Ultime settimane per visitare al Palazzo Ducale di Genova la mostra “Rubens a Genova”: chiuderà infatti i battenti il 22 gennaio 2023. Prodotta dal Comune di Genova con Fondazione Palazzo Ducale per la Cultura e la casa editrice Electa che ne pubblica il catalogo, è curata da Nils Büttner, docente della Staatliche Akademie der Bildenden Künste Stuttgart e Chairman del Centrum Rubenianum di Anversa, e dalla studiosa Anna Orlando, già co-curatrice della mostra “L’Età di Rubens”, allestita nel 2004 sempre a Palazzo Ducale.

Ben sedici le sezioni in cui si snoda il percorso espositivo lungo il piano nobile dell’appartamento ducale:
- I palazzi di Genova
- Genova meravigliosa
- Alla corte di Mantova
- Genova coltissima
- Genova città di famiglie
- L’altra faccia della medaglia
- La rivoluzione del ritratto
- I quattro elementi: terra
- I quattro elementi: aria
- I quattro elementi: acqua
- I quattro elementi: fuoco
- Il paradiso delle donne
- Tutte le dame di casa
- Lo spazio del sacro
- Il miracolo barocco della Circoncisione
- Due casi-studio
Una mostra ricca
Già questa articolazione è indizio della ricchezza della mostra, a sua volta segno della ricchezza del rapporto tra l’artista fiammingo e la città ligure, in cui Rubens soggiornò in varie occasioni tra il 1600 e il 1607. “Sono stato più volte a Genova… et avuto intrinsechezza grandemente con alcuni personaggi eminenti di quella Repubblica” è infatti una delle citazioni riprodotte qua e là lungo il percorso. Una bella linea temporale riassume gli eventi della vita e della carriera del pittore, concentrandosi sui suoi viaggi, non solo in Italia.
Più di cento sono le opere esposte: ci sono naturalmente i dipinti, ma anche arazzi (da una collezione privata è arrivato quello che raffigura Il dono di Gerone accettato dal senato di Roma, realizzato attorno al 1625-1639 da un modello di Rubens) e poi disegni, libri (su tutti il poema Gerusalemme liberata del Tasso, particolarmente caro ai Genovesi), arredi e accessori.

Si comincia da un Autoritratto “da Pietro Paolo Rubens” prestato da un collezionista privato per arrivare a Cristo risorto appare alla Madre (con una figura da una composizione sottostante), dipinto da Rubens e bottega attorno al 1612-1616, anch’esso di collezione privata.
In mezzo c’è tanta roba. Si tratta infatti di una “mostra didattica” nel senso migliore del termine (in realtà l’espressione non dovrebbe ingenerare ambiguità, tuttavia non sono rare le esposizioni la cui visita risulta appesantita da apparati mal progettati). I pannelli di sala sono ricchi di informazioni e curiosità. Ne cito una tratta dalla quattordicesima sezione, riferita alla vita del Doge, spesso minacciata da agguati:
Nelle poche occasioni in cui [il Doge] deve assistere alla messa in cattedrale (anziché qui [ovvero a Palazzo Ducale]), lo si fa transitare da un passaggio privato riservato a lui e alla famiglia: lo si vede ancora (da via dell’Arcivescovado) ed è un ponte coperto aereo che collega Palazzo Ducale con il duomo di S. Lorenzo”.
Prestiti importanti
Numerosi e di prestigio gli enti prestatori. Dalla Fondazione Magnani Rocca di Parma è arrivato il frammento con il ritratto di Ferdinando Gonzaga di Mantova infante; dall’Akademie der bildenden Künste (Accademia delle Arti Visive) di Vienna la Circoncisione di Gesù; dal Museo di Salisburgo San Gregorio tra i santi Mauro e Papia, santa Domitilla tra i santi Nereo e Achilleo; da Buskot Park nell’Oxfordshire Violante Maria Spinola Serra; dalla Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano Tre donne con puttini all’aperto.

E ancora: dal Museumslandschaft Hessen (Museo del Paesaggio dell’Assia) di Kassel Venere, Cupido, Bacco e Cerere (uno dei capolavori assoluti in mostra); dalla Galleria Borghese di Roma Susanna e i vecchioni (per rimanere in tema di capolavori), da ammirare insieme alla versione con il contributo della bottega, prestata dalla Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino. Ma sarebbero ancora molte altre le opere da citare, anche solo per il titolo.
Gioie e dolori
Preferisco invece spendere due parole ancora sull’apparato didattico. Alla “vertigine della lista” tanto cara a Umberto Eco fa pensare la descrizione, capo per capo, degli abiti indossati da Veronica Spinola Serra (sorella della Violante Maria citata sopra), tra “collare a sciorete”, “giuppone”, piume di struzzo e “un filo di perle in numero 125”!
E poi gli schemi d’incrocio tra le varie casate; l’albero genealogico della famiglia del Duca di Mantova; gli estratti dal manoscritto delle “Relationi delle cose occorse in Genova dall’An: 1600 all’An: 1610” che stanno lì a ricordarci che la città non era solo uno scrigno di opulenza e di arte, ma anche palcoscenico di vita quotidiana, con le sue brutture e violenze. Il 24 gennaio 1608, per esempio, “furono impiccati al molo… ladri nelle case che rubavano candelieri d’argento et altro”, mentre due mesi dopo “fu bruciato all’Acquasola un tedesco, eretico ostinato e impenitente”.
“Rubens a Genova” è un’esposizione da non perdere perché racconta molto, mostrando ai visitatori opere d’arte di altissimo livello (non solo del maestro fiammingo) e invitandoli ad approfondire molteplici aspetti della storia, della cultura e della società europee, naturalmente concentrandosi sul “ponte” tra Genova e le Fiandre, ma non limitandosi a questa relazione davvero speciale.
Saul Stucchi
Didascalie:
- Peter Paul Rubens
San Sebastiano medicato dagli angeli
Olio su tela
Collezione privata in comodato d’uso alla Rubenshuis di Anversa - Peter Paul Rubens
Giovanna Spinola Pavese
Olio su tela, cm 247 X 147
© The National Museum of Art of Romania, Bucarest - Peter Paul Rubens
Susanna e i vecchioni
Olio su tela
Musei Reali di Torino © MiC – Musei Reali, Galleria Sabauda
Rubens a Genova
Informazioni sulla mostraDove
Palazzo DucalePiazza Giacomo Matteotti 9, Genova
Quando
Dal 6 ottobre 2022 al 22 gennaio 2023Orari e prezzi
Orari: lunedì 14.00 – 19.00martedì, mercoledì e giovedì 9.00 – 19.00
venerdì 9.00 – 21.00
sabato 10.00 – 20.00
domenica 10.00 – 19.00
La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietti: intero 14 €; ridotto 12 €