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Voi siete qui: Arte » Rembrandt intimo al Museo Jacquemart-André di Parigi

3 Gennaio 2017

Rembrandt intimo al Museo Jacquemart-André di Parigi

Rembrandt (1606-1669) Le Repas des pèlerins d’Emmaüs - Vers 1629 - Huile sur papier marouflé sur bois - 37,4 x 42,3 cm Paris, Musée Jacquemart-André – Institut de France © Paris, Musée Jacquemart-André - Institut de France / Studio Sébert PhotographesC’è tempo fino al prossimo 23 gennaio per visitare la mostra “Rembrandt intimo” allestita allo splendido Museo Jacquemart-André di Parigi. Se vi trovate nella capitale francese, non perdetela assolutamente! Armatevi però di pazienza, perché probabilmente vi toccherà fare la coda per entrare, mentre nelle piccole sale in cui si snoda il percorso espositivo ci si muove con fatica, visto il grande successo di pubblico.

Poche opere ma spettacolari

Questi sacrifici si fanno però volentieri per ammirare i capolavori del maestro olandese, a cominciare delle tre opere che arricchiscono la collezione del Museo. Rappresentano tre periodi fondamentali nella carriera di Rembrandt e sono i nuclei attorno ai quali è stata organizzata la mostra, curata da Emmanuel Starcky, Direttore dei “Domaines” e Musei Nazionali di Compiègne e di Blérancourt, Peter Schatborn, Conservatore capo emerito del Gabinetto Nazionale di Stampe al Rijksmuseum di Amsterdam e Pierre Curie, Conservatore del Museo Jacquemart-André.

Rembrandt (1606-1669) Autoportrait à la tête nue - 1633 - Huile sur bois - 60 x 47 cm Paris, Musée du Louvre - Département des Peintures, acquis en 1806 © RMN-Grand Palais (musée du Louvre) / Hervé LewandowskiLe opere esposte sono poche (una ventina di dipinti e una trentina di lavori grafici), ma sono tutte di altissimo livello, prestate da prestigiosi musei come il Louvre, il Metropolitan Museum of Art di New York, l’Ermitage di San Pietroburgo, il Rijksmuseum d’Amsterdam e la National Gallery di Londra.

In particolare ammaliano i ritratti. Tra di loro va annoverato il magnifico “Autoritratto a testa scoperta”, realizzato nel 1633, che campeggia nella prima sala, dedicata alla famiglia e alla formazione dell’artista, allievo di Pieter Lastman.

La cena in Emmaus

Datata 1626 è la scena storica in cui si riconosce un autoritratto di Rembrandt nel giovane dietro lo scettro del sovrano. Tre anni dopo, appena ventitreenne, Rembrandt dipingeva “La cena in Emmaus”, uno dei suoi capolavori assoluti. Accanto è appesa la “Parabola del ricco”.

La tavola de “I pellegrini di Emmaus” (1648) prestata dal Louvre si trova invece più avanti nel percorso, con accanto un’acquaforte del 1654. Peccato non aver messo a confronto le due versioni della Cena in Emmaus, ma si è voluto rispettare il filtro cronologico.


Un altro paio di date: nel 1631 dipinge la “Presentazione al tempio”, mentre agli anni 1631-33 è assegnato il ritratto dell’artista in costume orientale. Già in un torno così ristretto di anni si può notare l’evoluzione del suo stile.

Il disegno riveste varie funzioni per Rembrandt. C’è quello preliminare alla realizzazione di un dipinto; c’è il ricordo di un momento o di un’emozione; il disegno impregnato d’arte di altri e poi ci sono quelli realizzati per gli allievi.

I ritratti

I ritratti che dipinse ad Amsterdam ebbero un enorme successo e gli regalarono una rapida ascesa sociale ed economica. A 26 anni Rembrandt era già un artista riconosciuto a corte. Ecco il “Ritratto della principessa Amalia van Solms” (1632) e il quadro con l’Eroina dell’Antico Testamento prestato dal Museo di Belle Arti di Ottawa.

Rembrandt (1606-1669) Vieil Homme en costume oriental - 1632 - Huile sur toile - 152,7 x 111,1 cm New York, The Metropolitan Museum of Art, Legs de William K. Vanderbilt, 1920 © The Metropolitan Museum of Art, Dist. RMN-Grand Palais / image of the MMA
Ma la posizione d’onore, in fondo alla sala, è riservata al “Ritratto di nobile orientale”, concesso dal Metropolitan Museum of Art di New York. Fisicamente, potremmo dire, ma non solo, svetta sul folto pubblico che gli si ferma davanti, in adorazione. L’illuminazione non mi è parsa impeccabile (ma è vero anche che gli spazi sono angusti), tuttavia la luce di Rembrandt scende come un raggio magico sulla veste del misterioso personaggio.

L’ultima sala è forse la più intensa dell’intero percorso espositivo e testimonia un’ulteriore evoluzione artistica del maestro. Qui campeggiano il “Ritratto del dottor Arnold Tholinx”, il Ritratto della moglie di Rembrandt, quello del figlio Titus intento nella lettura e il “Ritratto di Hendrickje Stoffels”, la compagna con cui visse dopo la morte della moglie.

Sulla parete accanto all’uscita si legge questa citazione di Vincent Van Gogh, tratta da una lettera al fratello Theo del luglio 1889.

Les portraits peints par Rembrandt, c’est plus que la nature, ça tient de la révélation.

Parole di un grande artista e di un grande appassionato di Rembrandt. Impossibile dargli torto.
Saul Stucchi

Didascalie:

  • Rembrandt (1606-1669)
    Cena in Emmaus (1629 circa)
    Olio su carta montata su legno – 37,4 x 42,3 cm
    Paris, Musée Jacquemart-André – Institut de France
    © Paris, Musée Jacquemart-André – Institut de France / Studio Sébert Photographes
  • Autoritratto a testa nuda (1633)
    Olio su tavola – 60 x 47 cm
    Paris, Musée du Louvre – Département des Peintures, acquis en 1806
    © RMN-Grand Palais (musée du Louvre) / Hervé Lewandowski
  • Nobile in costume orientale (1632)
    Olio su tela – 152,7 x 111,1 cm
    New York, The Metropolitan Museum of Art, Legs de William K. Vanderbilt, 1920
    © The Metropolitan Museum of Art, Dist. RMN-Grand Palais / image of the MMA

Rembrandt intimo

Fino al 23 gennaio 2017

Orari: tutti i giorni 10.00 – 18.00; lunedì fino alle 20.30
Biglietti: intero 13,50 €; ridotto 10,50 €

Musée Jacquemart-André
158, boulevard Haussmann
Parigi

Informazioni:

www.musee-jacquemart-andre.com

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