Fino a domenica 13 febbraio nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti di Milano andrà in scena lo spettacolo “Troiane” che Angela Demattè ha tradotto e adattato dalla tragedia di Euripide. Ne firma la regia Andrea Chiodi per una produzione del Centro Teatrale Bresciano.
Lo spettatore ne esce un poco spiazzato, ma probabilmente meno che alla prima rappresentazione, avvenuta nel 415 a.C. durante il festival delle Grandi Dionisie ad Atene. Rievoca quello choc la scrittrice Irene Vallejo nel suo libro “Papyrus. L’infinito in un giunco”, pubblicato in Italia da Bompiani:
La netta maggioranza degli ateniesi che attendeva sulle gradinate l’inizio dello spettacolo mangiando pane, formaggio e olive era così orgogliosa delle gesta di Achille, a Troia, come lo eravamo noi dopo aver sconfitto il nazismo nella seconda guerra mondiale. Se però si aspettavano uno Spielberg attico, che li lodasse per essersi schierati dalla parte giusta della storia come in Schindler’s List, la delusione che avranno provato sarà stata colossale”.

Duemila e quattrocento anni dopo noi spettatori non siamo in guerra e non siamo coinvolti in questa sorta di chiamata in correità gridata dal poeta. Ma a ben vedere è così?
Ilio oggi
Già qualche dubbio ce lo mettono le scene di Matteo Patrucco e i costumi di Ilaria Ariemme: siamo al giorno d’oggi, non nell’antichità (ma già Euripide parlava della guerra di Troia per far riflettere su quella “del Peloponneso” che allora divideva il mondo greco). In lontananza si odono esplosioni e un cavallo a dondolo è l’unica allusione a “quella” caduta di Ilio.

Lo spiazzamento dello spettatore – perlomeno di quello che scrive queste righe – viene dall’accostamento di due approcci distinti. Dico “accostamento” perché non vi è tra di essi perfetta simbiosi, tale da nascondere la sutura. Su un corpo principale di impronta “classica” viene innestata una protesi “moderna”, anzi assolutamente contemporanea. Mi riferisco alla scelta di affidare la parte del coro a una videochiamata su piattaforma online – quelle a cui ci siamo abituati in questi due anni di pandemia – e di trasformare Elena, interpretata da Alessia Spinelli, in una influencer (YouTuber o TikToker, fate voi). Il risultato sa, appunto, di giustapposizione forzata.
Vittime innocenti
Intatto e ancora penetrante rimane il grido di dolore delle sconfitte. La Ecuba di Elisabetta Pozzi, l’Andromaca di Francesca Porrini e la Cassandra di Federica Fracassi danno voce e corpo alla disperazione delle donne: madri, figlie e sorelle. In particolare ho apprezzato il monologo profetico di Cassandra Fracassi.
Insieme a loro, unica presenza maschile in un universo femminile, c’è Graziano Piazza nei panni – e nei gesti compassati – di Taltibio. Freddo e cinico quando svela il destino delle prigioniere, seduto a quello che sembra il tavolino di un bar, si scioglie poi nel comunicare la notizia più tragica di tutte. Quella scena mi ha fatto pensare alle pagine de “I fratelli Karamazov” in cui Ivan mette in dubbio l’esistenza di Dio proprio basandosi sulla sofferenza dei bambini, vittime innocenti del male.
Euripide – anche in questa ripresa che mescola classico e contemporaneo – ci invita a riflettere sull’inutilità della guerra. Troia cade ogni giorno, davvero per niente.
Saul Stucchi
Foto di Masiar Pasquali
Doppia D’Abbraccio
Sarà in cartellone da mercoledì 16 a domenica 27 febbraio “Un tram che si chiama desiderio” di Tennessee Williams, con regia e scena firmate da Pier Luigi Pizzi. Sul palcoscenico Mariangela D’Abbraccio e Daniele Pecci, con Giorgia Salari, Eros Pascale, Erika Puddu, Giorgio Sales e Massimo Odierna.

Lunedì 21 febbraio Mariangela D’Abbraccio sarà protagonista dello spettacolo tratto dall’autobiografia di Giorgio Albertazzi “Un perdente di successo”, di cui cura anche l’adattamento.
Troiane
da Euripideadattamento e traduzione Angela Demattè
regia Andrea Chiodi
con Elisabetta Pozzi e con Graziano Piazza, Federica Fracassi, Francesca Porrini, Alessia Spinelli
scene Matteo Patrucco
costumi Ilaria Ariemme
luci Cesare Agoni
musiche Daniele D’Angelo
produzione Centro Teatrale Bresciano
Informazioni sullo spettacolo
Dove
Teatro Franco Parentivia Pier Lombardo 14, Milano
Quando
Dall’8 al 13 febbraio 2022Orari e prezzi
Orari: martedì 8 febbraio 20:00mercoledì 9 febbraio 19:45
giovedì 10 febbraio 21:00
venerdì 11 febbraio 19:45
sabato 12 febbraio 16:00
sabato 12 febbraio 19:45
domenica 13 febbraio 16:15
Durata: 1 ora e 40 minuti
Biglietti: I settore intero 38 €
II settore intero 30 €; ridotti 18/21 €
III settore intero 21 €; ridotti 18 / 21 €
Tutti i prezzi sono da intendersi più prevendita