Ogni lettore sceglie un libro in base a quello che più gli interessa: la storia, l’autore, la casa editrice, la copertina, il formato.
Ecco, quando devo scegliere tra più libri, io scelgo in base al titolo. Il titolo deve riuscire a far scattare la molla giusta, deve essere il trampolino su cui riuscire a fare il giusto salto per un perfetto tuffo nella vasca dell’immaginazione. Prima di scoprire quello che le pagine hanno da raccontare, mi piace crearmi un piccolo quadro del libro, pensando a quali vicende e storie possano nascondersi dietro a quelle poche parole che rappresentano il suo biglietto da visita.
Il titolo del libro di Angela Villani, ”Roseparole. Divagazioni letterarie” è insolito, oltremodo originale. Potrebbe inizialmente destare qualche perplessità. L’assenza di uno spazio tra “rose” e “parole” potrebbe, infatti, sembrare un errore, una svista.
Personalmente, la prima volta che ho letto il titolo, non ho potuto fare a meno di pensare che al nome “rose” mancasse la vocale “e”, per trasformarsi nell’aggettivo “rosee”, tanto soave e melodioso, in contrasto con il periodo di pandemia, complicato e buio, durante il quale questo libro è stato scritto. “Rosee parole” per la speranza di un “roseo futuro”, lontano dall’ansia e dalla sofferenza che hanno animato quei mesi.

Nessuna vocale persa, nessuna svista. L’autrice ha scelto di unire questi due nomi, formando una parola composta, inesistente almeno fino a questo momento, e dal significato, in realtà, abbastanza immediato. Le rose, il fiore per eccellenza, tanto bello quanto delicato, dalla bellezza effimera, da ammirare per un tempo breve.
Alle rose si affiancano le parole: che siano scritte, sussurrate o dette ad alta voce, queste restano e non si possono cancellare, assumono un valore infinito e diventano un bene comune. La poesia, in particolare, ha un forte legame con la rosa: sboccia e fiorisce. Ma se la rosa è destinata a sfiorire e a morire, la parola poetica “si rigenera, rifiorisce ogni volta che viene scritta, che viene letta, recitata”. La parola poetica, come la rosa, appartiene alla sfera dell’amore e del sentimento.
Da queste considerazioni sulla parola poetica, Angela Villani inizia le sue ”Divagazioni letterarie”.
Un viaggio nella letteratura
“Divagazioni letterarie”. Un sottotitolo che aiuta ad inserire il testo in una categoria letteraria, non ben definita, come scritto in prefazione, e che definisce in modo chiaro lo scopo del testo.
L’autrice attinge ai suoi studi classici e al suo patrimonio culturale per compiere un viaggio letterario, alla ricerca di risposte e di una via di fuga alla difficile situazione vissuta nel periodo di pandemia. I riferimenti letterari, le opere e la mitologia diventano uno spunto per riflessioni più ampie e pensieri più profondi, sulla vita e sul tempo, che scorre inesorabile. La scrittura diventa un rimedio, una cura, lo strumento per ritrovare i punti fermi, che sembrano andati persi, e le persone che sempre l’hanno accompagnata.

Si sviluppa un racconto nella quale si intrecciano diverse letterature, diverse epoche, vissuti dell’autrice. Il viaggio letterario diventa un viaggio nel passato, i classici diventano una proiezione del vissuto odierno, le pagine del libro diventano un diario, scritto da Angela Villani e ora appartenente ad ogni lettore. Le opere letterarie sembrano dialogare l’autrice, “Roseparole” sembra dialogare con noi.
Rosa e Mimmo
“La loro immagine non mi abbandona mai, è come se li vedessi davanti a me costantemente, vivono in me”.
Il libro è dedicato a Rosa e Mimmo, i genitori di Angela. Tra tutte le divagazioni, loro rappresentano la sola certezza e il ritorno alle origini. Rosa e Mimmo sono “fuochi nel buio, barlumi di colore”, sono una guida, la speranza per un futuro ipotetico, che ci si aspetta e che verrà. Rosa e Mimmo sono custodi di una bellezza d’animo, che si conserva e viene trasmessa. Sono come la parola poetica: destinati a rifiorire, a non morire mai, vivendo nei ricordi, in eterno. Sono la traccia della vita passata, sempre visibile.
“Mi misuro con il tempo, che mi sovrasta, ma alcuni episodi sono cristallizzati, raggrumati in nodi, in profumi, odori, suoni che ritornano e che l’immaginazione rievoca”.
Comparse illustri
Rosa e Mimmo sono i protagonisti di questo racconto. Ma non sono i soli. Accanto a loro troviamo figure antiche e illustri: Virgilio, Ennio, Omero, Dante, Pascoli, Pirandello. Poeti, scrittori, personaggi “non più viventi, ma vivi”, che con le loro opere e storie hanno fornito importanti risposte alle domande dell’autrice. Tutte queste presenze hanno consentito ad Angela di divagare, senza mai perdersi.
Tra i vari personaggi, Enea riveste un ruolo importante. Enea è un “profugo moderno”, che deve accettare ciò che il destino gli ha riservato: la perdita della patria, della sua città e della moglie Creusa. Per Angela, l’episodio più rilevante dell’Eneide si trova nel VI libro. Si tratta della discesa nell’Ade, il regno dei morti, dove l’eroe può incontrare il padre Anchise. Questa pagina del poema rappresenta un elemento di speranza per l’autrice, che, nell’abbraccio tra Enea e il padre, intravede una più concreta possibilità di poter riabbracciare i suoi cari.
“Ripeto a me stessa che ci potremo incontrare di nuovo, in una dimensione ultraterrena, spirituale, dove sarò luce che si aggiungerà alla loro”. Una dimensione che verrà. Oltre la realtà, oltre il sogno.
Sogno, realtà, letteratura
Il sogno è un tema ricorrente in ”Roseparole”. L’autrice descrive il suo vivere tra sogno e realtà.
“Anche io vorrei abbracciare i miei ma posso solo tenerli stretti al mio cuore: sono sogni alati, leggeri ed impalpabili”.
Il sogno e la letteratura sono fortemente legati: entrambi affondano le loro radici nell’immaginazione e creano un mondo alternativo a quello che viviamo. Il sogno e la letteratura sono al tempo stesso viaggio e ancora di salvezza, a cui aggrapparsi quando la realtà si presenta diversa da quella desiderata.
Così, per Angela i sogni diventano rifugio, illusione, fantasie partorite della mente, la scala verso le stelle, materia. Sì, perché i sogni si materializzano attraverso le parole, acquistano forma e fisicità, tanto da arrivare quasi a toccarli.
“Con le parole si toccano i sogni, che sembrano tanto vicini e presenti, si materializzano e si dissolvono immediatamente proprio quando ci si sente incredibilmente vicini e ci sembra di poterli toccare.”
Rose e parole in comune
“Roseparole” è senza dubbio un libro autobiografico: parla dei genitori di Angela, dei suoi ricordi, dei suoi sogni. A tratti si ha la sensazione di leggere di un viaggio che non ci appartiene, ma in cui si è ugualmente coinvolti.
Le pagine si sviluppano a partire da opere e autori classici che tutti conosciamo, abbiamo studiato, o possiamo sempre leggere, e arrivano a parlare di sentimenti comuni, che ci legano come essere umani. Le pagine si muovono lungo rotte che ci appartengono.
Le “divagazioni letterarie” diventano divagazioni nella vita, della stessa autrice e della nostra. Ci ritroviamo, così, ad essere un po’ tutti divagatori alla ricerca della nostra rosa e delle giuste parole.
Ilaria Cattaneo
Angela Villani
Roseparole
Divagazioni letterarie
Schena Editore
2021, 102 pagine
14 €