, delle vesti del sommo sacerdote e della fortezza Antonia che sovrasta e domina il Tempio
- p. 68: le fazioni di Simone e Giovanni si uniscono contro i Romani, mentre Tito fa montare le macchine da guerra per l’assedio
- p. 69: in 15 giorni i Romani superano e abbattono il primo muro. Dopo altri 5 giorni conquistano il secondo, ma non l’abbattono
- p. 70: scenografica distribuzione della paga ai legionari davanti alle mura per atterrire gli assediati, a cui parla Giuseppe
- p. 71: si conclude il lungo discorso di Giuseppe agli assediati perché desistano dal proposito di resistere a oltranza. Invano
- p. 72: gli assediati in Gerusalemme soffrono la fame. Arriva Antioco Epifane con i suoi “Macedoni”: tante parole, pochi fatti
- p. 73: nel consiglio di guerra vengono avanzate varie proposte. Tito ordina la costruzione di un vallo attorno a Gerusalemme
- p. 74: Giuseppe è colpito alla testa da una pietra. Siri e Arabi sventrano i disertori alla ricerca di monete d’oro ingurgitate
- p. 75: il libro VI si apre sull’esortazione di Tito ai legionari di scalare la fortezza Antonia, a costo della vita. La loro
- p. 76: imprese eroiche ma sfortunate di alcuni legionari, come il siro Sabino e il bitinio Giuliano. Nuovo appello di Giuseppe
La distruzione del Tempio
- p. 77: appello, inascoltato, di Tito agli assediati. Alcuni notabili riescono a fuggire. Inizia la battaglia davanti al Tempio
- p. 78: il mingherlino Gionata sfida i Romani. Si fa avanti il cavaliere Pudente: imprudente! Perde l’equilibrio e viene ucciso
- p. 79: episodio di Maria la cannibale che uccide, cuoce e mangia il proprio figlio, suscitando orrore tra compatrioti e Romani
- p. 80: il Tempio viene distrutto dalle fiamme “contro il volere” di Tito, nello stesso giorno della distruzione babilonese
- p. 81: panoramica dei prodigi che annunciarono, a chi sapesse rettamente interpretarli, la caduta di Gerusalemme e del Tempio
- p. 82: sorte degli assediati tra morti, prigionieri, graziati e fuggiti. Ma prosegue la battaglia contro gli ultimi resistenti
- p. 83: Giuseppe fornisce cifre iperboliche circa le vittime dell’assedio: un milione e centomila morti e 97 mila prigionieri
- p. 84: il libro 7 si apre sui riconoscimenti di Tito ai legionari che maggiormente si sono distinti nell’assedio di Gerusalemme
- p. 85: il caporibelle Giovanni non inganna i Romani vestito da “fantasma” e finisce in ceppi. Pogrom antigiudaici ad Antiochia
L’assedio di Masada
- p. 86: rivolta dei Germani e invasione dei Sarmati. Tito conferma i diritti dei Giudei contro le richieste degli Antiocheni
- p. 87: Vespasiano e Tito (con Domiziano) celebrano a Roma il trionfo sui Giudei. Simone ben Giora è giustiziano in carcere
- p. 88: Lucilio Basso conquista la fortezza di Erodion e assedia Macherunte, ottendone la capitolazione con uno stratagemma
- p. 89: Giuseppe cerca di presentare sotto buona luce la liquidazione da parte dei Romani della dinastia regnante in Commagene
- p. 90: descrizione di Masada: difese naturali e artificiali, reggia di Erode. Flavio Silva predispone l’assedio alla fortezza
- p. 91: Eleazar, il capo dei sicari assediati di Masada, cerca di convincerli al suicidio. Ma il suo primo discorso fallisce
- p. 92: il secondo discorso di Eleazar infiamma gli assediati di Masada che si danno la morte per non arrendersi ai Romani
- p. 93: l’opera si chiude sulle false accuse contro Giuseppe e sulla brutta fine del governatore della pentapoli libica Catullo
Il testo russo antico
- p. 94: In appendice all’edizione di Vitucci è riportato il testo russo antico della Guerra Giudaica. Apertura sugli Asmonei
- p. 95: il testo russo antico del “Bellum Judaicum” prosegue con le vicende di Erode, in particolare i suoi problemi dinastici
- p. 96: una terribile malattia consuma il re Erode, come punizione per aver “insozzato il regno con spargimenti di sangue”
- p. 97: nel II libro si raccontano le profezie di Giovanni il Battista contro Erode che irritato lo fa richiudere in prigione
- p. 98: i dottori della Legge pagano 30 talenti a Pilato perché consegni loro “quel taumaturgo” (Gesù) che fanno crocifiggere
- p. 99: a Jotapata “Giuseppe contò i numeri con astuzia e in tal modo trasse in inganno tutti”. Non si salvò dunque per caso!
- p. 100: il testo russo antico del “Bellum Judaicum” si chiude su Simone che esce dal nascondiglio vestito di porpora. Fine
A cura di Saul Stucchi
Didascalie:
- Francesco Hayez
La distruzione del Tempio di Gerusalemme (da Wikipedia) - Una veduta di Masada (da Wikipedia)