C’è tempo fino al primo luglio per visitare una bella mostra a Brescia. Per essere più precisi, “Tiziano e la pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia” è un ambizioso progetto culturale che si articola in varie sedi.
Il cuore è l’esposizione al Complesso di Santa Giulia, dove si possono ammirare una cinquantina di opere – alcune mai esposte prima in Italia – arrivate da musei e collezioni nazionali e internazionali (istituzioni del livello del Museo del Prado di Madrid, del Kunsthistorisches Museum di Vienna e della National Gallery di Londra per quelle estere e delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dei Musei Capitolini di Roma e del Museo Poldi Pezzoli di Milano soltanto per citarne alcune italiane).
La mostra, prodotta dal Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei con Civita Mostre e la collaborazione della Diocesi e del Museo Diocesano di Brescia, è curata da Francesco Frangi che si è avvalso di un comitato scientifico di alto profilo, composto da professori e storici dell’arte.
Il percorso espositivo
Il percorso espositivo si snoda in sei sezioni, precedute da un’introduzione dedicata ai “destini incrociati” di Brescia e Venezia nel Cinquecento.
In avvio c’è il Codice dei Privilegi di Brescia (prestato dalla Biblioteca Civica Queriniana), aperto su una bella pagina miniata con la scena di alcuni giovani bresciani che stanno “pelando” il Leone di San Marco, un’azione che allude ai loro privilegi fiscali…
- La formazione di Romanino e Moretto e l’esempio di Tiziano
- Il Polittico Averoldi e il suo lascito
- Circolazione di modelli tra Brescia e Venezia: opere per la devozione e ritratti
- La vocazione realistica dei pittori bresciani
- Tiziano e la decorazione del Salone della Loggia
- Dopo Tiziano. Committenze bresciane per Veronese, i Bassano e i maestri della Maniera veneta.
Della cinquantina di opere esposte cinque sono state realizzate da Tiziano Vecellio: la Madonna col Bambino prestata dall’Accademia Carrara di Bergamo (datata al 1509), la Madonna col Bambino tra Sant’Antonio da Padova e San Rocco (1510 circa, dal Museo del Prado), la xilografia con il Trionfo di Cristo, il Ritratto di Tommaso (?) Mosti da Palazzo Pitti e il Ritratto di Gian Giacomo Bartolotti da Parma (?), arrivato da Vienna.
I protagonisti dell’arte bresciana
I protagonisti del Cinquecento pittorico bresciano sono invece presenti rispettivamente con 9 opere Girolamo Romanino, 12 Alessandro Bonvicino detto il Moretto e 8 Giovan Girolamo Savoldo.
Tra gli altri artisti presenti in mostra è impossibile non citare almeno Palma il Vecchio con la Madonna col Bambino tra San Giovanni Battista e Maria Maddalena, Giovanni Bellini con la Madonna col Bambino tra San Paolo e San Giorgio (il motivo della Sacra conversazione a mezza figura è una sua invenzione. Concentratevi sul volto di San Giorgio: è il ritratto di un capitano veneziano) e Paolo Veronese (con bottega) per il Martirio di Sant’Afra.
Numerose sono le opere che hanno un soggetto sacro, in particolare il tema della Vergine col Bambino: si potrebbe ricavare un percorso nel percorso dedicato proprio a questa iconografia, con la splendida successione di quattro opere che si apre con la versione tizianesca, a cui risponde sull’altro lato della sala quella del Romanino dalla Pinacoteca di Brera, esposta vicino alla sua Venere e Cupido prestata da un collezionista privato (amore sacro e amore profano…).
La Pinacoteca Tosio Martinengo
Usciti dal Museo di Santa Giulia è bene riposarsi e rifocillarsi prima di affrontare la visita della Pinacoteca Tosio Martinengo che ha riaperto i battenti dopo nove anni di lavori. Merita tutta la vostra attenzione perché contiene dei veri gioielli e il nuovo allestimento è all’altezza del valore delle collezioni.
Ai quadri del Romanino (come il San Gerolamo penitente da comparare mentalmente con le versioni del Moretto e di Lorenzo Lotto esposte a Santa Giulia) e del Moretto (come la Cena in Emmaus) che rientrano nell’argomento della mostra si affiancano le medaglie di Pisanello e di Matteo de’ Pasti, le tavole di Raffaello e tante altre opere – dipinti e sculture – finalmente restituite alla città di Brescia e ai numerosi turisti che la visitano. Tra parentesi: la piazza antistante la Pinacoteca porta il nome del Moretto, a cui è dedicato il monumento realizzato da Domenico Ghidoni.
Se resta ancora un po’ di energia, val la pena di fare un salto al Museo Diocesano, dove segnaliamo almeno due opere del Moretto: una realizzata in gioventù (San Rocco, i Santi Cosma e Damiano, San Nicola e Sant’Antonio Abate) e l’altra della maturità (Madonna con il Bambino in gloria, San Giovanni evangelista, San Lorenzo Giustiniani e l’allegoria della sapienza).
Il percorso non può che concludersi con la visita alla Collegiata dei Santi Nazaro e Celso, dove si ammira il polittico realizzato da Tiziano per il vescovo Altobello Averoldi tra il 1520 e il 1522, opera spartiacque nella storia della pittura bresciana del Cinquecento e come tale cuore pulsante dell’intero progetto espositivo (nella mostra a Santa Giulia viene proiettato un video dedicato al polittico).
Basterebbe questo capolavoro per andare a Brescia…
Saul Stucchi
Didascalie:
- Tiziano Vecellio
Ritratto di Tommaso (?) Mosti, c.1520
Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti - Alessandro Bonvicino, detto il Moretto
Sacra Famiglia con San Giovannino, c.1535
Milano, Museo Poldi Pezzoli - Tiziano Vecellio
Madonna col Bambino, c.1509
Olio su tavola
Bergamo, Accademia Carrara - Girolamo Romani detto Romanino
San Gerolamo penitente, 1516 – 1517
Olio su tavola
Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo
©Fondazione Brescia Musei - Tiziano Vecellio
Polittico Averoldi, c. 1520-1522
Olio su tavola
Brescia, chiesa dei santi Nazaro e Celso
© BAMSphoto-Rodella
Tiziano e la pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia
Fino al 1° luglio 2018
Museo di Santa Giulia
Via Musei 81/b
Brescia
Informazioni: