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Voi siete qui: Teatro & Cinema » Io, Moby Dick: Corrado d’Elia al Teatro Litta di Milano

7 Giugno 2017

Io, Moby Dick: Corrado d’Elia al Teatro Litta di Milano

locandina dello spettacolo "Io, Moby Dick" al Teatro Litta MTM di MilanoAl Teatro Litta di Milano è andata in scena lunedì sera, 5 giugno, la prima nazionale di “Io, Moby Dick” di e con Corrado d’Elia, spettacolo che rimarrà in cartellone fino al 17 giugno.

Liberamente ispirato al capolavoro di Herman Melville è il racconto di un duplice viaggio, quello in cerca del mostro marino e quello che contemporaneamente il protagonista compie dentro di sé, negli abissi dell’anima, tanto profondi quanto quelli degli oceani.

All’inizio, a sipario ancora calato, si ode il canto della balena. Sarà l’unica occasione in cui Moby Dick potrà dire la sua, emettendo un verso che alle nostre orecchie suona insieme minaccioso e melanconico. Per il resto dell’ora e mezza avrà diritto di parola soltanto l’uomo. Non esclusivamente il capitano Achab, sia chiaro.

D’Elia, infatti, nel prologo segna i confini, amplissimi e assai labili, eppure sempre in qualche modo soffocanti, entro cui si muove il protagonista della storia, che è l’Uomo: di volta in volta Faust, Prometeo, Ulisse e, appunto, Achab.

Quello che alla fine siamo, le nostre ossessioni…
Quello che alla fine siamo, teatro nel teatro…

Seduto al centro di una zattera di legno che per sineddoche rappresenta la baleniera Pequod, scalzo e di bianco vestito, d’Elia tesse la tela del racconto, cucendo una appresso all’altra le scene che la compongono. A fare da cornice a ciascuna è il moto del tema musicale (molto suggestivo) che ha l’andamento del ritmo dell’onda: sale e scende, per poi incresparsi di nuovo e di nuovo sgonfiarsi.

Corrado d'Elia al Teatro Litta di Milano al termine dello spettacolo "Io, Moby Dick"

Devo confessare che questa scelta (che un poco ricorda il cantilenare dei poeti epici) non mi ha convinto del tutto: l’ho trovata ripetitiva. Ciascun quadro ha il proprio punto apicale in un momento cruciale della caccia alla balena, per poi scaricare la tensione in attesa della tappa successiva, di mare in mare e di oceano in oceano.

[codice-adsense-float]A sostenere lo schema c’è la bravura dell’attore – regista che come sempre modula la voce come uno strumento perfettamente accordato. Allo stesso modo puntuale è il disegno delle luci (curato da Marco Meola) che lo segue come un’ombra (perdonate il gioco) nella narrazione. In più di un momento mi è venuto da immaginare come sarebbe lo spettacolo rappresentato en plein air, una sera d’estate sotto la volta celeste trapunta di stelle (o, perché no?, nell’Arca disegnata da Renzo Piano per il “Prometeo” di Luigi Nono. A proposito: che fine avrà fatto?).

Di tappa in tappa procede il duplice viaggio di Achab – d’Elia, mentre la trama di Melville si arricchisce dell’ordito fatto di fili che rimandano a Shakespeare e a Dante.

In particolare un richiamo del capitano ai suoi marinai riecheggia la celeberrima orazione di Ulisse ai compagni nel XXVI canto dell’Inferno.

Non bisogna fermarsi, si deve andare avanti, a tutti i costi, lasciando andare tutto quello che, come zavorra, rischia di rallentare la corsa per raggiungere l’obiettivo che ci si è posti, imponendo a sé e agli altri sacrifici terribili. Non fa differenza che si sia a bordo della grossa nave Rachele o del piccolo Pequod…

Ma dalla sua corsa a singhiozzo, e dal suo andare tortuoso e dolente, si vedeva chiaro che quella nave tutta lacrime di spuma restava sempre senza conforto. Era Rachele, che piangeva i suoi figli, perché non erano più.

Là fuori c’è una balena da catturare. E quella balena siamo noi.
Saul Stucchi

Dal 5 al 17 giugno 2017

Io, Moby Dick

  • Liberamente ispirato a “Moby Dick” di Herman Melville
  • Progetto e regia Corrado d’Elia
  • con Corrado d’Elia
  • Assistente alla regia Federica D’Angelo
  • Ideazione scenica e grafica Chiara Salvucci
  • Luci Marco Meola
  • Audio Gabriele Copes
  • Foto di scena Angelo Redaelli
  • Collaborazione alle ricerche bibliografiche Alessandro Sgamma

Orari: da lunedì a sabato ore 20:30 – domenica riposo
Durata: 1 ora e 30 minuti
Biglietti: intero 24 €; ridotto 16/12 €

Teatro Litta
Corso Magenta 24
Milano

Informazioni:

www.mtmteatro.it

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