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Voi siete qui: Teatro & Cinema » Al Piccolo Teatro “Autoritratto” di Davide Enia

26 Marzo 2025

Al Piccolo Teatro “Autoritratto” di Davide Enia

Ieri sera (martedì 25 marzo, ndr) è andata in scena al Piccolo Teatro Grassi la prima milanese dello spettacolo Autoritratto di e con Davide Enia: rimarrà in cartellone fino a giovedì 17 aprile. Ne sono uscito con le gambe molli, dopo novanta minuti che scuotono come uno schiaffo, strizzano il cuore e pesano come un macigno. Eppure ci sono anche momenti di comicità, anche se si parla di mafia.

Accompagnato dalla musica composta ed eseguita dal vivo da Giulio Barocchieri, Enia ripercorre la convivenza con il sistema mafioso, allargando e mescolando la propria esperienza a quella dell’intera società siciliana. Vide il primo morto ammazzato a otto anni, freddato da pochi minuti, considerando che sul luogo del delitto ancora non erano arrivate le forze dell’ordine.

Andandosene dalla scena del crimine si imbatté nella figura mitica dell’Uomo del sale che aveva invano cercato fino ad allora, un’epifania che gli fornì un prezioso insegnamento: per trovare quel che si vuole, bisogna smettere di cercarlo.

Giulio Barocchieri e Davide Enia nello spettacolo "Autoritratto". Foto di Andrea Veroni

Parte con questa sovrapposizione tragicomica l’educazione al gergo mafioso del piccolo Davide. Il cadavere in cui si era imbattuto, nell’estate del 1982, era quello di un pregiudicato, vittima di una “ammazzatina”, grado più basso nella gerarchia degli omicidi di mafia, degno tutt’al più di un articoletto a pagina sedici. Solo l’assassinio di notabili, politici e figure di spicco si merita la prima pagina.

La differenza di trattamento non dovette interessare all’amico Peppe Malato che assistette al delitto, rimanendone traumatizzato. Ecco: vivere in Sicilia negli anni Ottanta (e prima, e dopo) significò avere a che fare fin da bambini con la violenza mafiosa, le sue minacce e il suo linguaggio e, allo stesso tempo, con il comportamento di reazione della cittadinanza, altrettanto codificato.

Soltanto uscendo dall’Isola è diventato possibile raggiungere una piena consapevolezza delle limitazioni della vita sotto la cappa mafiosa. L’adolescenza, le prime cotte e le amicizie, gli esami di maturità… tutta la vita di Davide è stata scandita dagli omicidi perpetrati da Cosa Nostra, su tutti le stragi di Capaci e di Via D’Amelio, in cui vennero trucidati i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con le rispettive scorte, ma anche quello del suo insegnante di religione, il mite don Pino Puglisi.

Davide Enia in "Autoritratto". Foto di Andrea Veroni

Mafiosi come vampiri assetati di sangue. Il racconto delle riunioni dei vertici di Cosa Nostra, in cui al terrore propagato all’esterno corrispondeva quello imposto all’interno – per cui chi vi partecipava non era mai sicuro di uscirne vivo – mi ha fatto ricordare alcune pagine di Massa e potere di Elias Canetti, quelle in cui si sofferma sul banchetto funebre organizzato dall’imperatore Domiziano, così come lo riporta Cassio Dione. Il capo dei capi Totò Riina come l’imperatore romano paranoico e violento (violento in primis in quanto paranoico). Interessante anche la notazione di Buscetta, secondo il quale “Cosa Nostra è il regno dei discorsi incompiuti”.

Per combatterla e – prima o poi – vincerla è invece indispensabile dare un nome alle cose, chiamarle, identificarle per quello che sono. È la lezione che ci viene dalla fiaba de I vestiti nuovi dell’imperatore di Andersen, che tutti conosciamo ma che tutti scordiamo per quieto vivere, ma che in Sicilia (e non solo) tanto quieto non è.

Oltre due anni durò l’inferno del piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito perché il padre – collaboratore di giustizia – ritirasse le accuse contro i principali esponenti di Cosa Nostra. E qui non ho potuto fare a meno di pensare alla lucida e angosciante tirata di Ivan Karamazov sulla sofferenza dei piccoli innocenti, per la quale non può esserci giustificazione.

Autoritratto è un capitolo importante nella storia del teatro civile. È uno schiaffo doloroso e insieme salutare perché ci ricorda che la coscienza non deve mai assopirsi. La lotta alla mafia è ben lungi dall’essere vinta.

PS: il testo Autoritratto. Istruzioni per sopravvivere a Palermo è pubblicato da Sellerio nella collana Il divano.

È il caso di segnalare che venerdì 28 marzo, alle ore 18.00, al Chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro Grassi si terrà un incontro intitolato significativamente Il regno dei discorsi incompiuti, a cui parteciperanno Davide Enia, Nando dalla Chiesa e Camilla Giraudi, moderati da Roberta Carpani.

Saul Stucchi
Foto di Andrea Veroni – © Fondazione Festival dei Due Mondi

Autoritratto

di e con Davide Enia
musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri
luci Paolo Casati
suono Francesco Vitaliti
si ringrazia per gli abiti di scena Antonio Marras
coproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia,  Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Accademia Perduta Romagna Teatri, Spoleto Festival dei Due Mondi
con il patrocinio di Fondazione Falcone

Informazioni sullo spettacolo

Dove

Piccolo Teatro Grassi
Via Rovello 2, Milano

Quando

Dal 25 marzo al 17 aprile 2025

Orari e prezzi

Orari:
martedì, giovedì e sabato 19.30
mercoledì e venerdì 20.30 (salvo 9 aprile, riservata scuole)
domenica 16.00
lunedì riposo
Durata: 90 minuti senza intervallo

Biglietti: platea 40 €, balconata 32 €

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

www.piccoloteatro.org

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