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Voi siete qui: Teatro & Cinema » “Go. Go. Go.” di Aleksandr Sokurov al Teatro dell’Arte

9 Novembre 2016

“Go. Go. Go.” di Aleksandr Sokurov al Teatro dell’Arte

Una scena di "Go. Go. Go" di Aleksandr Sokurov - Foto di Gianluca di IoiaDal 7 al 30 ottobre è andato in scena al Teatro dell’Arte della Triennale di Milano lo spettacolo “Go. Go. Go.” di Aleksandr Sokurov. La prima prova teatrale del cineasta russo è tratta da “Marmi”, l’unico testo che Iosif Brodskij, premio Nobel per la letteratura nel 1987, abbia composto per il teatro.

Ma lasciamo la parola allo stesso Sokurov:

Ho costruito il mio primo incontro con il teatro come uno spettacolo-installazione, come la creazione di un affresco che si articola in due tempi e non come uno spettacolo cristallizzato; l’aspetto corale delle rappresentazioni al Teatro Olimpico di Vicenza troverà un suo controcanto icastico nella versione al Teatro dell’Arte; se a Vicenza sarà un vero corpo a corpo con l’architettura palladiana, a Milano ci si confronterà con l’architettura razionalista di Giovanni Muzio. Saranno due “prime” come suol dirsi a teatro. E non sarà uno spettacolo fedele al testo di Brodskij. Non mi sono proposto di mettere in scena “Marmi” ma piuttosto to play with Marbles. Anche le sue poesie sono entrate nel nostro lavoro. E persino qualche immagine della sua vita.

Una scena di "Go. Go. Go" di Aleksandr Sokurov - Foto di Gianluca di IoiaCosa dire della messa in scena? Innanzitutto che la versione milanese è stata necessariamente “diversa” dalla prima allestita al Teatro Olimpico di Vicenza. A fare da sfondo era un telo che riproduceva la rinascimentale quinta del Teatro Palladiano. L’effetto prodotto era di richiamo – omaggio e insieme di estraniamento, come se la copertura fosse un aggiunta posticcia che male si integrava con l’ambientazione di piazzetta romana in cui si svolgeva l’azione.

Protagonisti sono due topi filosofi, interpretati da Max Malatesta e Michelangelo Dalisi, due perditempo che dialogano sui massimi sistemi, sulla natura dell’uomo (nemico odiato e insieme invidiato), sul tempo e sullo spazio, sulla lettura e sulle caratteristiche dell’impero romano, sul cinema (una pozzanghera in cui specchiarsi)…

L’opera è un dialogo con Brodskij (lo porta in scena Elia Schilton), un viaggio nella sua opera poetica, fatto di cambi di direzione e di scatti in avanti, perché “la poesia è un acceleratore della mente”.

Una scena di "Go. Go. Go" di Aleksandr Sokurov - Foto di Gianluca di IoiaMentre i topi sono tragici, l’indole degli uomini è melodrammatica. Non è l’uomo che conquista lo spazio, bensì il tempo che divora l’uomo. Del resto, diceva Tolstoj, a un uomo bastano due metri di terra per la propria tomba… E allora, perché affannarsi nella ricerca, perché “studere, studere, post mortem quid valere?”, impegnarsi nel studio a che serve dopo la morte?

Dubbi che soltanto un poeta può sciogliere e infatti Brodskij chiude il giro con un sincero ringraziamento alla vita: “per tutto io sono grato”.

La programmazione teatrale del Teatro dell’Arte prosegue con lo spettacolo di Silvio Castiglioni “Casa Ghizzardi: Mi richordo anchora”, ispirato all’opera dell’artista Pietro Ghizzardi, in cartellone dal 15 novembre all’11 dicembre, mentre dal 22 al 27 novembre andrà in scena “Cucinar Ramingo” di Giancarlo Bloise.
Saul Stucchi
Foto di Gianluca Di Ioia

Aleksandr Sokurov
Go. Go. Go
/ Brodskij Miraggi
Liberamente ispirato a Marmi ed altri testi di Iosif Brodskij

  • Con il patrocinio di Fondazione Brodskij / Joseph Brodskij Memorial Fellowship Fund
  • Progetto e regia: Aleksandr Sokurov
  • Testi originali e adattamento scenico di Aleksandr Sokurov e Alena Shumakova
  • Con Max Malatesta (Tullio) e Michelangelo Dalisi (Publio)
    con la partecipazione di Elia Schilton (Iosif Brodskij)
    e con Olivia Magnani (dal 7 al 21 ottobre) / Karina Arutyunyan (dal 22 al 30 ottobre) Paolo Bertoncello, Alessandro Bressanello, Giulio Canestrelli e con Piero Ramella
  • Spazio scenico & art direction: Margherita Palli
  • Assistenti alla regia: Simone Derai e Marco Menegoni
  • Traduzioni dei testi di Iosif Brodskij: Gianni Buttafava, Fausto Malcovati, Serena Vitale per gentile concessione di Adelphi Editori
  • Video design: Federico Bigi / Apparati Effimeri e Matteo Massocco
  • Sound design: Mauro Martinuz
  • Maschere e protesi: Plastikart Studio | Zimmermann & Amoroso
  • Costumi: Sasha Nikolaeva
  • Luci: Fiammetta Baldiserri
  • Direzione tecnica: Paolo Casati
  • Assistente alla scenografia: Marco Cristini con la collaborazione di Giorgia Amabili
  • Make up: Carolina Cubria
  • Sartoria: Lara Friio e Giovanni Motta
  • Realizzazione scene: Props&Culture Opificio Milano e Palcobase Vicenza
  • Foto, documentazione e artwork: Giulio Favotto / Otium
  • Coordinamento di produzione: Virginia Forlani
  • Prodotto da: CRT Teatro dell’Arte
  • Commissionato da: Teatro Olimpico di Vicenza / Conversazioni 2016 con la collaborazione del Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone

Informazioni:

www.triennale.org/teatro

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