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Voi siete qui: Arte » A Mendrisio Roger de La Fresnaye. Il nobile cubista

12 Gennaio 2024

A Mendrisio Roger de La Fresnaye. Il nobile cubista

Fino al 4 febbraio 2024 si potrà visitare al Museo d’arte Mendrisio in Canton Ticino la mostra Roger de La Fresnaye. Il nobile cubista curata da Barbara Paltenghi Malacrida con la collaborazione di Francesca Bernasconi.

Il percorso espositivo squaderna oltre un centinaio di opere prestate da diversi musei francesi (come il Centre Pompidou di Parigi e il Musée de Grenoble) e svizzeri, oltre che da alcuni collezionisti privati.

Ci sono dipinti, sculture (quella della scultura fu nella sua produzione una fase molto breve, eppure intensa), illustrazioni, ma anche documenti. Prima di salire al piano superiore dove si dipana il percorso espositivo ci si imbatte in una teca in cui sono raccolti alcuni di essi. Spicca il menu del veglione di capodanno del 1917, con la firma dei partecipanti alla serata. Tra le portate le aristocratiche aragoste comparivano insieme ai più proletari prosciutto e piselli.

Roger de La Fresnaye, La vie conjugale (1912-1913)

La mostra segue un andamento cronologico, una scelta compiuta dalle curatrici per la consapevolezza della scarsa notorietà dell’artista. Il dipanarsi delle opere consente ai visitatori di approcciarsi all’universo creativo di de La Fresnay – che fu un intellettuale a tutto tondo – seguendone poi lo sviluppo negli anni. In parallelo a quello cronologico ci sono poi approfondimenti tematici, sala per sala, come per esempio il paesaggio e la natura morta, la scultura e il nudo femminile. Su un pannello di sala si legge:

“All’interno della produzione di Roger de La Fresnaye l’iconografia del nudo femminile è strettamente legata allo studio della scultura, intrapreso nel 1909 seguendo i corsi di Aristide Maillol all’Académie Ranson e perfezionato l’anno successivo frequentando l’Académie de la Grande Chaumière. Questo nesso e evidente nel confronto tra lo studio Nudo femminile seduto, di profilo (1910 ca.) e il bronzo ‘Eva’, dello stesso periodo. La lezione di Maillol nella resa del nudo femminile si manifesta nella morbidezza delle forme, nella posa ricercata, nell’equilibrio tra eleganza e fisicità.

Ben fatti, come dimostra il breve estratto citato qui sopra, i pannelli di sala, ricchi di informazioni sulla vita e l’opera dell’artista. Facciamo una sua prima conoscenza grazie all’autoritratto sorridente datato 1905, prestato da un collezionista privato. È l’anno del primo viaggio in Italia e quello della sua frequentazione del Museo del Louvre per esercitarsi nella copia degli antichi Maestri.

Roger de La Fresnaye, Portrait de Jean-Louis Gampert (1920)

Una manciata di anni più tardi, nel 1910, de la Fresnay compì un viaggio in Germania, anche in questo caso approfittando dell’occasione per copiare artisti come Rubens e Cranach (in mostra è esposta una Lucrezia d’après Cranach, arrivata dal Musée d’Art Moderne di Troyes). Per lo scoppio della Prima guerra mondiale dovette quasi interrompere l’attività artistica e si arruolò in un reggimento di fanteria.

Fu durante il conflitto che contrasse la tubercolosi. Facendo fatica a respirare, in quel periodo si limitava a opere su carta, meno impegnati del lavoro su tela al cavalletto. Negli anni successivi lo stato di salute andò progressivamente peggiorando, fino a portarlo a una precoce morte nel 1925, ad appena quarant’anni (era nato a Le Mans nel 1885).

Fino ai primi anni Cinquanta il successo che aveva raggiunto in vita (le sue opere sono conservate nei più importanti musei) si mantenne, per poi svanire, condannandolo a un quasi totale oblio per i successivi settant’anni. Per quali motivi? Essenzialmente tre: il suo acceso nazionalismo; l’eterogeneità della sua produzione, caratteristica non apprezzata dal mercato; il suo porsi tra Cubismo e tradizione.

La mostra ticinese è frutto di oltre due anni di ricerca e ha lo scopo di riportare de La Fresnay sotto i riflettori, nel posto della storia dell’arte che gli compete.

Tra le opere più significative – di una produzione tutta da scoprire e ammirare – è il caso di menzionare almeno il ritratto di Maria Zimmern, scultrice tedesca sua compagni di studi all’Académie Ranson; quelli di Jean-Louis Gampert, pittore svizzero conosciuto nella stessa scuola, che gli rimase accanto per tutto il resto della vita (immortalato con maglione del 1910 e in abito molto più formale dieci anni dopo, con un libro in mano e lo sguardo sfuggente); Il Quattordici Luglio (1914); La vita coniugale (una delle tre versioni realizzate); Tre bambine che giocano a palla; Nudo sul divano; senza dimentica la serie di studi preparatori per l’edizione illustrata del dramma di Paul Claudel Tête d’Or (1895), pubblicata da Louis Broder nel 1949.

Roger de La Fresnaye: un “cubista raffinato” – per citare la definizione della curatrice Barbara Paltenghi Malacrida – che deve essere assolutamente (ri)scoperto. La mostra al Museo d’arte Mendrisio è l’occasione giusta.

Saul Stucchi

Didascalie:

  • Roger de La Fresnaye
    La vie conjugale (1912-1913)
    olio su tela
    88,5 x 115,5 cm
    Collezione privata
    Photo © Christie’s Image limited 2023
  • Roger de La Fresnaye
    Portrait de Jean-Louis Gampert (1920)
    gouache su carta
    24 x 17,5 cm
    Centre Pompidou, Parigi
    Musée national d’art moderne – Centre de création industrielle
    Donazione Société des amis du Luxembourg, 1934
    Photo (C) Centre Pompidou, MNAM-CCI, Dist. RMN Grand Palais © Philippe Migeat

Roger de La Fresnaye
Il nobile cubista

Informazioni sulla mostra

Dove

Museo d’Arte Mendrisio
Piazzetta dei Serviti 1, Mendrisio (Svizzera)

Quando

Dal 22 ottobre 2023 al 4 febbraio 2024

Orari e prezzi

Orari: da martedì a venerdì 10.00 – 12.00; 14.00 – 17.00
Sabato, domenica e festivi 10.00 – 18.00
Lunedì chiuso

Biglietti: intero 12 CHF; ridotto 10 CHF

Maggiori informazioni

Sito web ufficiale:

https://museo.mendrisio.ch

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