• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Biblioteca » “Trilogia triestina. Svevo, Joyce, Saba” di Mauro Covacich

24 Gennaio 2026

“Trilogia triestina. Svevo, Joyce, Saba” di Mauro Covacich

Trilogia triestina, si intitola così la raccolta di tre monologhi teatrali scritti e recitati dallo stesso Mauro Covacich nel Teatro Rossetti di Trieste (e, poi, in vari teatri italiani) da poco pubblicata da La nave di Teseo. Tre monologhi, si diceva, che sono un viaggio non solo attraverso tre diversi autori, ma anche nella Trieste letteraria.

Covacich scrive di Svevo, Joyce e Saba. Scrittori considerati dai contemporanei outsider, geniali, visionari e rivolti alla sperimentazione. O legati a un classicismo esasperato. Li sceglie perché rappresentativi di un mondo, quello della letteratura triestina, che apparentemente è appartato e provinciale, ma che ha attirato l’attenzione di molti scrittori e critici. Fra tutti Eugenio Montale e il fantomatico e zen Bobi Bazlen, fondatore insieme ad altri intellettuali della casa editrice Adelphi.

Il motivo per cui li sceglie è dovuto al fatto che con loro, nel tempo, Covacich ha costruito un legame. Un legame profondo che solo uno scrittore può costruire. Sono gli scrittori sui quali Covacich si è formato e sui quali ha elaborato le sue scelte di autore.

Svevo è stato lo scrittore la cui ombra non ha permesso a Covacich di scrivere. Fino a che quest’ultimo non ha trovato le proprie parole e le proprie storie. Joyce è l’autore che gli ha permesso di riflettere sulla lingua e sul valore che questa dà alle cose. Di Svevo dice Covacich: è «il mostro sacro che mi aveva sempre dato filo da torcere, sia dal punto di vista letterario che personale, un uomo il cui genio aveva avuto un effetto così inibente sulla mia vocazione di scrittore da mettermi in fuga dalla città in cui ero nato e cresciuto».

Di Joyce Covacich scrive, addirittura, un glossario del corpo, essendo Joyce uno scrittore che canta in diversi modi la bellezza del corpo. E del corpo (e del sesso) fa più volte menzione nell’Ulisse, uno dei capolavori della letteratura europea, il cui primo capitolo fu scritto proprio a Trieste.

Covacich cita strade, luoghi, ma anche aneddoti che mostrano spesso un’umanità che leggendo i testi di Svevo o di Saba non si percepiscono. Svevo, si viene così a sapere, era un uomo altezzoso e arrogante. Uomo ricco che, per vent’anni, non scrive nulla perché i romanzi da lui scritti non hanno trovato il consenso che si aspettava. Saba era un uomo incline alla depressione e alla nevrosi. Joyce un uomo estremamente ironico e interessato alla vita delle classi umili.

Per motivi diversi i tre scrittori non vengono considerati dai propri contemporanei. Saba, che molto ha fatto per essere amato dagli italiani, finisce per essere da loro trascurato. Nonostante l’apprezzamento di Eugenio Montale, futuro premio Nobel, e di Giuseppe Ungaretti che permise a Saba di ottenere dall’Università La Sapienza di Roma la laurea honoris causa.

Joyce scrive un capolavoro che molti citano, ma pochi hanno veramente letto. L’Ulisse è un romanzo-mondo che descrive i pensieri di tre personaggi nella Dublino dei primi del Novecento. A lui il merito di aver descritto il passaggio da un pensiero all’altro dall’esterno, senza raccontare il come questo avvenga. Cosa che ha reso a molti questo testo ostico e troppo oscuro. Senza saper comprenderne il valore e l’originalità.

Svevo riceve una considerazione letteraria a soli tre anni dalla morte.

Trieste è un’Italia strana. Un’eccezione. Il luogo in cui mondo tedesco, quello slavo e quello italiano si incontrano. Poi c’è la sua dolorosa storia: la Prima guerra mondiale, la marginalità a cui è stata relegata dopo l’annessione. Ma anche il punto dal quale spira un’aria di rinnovamento. Da qui giungeranno la psicanalisi freudiana, attraverso gli scritti di Weiss ed Ernesto, il primo romanzo queer della letteratura scritto da un Umberto Saba, ormai vicino alla morte.

Trieste è lo sfondo, che favorisce l’incontro di James Joyce e Italo Svevo. Senza di Joyce, Svevo forse non avrebbe scritto La coscienza di Zeno. Il romanzo in cui la psicanalisi è molto presente, ma ironicamente demolita dallo stesso autore e da Zeno. Romanzo che permetterà agli scrittori italiani di scoprire e di far entrare nelle loro opere la psicanalisi.

Il terzo monologo è dedicato, come detto, a Umberto Saba, quello che ha dedicato a Trieste molte poesie del suo Canzoniere. Trieste si trova nelle sue poesie, ma anche nella sua prosa: tra i suoi Ricordi-Racconti.

Sarà, invece, il dialetto triestino a trovare enorme spazio in Ernesto e a diventare la voce dell’amore. Il romanzo, scritto in italiano, lascia spazio al dialetto, che diventa l’unica lingua ‘veritiera’ capace di svelare a Ernesto, il giovane protagonista, la natura del suo amore.

Claudio Cherin

Mauro Covacich
Trilogia triestina
Svevo, Joyce, Saba

La nave di Teseo
Collana I delfini
2025, 112 pagine
13 €

Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Biblioteca

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Recensione di “Desiderare Bowie” di Massimo Palma
  • Da Nutrimenti “Ingrata” di Annalisa De Simone
  • “Vita e destino” di Vasilij Grossman per il Giorno della Memoria
  • “Trilogia triestina. Svevo, Joyce, Saba” di Mauro Covacich
  • “L’uso della foto” di Annie Ernaux e Marc Marie

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi