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Voi siete qui: Biblioteca » “Potendo, li avrei salvati”. I racconti di Leonard Michaels

8 Febbraio 2024

“Potendo, li avrei salvati”. I racconti di Leonard Michaels

Potendo, li avrei salvati. Tutti i racconti di Leonard Michaels (traduzione di Luca Briasco e Roberto Serrai, Racconti Edizioni, 2023) permette di conoscere uno scrittore straordinario, contemporaneo di Philip Roth, che attraverso i suoi alter ego, Phillip Liebowitz e Raphael Nachman, analizza le allucinazioni urbane di Manhattan.

Leonard Michaels si chiede come gli uomini gestiscano i propri impulsi egoistici e aggressivi. Se li si sopprime, si finisce per tradire la propria vera natura; se li si esprime, si perde la dignità e si rischia di danneggiare gli altri. Queste le domande su cui riflettere per Michaels, il cui lavoro aveva sempre esplorato la natura umana.

Michaels scava in profondità nel rapporto tra uomo e donna e nelle relazioni personali ‒ romantiche, filiali, platoniche ‒ e cerca di far emergere tutti i modi in cui gli uomini si avvicinano al mondo, racconta il bisogno di amare, di essere compresi, evoca il territorio della rivalità, della gelosia e del senso di colpa, le loro complesse transazioni.

Leonard Michaels, Potendo, li avrei salvati. Tutti i racconti, Racconti Edizioni

In Il manichino, una studentessa universitaria viene violentata da uno studente turco in scambio e, di conseguenza, abbandonata dal suo fidanzato dell’Ivy League. In Sono solo parole, una donna negozia nervosamente con venti chiassosi ragazzi del vicinato per il suo guanto rubato. In Assassini, gli stravaganti giochi sessuali di un rabbino appena sposato e della sua giovane moglie portano alla morte di uno dei giovani locali che li spiano abitualmente.

Il sesso e la violenza sono la salvezza per alcuni personaggi, come la vendetta lo è per altri. La maggior parte dei protagonisti, una generazione dopo l’Olocausto, vivono la propria vita alla ricerca di qualche identità, non importa quale. A raccontare il bisogno di identità ci sono le storie di Nachman, che però l’autore non riuscì a raccogliere in volume perché Michaels morì prima.

Nachman è un rinomato matematico che vive da solo, continuamente perplesso dalle relazioni umane e da tutto ciò che lo circonda (tranne che dalla bellezza e dalla logica dei numeri). Le storie, che hanno come protagonista Nachman, hanno uno uno stile controllato ed elegante, in cui tutto si fa meditazione sull’amore e sulla vita.

Nella raccolta Potendo, li avrei salvati, Michaels gioca con il postmoderno: ci sono racconti e annotazioni sull’assassinio di Trockij, su Lord Byron, su Karl Marx che passeggia fumando sigarette, per un effetto di «straniamento controllato».

Michaels sa essere straniante, giocoso, irriverente, frammentario, ma in questo libro sperimenta. Alcune di queste storie, infatti, creano mondi in due righe veloci, come il breve, brevissimo testo intitolato Ma. Altri, come Negli anni Cinquanta, offrono momenti elegiaci facendo un semplice elenco di ricordi.

Raphael Nachman è l’icona della seconda parte della narrativa di Michaels. Il personaggio che compare in diverse storie è un anziano matematico dell’UCLA e un uomo sospeso. Stretto tra le sue illusioni, le sue provocazioni e le sue domande verso e contro il mondo.

Le storie di Nachman – ingannevolmente convenzionali – offrono poche risposte ma, come nelle storie di Kafka, pongono domande. Queste sono opere ben scritte, acute, senza l’irruenza delle storie precedenti, che hanno saputo trovare un vasto pubblico dalle pagine del New Yorker. Sembrano riflettere lo stile tardo di Michaels, nel quale compare un necessario bisogno di analisi del proprio passato.

Nella prima storia di Nachman, il professore tiene un corso come ospite nella sua Polonia e cerca di conciliare la sua visione analitica e allo stesso tempo pacifica del mondo con la storia della sua famiglia, legata in modo più o meno diretto alla Shoà.

Michaels preferisce i derelitti e li osservava, li studia, ci gira intorno e senza battere ciglio li sente vicini al proprio essere. Come scrittore, ha creato storie bellissime e scintillanti, catalogando la vita: le ferite che l’esistenza distribuisce, così come le offese che inevitabilmente ci si ritrova addosso.

Leonard Michaels è molte cose insieme. Il neonato newyorkese figlio di immigrati polacchi, il bambino che parlava solo yiddish, lo spericolato ragazzaccio che sentiva l’interferenza di una doppia lingua nel cervello, l’uomo che ha passato la vita a scrivere e insegnare letteratura e critica a Berkeley, l’accurato annotatore di parole, il saggista, l’audace lettore di Wallace Stevens, l’uomo che a un certo punto si è ritirato nelle valli italiane.

Claudio Cherin

Leonard Michaels
Potendo, li avrei salvati. Tutti i racconti
Traduzione di Luca Briasco, Roberto Serrai
Racconti Edizioni
2023, 588 pagine
26 €

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