Il Piccolo Teatro Grassi di Milano propone in cartellone fino a venerdì 3 aprile – in prima assoluta – lo spettacolo Variazioni sul modello di Kraepelin, scritto e diretto da Davide Carnevali (per un’introduzione rimando alla presentazione tenuta al Chiostro Nina Vinchi lunedì 16 aprile).
Io l’ho visto ieri sera, subito dopo aver partecipato a un incontro alla Biblioteca Ostinata, dove Guido Lorenzetti, vicepresidente dell’ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati) ha parlato del suo libro Altri Siciliani testimoni di libertà. Altre storie di deportati nei lager nazisti in dialogo con il giornalista del Corriere della Sera Roberto Iasoni.

L’accostamento tra i due eventi è tutt’altro che casuale: Variazioni sul modello di Kraepelin infatti, non è uno spettacolo sul morbo di Alzheimer – termine peraltro mai menzionato – quanto piuttosto sulla perdita di memoria storica, proprio quello che sperimenta Lorenzetti nei suoi numerosi incontri in giro per l’Italia, in particolare nelle scuole in occasione del Giorno della Memoria.
Il protagonista, interpretato da Fabrizio Bentivoglio, è un anziano colpito da demenza degenerativa. Viene accudito da un figlio – Simone Tangolo, che ho recentemente apprezzato in Sonata a Kreutzer di Milano Classica – che si barcamena come può, impegnato in un duplice dialogo frustrante e surreale. Da una parte, infatti, cerca di parlare con il genitore come se questi potesse ancora recepire le sue parole e rispondere in modo logico e sensato. Dall’altra mantiene una comunicazione con una figura femminile strana e ambigua, interpretata da Camilla Semino Favro. Non ne svelerò l’identità e il ruolo, limitandomi a rimandare al libretto di sala, scaricabile dal sito del teatro.
Così come l’interlocuzione è accidentata, altrettanto destabilizzante è il continuo salto temporale da una scena all’altra. Sulla parete di fondo campeggia un orologio impazzito che segue sue regole proprie, spostando all’indietro le lancette, bloccandosi in un breve scatto ripetuto, correndo a un ritmo forsennato.

Le coordinate temporali sono saltate, proprio come i punti di riferimento. Ma questo vale per il protagonista quanto per noi seduti in platea: è questo il messaggio dell’autore. Con buona pace di Hobsbawm il secolo Ventesimo è stato tutt’altro che breve e la Seconda guerra mondiale non è ancora finita. Ha cambiato solo nome, ma continua a tenerci impegnati, a minacciare le nostre vite, a mettere in crisi la nostra psiche.
I tre interpreti sono bravi a recitare i rispettivi ruoli, ciascuno caratterizzato da un profilo sfumato che amplifica in un gioco di mise en abyme – accentuata dai video di Riccardo Frati e dalla musica di carillon e dalla sigla dell’Intervallo RAI – la sensazione di straniamento tra padre e figlio (interessante e toccante il ribaltamento di ruoli nella scena iniziale), in qualche modo metafora di quello tra individuo e società.
E poi ci sono un sacco di conigli, ma lascio a voi di scoprire il loro ruolo.
Saul Stucchi
Foto di Masiar Pasquali
Variazioni sul modello di Kraepelin
testo e regia Davide Carnevaliscene Paolo Di Benedetto
costumi Gianluca Sbicca
luci Manuel Frenda
musiche Gianluca Misiti
video Riccardo Frati
regista assistente Virginia Landi
assistente costumista Marta Solari
con Fabrizio Bentivoglio, Camilla Semino Favro, Simone Tangolo
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Informazioni sullo spettacolo
Dove
Piccolo Teatro GrassiVia Rovello 2, Milano
Quando
Dal 18 marzo al 3 aprile 2026Orari e prezzi
Orari: martedì, giovedì e sabato 19.30mercoledì e venerdì 20.30
domenica 16.00
lunedì riposo
Biglietti: intero platea 40 €; intero balconata 32 €