• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
  • Luoghi
    • Italia
    • Europa
    • Mondo
    • A letto con ALIBI
  • Mostre
    • Arte
    • Fotografia
    • Storia
  • Spettacoli
    • Teatro & Cinema
    • Musica & Danza
  • Biblioteca
  • Interviste
  • Egitti

Alibi Online

Voi siete qui: Teatro & Cinema » Luigi D’Elia ci porta nella giungla con Tarzan

26 Settembre 2022

Luigi D’Elia ci porta nella giungla con Tarzan

Benvenuti nella giungla. Fuori di metafora, letteralmente: Luigi D’Elia sabato pomeriggio ha preso per mano noi spettatori per accompagnarci in un viaggio nel cuore della foresta pluviale del Congo con il suo (e di Francesco Niccolini, con cui condivide anche la regia) spettacolo “Tarzan ragazzo selvaggio”, molto liberamente ispirato al celebre libro Tarzan of the Apes di Edgar Rice Burroughs (1912).

Luigi D'Elia in "Tarzan ragazzo selvaggio". Foto di Eliana Manca

Il monologo era parte del programma del Festival della Biodiversità che si è tenuto al Parco Nord Milano. Nel presentarlo il dirigente del parco Tomaso Colombo ha colto l’occasione per sottolineare l’importanza di trasformare il nostro modo di rapportarci con la natura. A cominciare dalla pioggia che aveva costretto gli organizzatori a spostare lo spettacolo sotto il porticato della cascina. Un piccolo disagio per noi ma preziosa acqua per la natura che ci circonda e che dobbiamo vivere e frequentare anche con il brutto tempo.

E poi via nella giungla! “In principio era il mare. Poi fu la terra. Poi un uccello solo…”. Basta un minuto a D’Elia per irretire gli spettatori. Lo spazio scenico che ha ideato con Deni Bianco è un semplice quadrato di legno nero, disposto in forte pendenza. Luigi lo occupa, lo domina, lo percorre avanti e indietro in equilibrio, imitando gesti e versi delle scimmie e degli uomini che popolano la storia. Parola e gestualità: si potrebbe dire “è tutto qui”, ma solo se con l’espressione si abbraccia tutta la ricchezza dello spettacolo, un dono per gli spettatori.

Luigi D'Elia in "Tarzan ragazzo selvaggio". Foto di Eliana Manca

La storia di Tarzan, almeno a grandi linee, la conosciamo tutti. Ma assistendo a “Tarzan ragazzo selvaggio” ci si ritrova a interrogarsi su alcuni temi che emergono al di là della “semplice” trama. Magari grazie a una veloce considerazione su quanto abbiano in comune uomini e animali riguardo a libertà e felicità.

Con mani, braccia, gambe e piedi D’Elia ricrea tutto un mondo. È la giovane mamma scimmia che ha perso il suo cucciolo e lo sostituisce con quello d’uomo, rimasto orfano. È il piccolo Tarzan che cresce, più agile e più fragile dei suoi compagni primati. È il capo branco vigoroso e violento con cui Tarzan dovrà lottare e misurarsi.

Centrale è il tema dell’identità. Tarzan comincia a porsi la domanda quando per la prima volta si vede riflesso nelle acque di un lago di montagna. Specchiandosi si conosce e insieme può notare le differenze con la scimmia coetanea che l’accompagna nell’avventura. Il processo di autodefinizione avviene sul campo. Scuola è la giungla. È tuffandosi nel lago e nuotando che il ragazzo selvaggio sfugge alla tigre che invece non sa nuotare. E poi la scoperta del coltello, strumento di civiltà e insieme di morte con cui salva la madre scimmia.

“Chi sono?” si domanda Tarzan in una crisi di identità che – questa sì – è una potente metafora per tutti noi. “Chi sei tu?”, gli chiederà il marinaio quando verrà salvato da questo misterioso abitante della giungla. Animale? Uomo? Quanto ha in comune con le scimmie (e con l’amico elefante) e quanto con gli uomini del villaggio che uccidono gli animali da lontano, con frecce avvelenate? E quanto con gli abitanti della Londra caotica e inquinata di inizio Novecento? Con Jane, dall’irresistibile profumo che fa perdere la testa anche allo scimmione alfa? E con i di lei spasimanti?

Passare da una condizione all’altra, da una sfera all’altra causa inevitabilmente frustrazione e disorientamento. La rabbia che prova, Tarzan rischia di scaricarla in violenza ma una voce dentro di sé lo ferma prima che travalichi il limite: è la sua coscienza. Dovrebbe averne una ciascuno di noi uomini, ma è difficile convincersene.

Luigi D'Elia al Festival della Biodiversità di Milano con "Tarzan ragazzo selvaggio". Foto di Saul Stucchi
Luigi D’Elia al Parco Nord Milano. Foto di Saul Stucchi

Finito lo spettacolo, Luigi D’Elia si è meritato i calorosi applausi del pubblico e poi ha speso due parole per presentare il movimento mondiale per i popoli indigeni Survival International a cui lui destina una parte del suo cachet (informazioni sul sito: https://www.survival.it).

Là fuori, intanto, c’era la giungla ad aspettarmi in autostrada. E non ero più sicuro che si trattasse di una metafora.

Saul Stucchi
Foto di Eliana Manca

Tarzan ragazzo selvaggio

Uno spettacolo di Francesco Niccolini e Luigi D’Elia
liberamente ispirato a “Tarzan of the Apes” di Edgar Rice Burroughs
con Luigi D’Elia
regia di Francesco Niccolini e Luigi D’Elia
spazio scenico Deni Bianco e Luigi D’Elia
luci Paolo Mongelli
una coproduzione Teatri di Bari e INTI
con il sostegno di Giallo Mare Minimal Teatro Empoli
nell’ambito del progetto “Residenze” Art. 43 Mibact-Regione Toscanar

Informazioni sullo spettacolo

Dove

Festival della Biodiversità
Parco Nord Milano

Quando

Sabato 24 settembre 2022

Orari e prezzi

Orari: 15.00
Durata: 60 minuti
Biglietti: ingresso gratuito

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

www.luigidelia.it

Tweet
Share
0 Condivisioni

Archiviato in:Teatro & Cinema

Barra laterale primaria

Articoli recenti

  • Il giradischi dei ricordi all’incontrario va…
  • Alcune proposte musicali per il mese di marzo
  • Mostra fotografica di Simone Cozzi a Vedano al Lambro
  • Recensione di “Dalla montagna perduta” di Pierre Jourde
  • “Le cose”: un racconto di Giovanni Granatelli

Footer

INFORMAZIONI

  • Chi siamo
  • Contatti
  • Informativa privacy & Cookie

La rivista online

ALIBI Online è una rivista digitale di turismo culturale, diretta dal giornalista Saul Stucchi. Si occupa di mostre d'arte, storia e archeologia, di cinema e teatro, di libri di narrativa e di saggistica, di viaggi in Italia e in Europa (con particolare attenzione alle capitali come Parigi, Madrid e Londra). Propone approfondimenti sulla cultura e la società attraverso interviste a scrittori, giornalisti, artisti e curatori di esposizioni.

Copyright © 2026 · ALIBI Online - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Milano; reg. n° 213 8 maggio 2009
Direttore Responsabile Saul Stucchi