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Voi siete qui: Europa » A Porto con Marco Grassano, tra telequiz e tinto do Douro

4 Gennaio 2018

A Porto con Marco Grassano, tra telequiz e tinto do Douro

Dodicesima puntata del reportage di Marco Grassano su Porto: la giornata si conclude con la cena e un po’ di TV.

Rua de Fernandes Tomás: più alta di un piano – rapportandosi alla facciata del Mercato – rispetto alla parallela Rua Formosa. Abitazioni multicolori della vecchia borghesia mercantile, che fanno pensare ad Amsterdam. La “nostra” uscita della metropolitana. La chiesetta azzurra, sulla quale ieri non ci siamo soffermati: la guida ci informa trattarsi della Cappella delle Anime. Le piastrelle alle pareti raffigurano scene cultuali. Appena sotto la cimasa, l’iscrizione S. Francisco d’Assis.

Il Mercado do Bolhão sull'angolo fra Rua Formosa e Rua Aleixandre Braga a PortoIl carattere commerciale della via permane, seppure assumendo spesso forme nuove o nuovissime. Sulla destra, una lunga serie di esercizi assortiti, inclusi gli ormai famigerati Compramos ouro. [codice-adsense-float]A sinistra, un grandioso Centro tutto superfici vetrate (Porto Gran Plaza); negozi; l’Hotel S. José (il cui monogramma ricorda nella grafica, a lettere invertite, quello della Fondazione José Saramago); un altro, colossale Centro (Medicisforma) in stile “incubo ad aria condizionata”; una scuola professionale (di moda e commercio) altrettanto titanica, moderna e – nelle sue linee da Lego inconcluso, o da cubo di Rubik scomposto – brutta.

Dietro la cancellata sulla destra, il parco rasserenante di un palazzotto ottocentesco, quasi inglese, la cui facciata sobria e signorile ci appare svoltando in Rua D. João IV. Tutta la prima parte di questa via mostra la medesima eleganza riservata; poi riappare il kitsch – in alcuni punti anche scrostato – degli anni Settanta, che si ripete in diverse costruzioni.

Proseguendo, arriviamo alla fine di Rua S. Ildefonso (la numerazione civica esordisce dalla chiesa). Edifici di altezze, colori e stili incostanti. Selciato di sampietrini rettangolari a lisca di pesce, ma non sconnessi. A sinistra, auto parcheggiate per l’intero tratto, fino agli alberelli, alla fontana e allo spiazzo, pieno di tavolini, di Praça Poveiros. Rieccoci a casa.

Mentre aspetto di potermi fare la doccia, accendo la TV. Aqui Portugal è ancora in onda. I tre conduttori (due donne e un uomo: ma tra tutti, mi sembra non ne facciano uno…) stanno assillando i telespettatori affinché chiamino il numero in sovrimpressione, se vogliono vincere subito mille euro, ma anche per partecipare al sorteggio di altri diecimila, previsto per il prossimo sabato, e, in più, all’estrazione finale di una Fiat 500 nonché di un soggiorno gratuito in una struttura alberghiera nazionale. Un campionario di banalità: “Provate a immaginarvelo… Trascorrere una settimana in una delle nostre incantevoli località turistiche, con in tasca una carta di credito da 10.000 euro e guidando la vostra bella 500 nuova…”. Più si telefona, più si ha la possibilità di vincere. Le chiamate dei premiati odierni vengono trasmesse in diretta. Altre banalità snocciolate senza ritegno: “Cosa pensa di fare con questi soldi?” Saranno pure cavoli suoi!

Dopo i titoli di coda, le pubblicità della manifestazione Caixa Alfama (due giornate di fado a Lisbona) e del concerto portoghese di Ludovico Einaudi. Gli altri spot sono identici a quelli che si vedono da noi: Car Glass, Tena Lady discreet, persino Prostamol. Credo siano tutti la traduzione, nel rispettivo idioma, di originali statunitensi. Inizia il telegiornale, condotto dal sempre brillante José Rodrigues dos Santos (che è anche autore di svariati best sellers pieni di avventure storiche e di appassionanti colpi di scena, sul modello di Dan Brown). Notizie di siccità, di incendi, di impegni per la prossima Finanziaria, battibecchi di politici.

