Fino a domenica 12 aprile il Teatro Franco Parenti di Milano propone per la sua Sala Grande lo spettacolo Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo di Fabrizia Ramondino, con la regia e le scene firmate da Mario Martone che si è avvalso della collaborazione di Ippolita di Majo.
I due, presenti ieri in sala, hanno ricevuto un affettuoso applauso del pubblico. La padrona di casa, Andrée Ruth Shammah, ha sottolineato il «calore milanese» nel breve discorso che ha tenuto prima dell’inizio, salutando il regista napoletano: «sei molto amato qui».

Poi si è aperto il sipario – rosso, con panneggi che ricordano i “tagli” di Fontana – a svelare il protagonista Lino Musella, già in scena, ma nascosto alla vista degli spettatori. Interpreta un compositore in crisi che espone e ribatte alle critiche di chi giudica la sua musica. In pantaloncini e canottiera (i costumi di Ortensia De Francesco si apprezzano soprattutto nel caso degli altri personaggi) si muove come un topolino da laboratorio nella sua abitazione che viene progressivamente spogliata degli arredi, a saldo dei debiti accumulati.
Non trova requie e vede compromessi i rapporti con i propri famigliari, a cominciare dalla madre, interpretata da Iaia Forte. È forse questo il personaggio meglio delineato nella scrittura e meglio recitato. Il dialogo tra i due sembra fatto più per ferire e parare i colpi che per comunicare. Il compositore confessa che vorrebbe essere orfano, riconoscendo però che se lo fosse, vorrebbe avere una madre. E intanto la perseguita con le sue astruse fisime, chiedendole per esempio che suono abbia emesso al momento di darlo alla luce.

Lei, al pari degli altri famigliari, viene equiparata e diventa – quasi subendo una metamorfosi ovidiana – uno strumento musicale. La madre è il violino, la moglie – Tania Garribba – è la viola, mentre la figlia (India Santella) è il violoncello. L’amico (Matteo De Luca) è il contrabbasso. Rimane poi Giorgio Pinto che interpreta l’uomo che si presenta a spogliare la casa.
A lui il compositore impartisce una lezione dal sapore gattopardiano o gattopardesco che dir si voglia: «Se volete imitare il mio stato, imparate l’arte di decadere!». Questo momento, insieme al monologo di Musella sulla punteggiatura, mi sono sembrati i punti più alti di uno spartito – per rimanere alla terminologia musicale – non completamente risolto. Ma proseguendo nella metafora, rischierei di invischiarmi in una di quelle critiche che il protagonista offre al pubblico perché si smontino da sole, tanto sono assurde.
Preferisco lasciare la parola al regista Martone:
A distanza di trent’anni dalla messa in scena di Terremoto con madre e figlia sono felice di portare all’attenzione degli spettatori un altro suo testo, Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo, che spero contribuisca a mettere in luce Fabrizia Ramondino come autrice della nostra contemporaneità. Le sue prose come il suo teatro esplorano coraggiosamente sentieri espressivi che oggi vengono praticati dagli autori e autrici più interessanti, credo che Fabrizia sia stata una precorritrice”.
Saul Stucchi
Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo
di Fabrizia Ramondinoregia e scene Mario Martone
con la collaborazione di Ippolita di Majo
con Lino Musella, Iaia Forte, Tania Garribba, Giorgio Pinto, India Santella, Matteo De Luca
costumi Ortensia De Francesco
luci Cesare Accetta
con i contributi di Ernesto Tatafiore (strumenti musicali), Pasquale Scialò (sinfonia degli attacchi), Anna Redi (tango)
produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
Informazioni sullo spettacolo
Dove
Teatro Franco ParentiVia Pier Lombardo 14, Milano
Quando
Dall’8 al 12 aprile 2026Orari e prezzi
Orari: giovedì 9 aprile 21:00venerdì 10 aprile 19:45
sabato 11 aprile 19:45
domenica 12 aprile 16:15
Durata: 1 ora e 10 minuti senza intervallo
Biglietti: Settore A intero 30 €
Settore B intero 22 €; ridotti 18/16 €
Settore C intero 18 €; ridotto 16 €
Tutti i prezzi non includono i diritti di prevendita