Pietra nera di Alessandro Bertante (Edizioni Nottetempo, 2019) è un romanzo che si ricollega al precedente Nina dei lupi (2011). Anche se riprende alcuni personaggi e un’atmosfera distopica, racconta del viaggio attraverso un’Italia del futuro – devastata dalla Sciagura – che il protagonista Alessio compie per raggiungere la grande pianura. Della Sciagura si sa ben poco, oltre a essere avvenuta diversi anni prima, non se ne parla a sufficienza. Il motivo lo si capisce subito: Bertante vuole raccontare come gli uomini si adattano ai cambiamenti e come sopravvivono.
L’umanità sopravvissuta si divide in due: c’è chi è nato prima della Sciagura e conosce il mondo di prima e chi, invece, è nato dopo e lo immagina. È un’umanità malata, in qualche modo dolente quella che incontra Alessio. Un’umanità che ha perso la speranza, perché legata ancora al mondo precedente fatto di dominio, pregiudizi e onnipotenza umana.
Le città e i piccoli borghi sono ormai abbandonati e le strade d’asfalto sono ricoperte di erba, le automobili sono divenute dei vecchi rottami ferrosi avvolti dalle piante.

Alessio è figlio del vecchio e coraggioso Alessio e di Nina, protagonista del romanzo Nina dei lupi, ed è nato dopo le avventure raccontate nel libro precedente. A lui il compito di intraprendere il viaggio che lo porta ad affrontare una serie di prove e di peripezie in uno schema narrativo basato sull’avventura e sulla dinamica dell’incontro con personaggi sempre nuovi, pronti a raccontare la propria storia.
Durante il viaggio disseminato di pericoli, Alessio incontra Zara, una ragazza anche lei nata dopo la Sciagura, che non conosce nulla del “vecchio” mondo. Zara diventerà ben presto la compagna di Alessio, una compagna inseparabile con la quale affrontare la lotta per un nuovo futuro. «Noi siamo ogni futuro», dice Alessio a un certo punto, come se volesse dichiarare apertamente il desiderio di una rinascita, che può venire, però, solo dopo una dura lotta.
Alessio ha qualità di uno sciamano, e lotta per cercare di riportare l’umanità sopravvissuta e resistente alla Natura. I due giovani guardano un mondo nuovo, un mondo che sta crescendo sotto i loro occhi, in cui la natura è libera e considerata come una parte dell’uomo.
Alessio e Zara, a pensarci bene, compiono un viaggio in nome dell’arcaica sapienza, del mito e della saggezza. E si ritrovano in un mondo deturpato dalla violenza, dal cinismo, incagliato nelle più profonde devastazioni del capitalismo. Nell’attraversare la città, una Milano ormai in stato di abbandono, Alessio e Zara vedono i segni della civiltà decaduta, un mondo che per loro è sconosciuto, dove i «palazzi di acciaio alti fino alle nuvole, luci tanto potenti da illuminare le strade di notte, case riscaldate da gas invisibile e inestinguibile, velocissimi treni sotterranei impegnati giorno e notte a spostare la gente ovunque, ed erano milioni di persone, non migliaia, milioni di persone».
Dove vivevano «milioni di donne e di uomini costretti tutti i giorni a lavorare senza produrre niente, senza vedere mai il frutto della propria fatica, quegli stessi uomini e donne che poi la sera si rinchiudevano in appartamenti costruiti come alveari a guardare schermi piccoli e grandi, accesi da un’energia infinita e sconosciuta».
I due giovani ripercorrono una città devastata, nella quale la natura sta ricominciando a vivere: quella stessa città estranea e straniante fatta di cemento e di grigie periferie che Bertante sa raccontare in molti suoi romanzi con estrema bravura (uno degli ultimi è La magnifica orda del 2012 e Mordi e fuggi. Il romanzo delle BR del 2022).
Il viaggio di Alessio e della sua compagna Zara è narrato da una scrittura mitopoietica – molto vicina alle narrazioni orali, dove s’incontra anche la solennità e la ripetitività proprie dell’epica classica ‒, una scrittura fisica, caratterizzata da uno stile che mostra e racconta la realtà in tutta la sua fisicità e amaro squallore.
Ma c’è qualcosa di espressionistico, Bertante indugia nel descrivere scontri, duelli, uccisioni, ferite e il sangue. Alessio e Zara, durante il viaggio in cui si trovano coinvolti in numerosi incontri e insidie, rimangono nonostante tutto umani.
Claudio Cherin
Alessandro Bertante
Pietra nera
Nottetempo
Collana Narrativa
2019, 278 pagine
18,50 €