Resta giusto una settimana – fino a domenica 4 ottobre – per visitare a Cernobbio, sul Lago di Como, la mostra Tracce di Davide Dall’Osso, inaugurata lo scorso marzo. Si tratta di una mostra diffusa che ha in Villa Bernasconi, motore culturale della città, il punto di partenza.
Secondo appuntamento del progetto triennale Ombre e Presenze promosso dal Comune di Cernobbio e dalla Galleria GALP, è stata curata da Francesca Bogliolo e pensata come mostra relazionale, ovvero per fornire opportunità per i visitatori di incontrare l’arte e insieme di incontrarsi, magari tornandoci in momenti diversi della giornata per guardare le opere con un’illuminazione differente che in qualche modo ne cambia l’aspetto.

Il vissuto attoriale dell’artista (è il caso di segnalare che Dall’Osso si è diplomato come attore di prosa alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano nel 1995 e ha recitato a lungo per passare poi dall’arte attoriale a quella scultorea, senza peraltro tradire il primo amore) gli ha fatto concepire opere in cui lo spettatore senta di trovarsi dentro una drammaturgia, una sorta di maschera che deve essere abitata e vissuta.
La stessa curatrice Bogliolo ha sottolineato l’importanza del valore “terapeutico” dell’arte, in particolare in questa mostra diffusa e decentrata che vuole riavvicinare il grande pubblico alle opere (naturalmente il discorso vale anche per quelle esposte in una galleria d’arte come GALP, tappa imprescindibile del percorso).

Ciascuno è libero di girovagare secondo dove lo portino i propri passi e interessi, tuttavia è previsto un vero e proprio itinerario organizzato che in quattordici tappe – la coincidenza con il numero delle stazioni della Via Crucis sarà casuale? – conduce dall’installazione intitolata “È tempo di mettersi in ascolto” in via Cinque Giornate fino a “Un’arte clandestina per mantenersi aperti” in piazza Risorgimento, passando per tanti lavori dai titoli assai significativi.
Citiamo almeno “Ci vuole un altro sguardo per dare senso a ciò che barbaramente muore ogni giorno omologandosi” in largo Alfredo Campanini (architetto e imprenditore scomparso giusto un secolo fa, nel 1926) e “L’unica morale possibile è quella che puoi trovare, giorno per giorno nel tuo luogo aperto – appartato” all’ex Cinema Volta.

Le sculture sono realizzate in scarto di policarbonato e plexiglas, materiale che consente alla luce di trapassarle conferendo loro un aspetto diverso a ogni ora del giorno. Obiettivo non secondario per l’artista è quello di sensibilizzare il pubblico al tema del riciclo della plastica e a quello dell’economia circolare.
A informare la sua opera è il manifesto poetico Per un teatro clandestino (dedicato a Tadeusz Kantor) scritto da Antonio Neiwiller oltre trent’anni fa, nel maggio del 1993. Inizia così:
È tempo di mettersi in ascolto.
È tempo di fare silenzio dentro di sé.
È tempo di essere mobili e leggeri,
di alleggerirsi per mettersi in cammino.
Il componimento può essere in qualche modo considerato la bussola per orientarsi nella mostra Tracce di Davide Dall’Osso per le vie di Cernobbio al pari – e forse ancora di più – della cartina del percorso espositivo.
Saul Stucchi
Tracce
Mostra di Davide Dall’Osso
Informazioni sulla mostra
Dove
Mostra gratuita di arte diffusa a Cernobbioa cura di Francesca Bogliolo
Quando
Dal 14 marzo al 4 ottobre 2026Galleria GALP Via Regina 18
Orari: martedì – sabato 10:00–13:30 | 15:00–19:00
domenica 10:00–13:00