Dorrit è una scrittrice single con problemi economici, e vive in una casa malmessa. Il giorno del suo cinquantesimo compleanno viene portata presso l’Unità della Banca di riserva, così inizia L’Unità della svedese Ninni Holmqvist (traduzione di Margherita Podestà Heir per Fazi editore, 2024).
Nella società in cui vive Dorrit un single senza figli o genitori anziani da accudire viene considerato tra i ‘dispensabili’, così le donne al raggiungimento del cinquantesimo anno d’età e gli uomini al loro sessantesimo compleanno vengono condotti nelle Unità, luoghi dotati di visite mediche gratuite, eventi culturali, un teatro, un cinema, una galleria d’arte, una biblioteca, una caffetteria, un ristorante, centri sportivi.
Le Unità della banca di riserva del materiale biologico – questo il loro nome completo – sono il risultato di un normale processo democratico. Un referendum, proposto da un piccolo partito ultraconservatore, ha deciso l’istituzione delle Unità e anche chi deve essere portato a viverci si presenta in autonomia senza che il governo utilizzi metodi coercitivi.

A essere esonerate sono le persone che hanno raggiunto un alto livello in una specifica attività o disciplina: gli sportivi olimpionici, per esempio, i medici o gli insegnanti. La maggior parte delle persone presenti nella struttura sono intellettuali. Questo perché l’arte per produrre capitale ha bisogno di anni se non secoli.
Così Dorrit, che oltre a esser single e sola è una scrittrice, viene inserita nel sistema, sa che il suo destino, presto o tardi, sarà quello di sottoporsi alla donazione finale, l’ultimo trapianto di organi per aiutare un utile del mondo esterno.
Il romanzo è narrato dal punto di vista della donna. La sua vita scorre serena: scrive il suo libro nel suo appartamento senza finestre, anche se continuamente controllata da telecamere; ha dei legami di amicizia con varie persone; ripensa al passato.
Dorrit accetta il suo destino, fino a quando non incontra un uomo di sessant’anni, Johannes. Di cui si innamora. Le cose sembrano prendere una piega diversa quando Dorrit scopre di portare in grembo un figlio. Questo la porta a dubitare del sistema in cui si trova. Anche perché le cose per Dorrit non cambiano, il suo destino è comunque segnato. Anzi, l’essere rimasta incinta viene visto come un grave atto contro il Governo.
Holmqvist presenta un romanzo ricco di intelligenza e ben costruito. L’Unità è una storia agghiacciante perché le persone come Dorrit, che si è sono sempre sentite giudicate perché single e senza figli, finiscono per pensare che l’Unità sia il luogo in cui possono «essere se stessi, a tutti i livelli, completamente, senza essere espulsi. E avere una vita dignitosa». Senza rendersi conto di essere in un vero e proprio carcere.
La forza del romanzo non sta solo nel divario tra la superficie paradossalmente luminosa e l’abisso che si nasconde sotto. Ma dovrebbe far riflettere sul motivo per cui gli esseri umani finiscono per accettare, passivamente e per pura convenienza, situazioni a cui si dovrebbero invece ribellare.
Claudio Cherin
Ninni Holmqvist
L’Unità
Traduzione di Margherita Podestà Heir
Fazi
Collana Le strade
2024, 276 pagine
18,50 €