Scendiamo per la cena. Esaminiamo un po’ di locali e – dove ci sono – di menù esposti. Non ci tentano, nella piazza, i tavolini esterni, rumorosi di turisti stranieri. Neppure ci interessa l’insegna tricolore “Ristorante Pizzeria S. Martino”.

Ma ecco che, a pochi metri, vediamo una matura coppia di portoghesi infilarsi nella Confeitaria Snack Bar Poveiros. Anche se la grafica della scritta sull’ingresso mi ricorda piuttosto quella di una banca, entriamo e ci sediamo, di fianco alla coppia portoghese. I tavolini sono semplici, tipo bar, coperti da tovagliette di carta. L’intero locale è senza pretese, ma di recente sistemazione, ordinato e pulito. Sulla parete al nostro fianco, una gigantografia, in bianco e nero, della città vista dal fiume.

Studiamo la ementa plastificata che ci porge il garbato cameriere e ordiniamo: zuppa di verdure per entrambi, filetti di nasello con contorno di riso per me, una ricca insalatona vegetariana per mia figlia, mousse di cioccolato come dolce. Al posto del mezzo litro di minerale, mi concedo un bicchiere di vino: un tinto do Douro, corposo, piacevole al palato e confortante per l’animo. Il cibo è buono e sano. I tavoli, a poco a poco, si occupano tutti, l’ambiente si fa chiassoso, nessuno bada alle immagini del grande schermo televisivo appeso in alto. Con calma, terminiamo e ci alziamo. Il conto è, ancora una volta, onestissimo: 22,30 euro.

Tiriamo dritto in Rua Passos Manuel. Negozi di oreficeria. L’altro ingresso del Café Santiago. Ristoranti e pensioni. Vetrine varie. Sulla destra, l’imponente Coliseu do Porto, sala per spettacoli e concerti apparentata al Coliseu de recreios di Lisbona. Giusto di fronte, un massiccio Garagem a silo: architettura vagamente art nouveau, stazione di servizio al piano terra. Altri esercizi e locali. L’enorme orologeria Marcolino, che ci fa sorridere. Svoltiamo nell’ultimo tratto di Rua de Santa Catarina: per lo più vetrine di abbigliamento e affini. La Livraria latina. La chiesa di S. Ildefonso. Rientriamo.

Non dormiamo subito. Faccio un giro, col telecomando, sui vari canali. Il telequiz Brainstorm, i cui concorrenti devono dimostrare più acume o intuizione che non cultura (in questo momento, è in gara un certo Luís Oliveira). I cartoni animati di Lucky Luke, doppiati. Un film americano, in lingua originale coi sottotitoli. Telenovelas portoghesi. Su RTP Memória, il veterano Júlio Isidro (lui e Carlos Cruz corrispondono un po’ ai nostri Pippo Baudo e Mike Bongiorno) intervista, nel programma Traz p’ra frente, un’attrice ancora giovane, mostrando spezzoni di film e sceneggiati ai quali lei ha preso parte.

Nella notte, oltre alle strida aspre e vorticanti dei gabbiani, ci pervengono, fino all’alba, folate di musica e schiamazzi ebbri.

Dodicesima parte – Segue.
Marco Grassano
Foto di M. Ester Grassano

Didascalia:

  • Il Mercado do Bolhão sull’angolo fra Rua Formosa e Rua Aleixandre Braga

Archivio:

      • Prima parte del reportage su Porto
      • Seconda parte del reportage su Porto
      • Terza parte del reportage su Porto
      • Quarta parte del reportage su Porto
      • Quinta parte del reportage su Porto
      • Sesta parte del reportage su Porto
      • Settima parte del reportage su Porto
      • Ottava parte del reportage su Porto
      • Nona parte del reportage su Porto
      • Decima parte del reportage su Porto
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